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Inchiesta della DDA di Campobasso, Legambiente: mantenere alta la guardia

Domenico Rotondi

Anche i Comitati regionali di Legambiente Abruzzo, Molise e Puglia stanno seguendo con attenzione l’evolversi della recente inchiesta condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso. Stando a tale inchiesta, la connessione tra la gestione dei rifiuti e la criminalità, con ipotizzate complicità di carattere amministrativo e finanziario, appare inquietante. Un fatto rilevante che è emerso grazie all’opera dei procuratori Nicola D’Angelo e Vittorio Gallucci, in stretta collaborazione con i carabinieri del N.O.E e con i finanzieri del GICO. Tale sinergia investigativa è servita finora a dimostrare che il reticolo giudiziario presente in Molise sta bloccando le azioni malavitose provenienti dalle regioni vicine. Purtroppo, il settore dei rifiuti presenta aspetti delicati e lacune sistemiche, siccome non esclude ogni forma di devianza speculativa. Ordunque, anche in Molise non mancano aree grigie che meritano la giusta attenzione da parte del mondo politico, affinché possano essere salvaguardate sia le straordinarie ricchezze naturalistiche della regione, sia le abitudini di vita composte e laboriose dei cittadini. Sta di fatto che l’inchiesta in oggetto, riguardante lo smaltimento illegale dei rifiuti con il conseguente stoccaggio su base locale, si inserisce in un quadro nazionale complesso e delicato, ampiamente riportato nell’ultimo rapporto Ecomafia di Legambiente. In Italia, infatti, sono stati registrati 35,487 reati ambientali, con un incremento del 15% rispetto agli anni precedenti, contro cui non è mancata l’azione repressiva da parte degli organi inquirenti con il significativo aumento delle persone denuciate e dei sequestri giudiziari portati a termine, rispettivamente nell’ordine di 319 arresti e ben 7,152 siti illegali individuati. A tal riguardo, i dirigenti regionali di Legambiente hanno evidenziato quanto segue: “In Italia le ecomafie premono sempre di più sull’acceleratore e fanno affari d’oro. Pratiche come l’abbandono dei rifiuti minacciano lo sviluppo dell’economia circolare, l’unica modalità di trattamento che diminuisce la produzione di rifiuti e l’inquinamento, contribuendo a mitigare i cambiamenti climatici, proteggendo la biodiversità e gli ecosistemi. Seguiremo il proseguimento dell’indagine e siamo pronti tramite i nostri Centri di Azione Giuridica a costituirci parte civile nel momento in cui le indagini certificheranno la colpevolezza dei soggetti indagati.”

Redazione

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