Sergio Castellitto riceve la Laurea Honoris Causa dall’Università del Molise
L’Università degli Studi del Molise ha conferito oggi, giovedì 3 aprile, a Campobasso, la Laurea Magistrale Honoris Causa in Letteratura e Storia dell’Arte a Sergio Castellitto, celebre attore, regista e sceneggiatore di fama internazionale. Questo prestigioso riconoscimento celebra il suo immenso contributo al mondo dell’arte e della cultura, attraverso opere capaci di suscitare emozioni, trasmettere conoscenza e stimolare profonde riflessioni.
Alla cerimonia ufficiale ha preso parte anche il Presidente della Giunta Regionale del Molise, Francesco Roberti, che ha espresso parole di grande apprezzamento per il noto artista. “A Sergio vanno le mie più sentite congratulazioni per questo meritato tributo, un omaggio alla sua carriera straordinaria e all’importante ruolo che ha svolto nel panorama culturale e cinematografico italiano. Con il film ‘Non ti muovere’, nel 2004, ha dato modo al Molise di farsi conoscere e apprezzare in tutta la sua bellezza”.
Roberti ha poi sottolineato il talento e la sensibilità di Castellitto nel raccontare storie intense e coinvolgenti, capaci di affrontare tematiche di grande attualità e lasciare un segno nel cuore degli spettatori. “La sua capacità di narrazione, unita a un’eccezionale maestria interpretativa, ha arricchito il cinema italiano con opere indimenticabili”.
La Cerimonia
L’evento si è svolto nell’Aula Magna dell’Ateneo alla presenza del Magnifico Rettore Luca Brunese, della Direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche, Sociali e della Formazione Giuliana Fiorentino e del professor Lorenzo Canova, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Letteratura e Storia dell’Arte, che ha elogiato Castellitto nel discorso di encomio.
Uno dei momenti più intensi è stato quello della lectio magistralis tenuta dal Maestro, che ha coinvolto il pubblico con parole profonde e cariche di significato. “Ricevere questo riconoscimento è per me un dono inestimabile, che accolgo con gratitudine e commozione”, ha dichiarato Castellitto. Ha poi ricordato il suo legame con il Molise e Campobasso, una terra che ha imparato a conoscere più da vicino negli ultimi anni, anche grazie alle esperienze vissute al Teatro Savoia.
Durante il suo intervento, l’attore ha posto l’accento sulla necessità di una Film Commission in Molise, evidenziando l’enorme potenziale cinematografico della regione. “È un territorio unico per ambientazioni naturali, una sorta di Far West italiano. Ho avuto il privilegio di girare scene di ‘Non ti muovere’ in luoghi straordinari come Sepino e Bojano, tra castelli e paesaggi incantevoli. Sarebbe un’opportunità incredibile per il cinema, come già avvenuto in altre regioni d’Italia”.
Tra i temi affrontati, anche il ruolo fondamentale della cultura nella società e la sua funzione come strumento di libertà e crescita personale. “La cultura non deve mai essere strumentalizzata, ma rimanere un’espressione autentica del pensiero libero. Essere liberi significa ascoltare, comprendere e poi costruire il proprio percorso”.
Ha inoltre riflettuto sull’evoluzione del cinema nell’epoca digitale, sottolineando come il progresso tecnologico abbia trasformato il modo di fruire i film. “Il cinema nasce per essere condiviso, e vederlo allontanarsi dalle sale per trasferirsi sui divani di casa è una grande perdita. Tuttavia, la sua essenza rimane intatta: raccontare storie che emozionano e fanno riflettere”.
Un omaggio alla memoria di Paola Cerimele
Un momento toccante è stato il ricordo di Paola Cerimele, attrice di Agnone scomparsa prematuramente. Castellitto ha rievocato il suo provino per Non ti muovere, durante il quale rimase colpito dalla sua interpretazione. “Avevo subito pensato a lei per il ruolo principale, ma poi la produzione scelse Penélope Cruz. Tuttavia, il suo talento mi aveva conquistato a tal punto che le proposi un altro ruolo, e lei accettò con entusiasmo”.
Un legame indissolubile con il Molise
Nel concludere il suo intervento, Castellitto ha ripercorso alcuni dei ruoli più significativi della sua carriera, soffermandosi in particolare sull’esperienza intensa vissuta interpretando Padre Pio e il personaggio di Goffredo Tedesco ne L’imperatore del male.
La cerimonia si è conclusa con la firma della pergamena e il conferimento ufficiale della Laurea Honoris Causa, suggellando il profondo legame tra l’artista e il Molise. Un riconoscimento meritato a un interprete straordinario, che con il suo talento e la sua passione ha arricchito il panorama culturale italiano e internazionale.