L’ultimo saluto a Peppe Pittà: la voce del Molise che non si spegnerà mai

Un addio carico di emozione e riconoscenza. Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 2 aprile, la chiesa della Nuova Comunità si è trasformata in un abbraccio collettivo per Giuseppe Pittà, per tutti semplicemente Peppe. Un uomo che non era solo un giornalista, ma una voce autorevole e appassionata del Molise, un custode della sua storia e delle sue tradizioni.

La folla accorsa per l’ultimo saluto è stata il segno tangibile dell’affetto che lo circondava. La chiesa gremita, i volti segnati dal dolore, il silenzio interrotto solo dal peso dei ricordi: Peppe ha lasciato un’impronta profonda nel cuore della sua gente. I suoi racconti, le sue cronache, la sua poesia hanno dato voce ai sentimenti e alle vicende di un’intera comunità, con la sensibilità di chi conosce davvero l’anima della propria terra.
Si è spento ieri, a 75 anni, dopo una vita interamente dedicata alla scrittura, alla cultura, alla narrazione del Molise più autentico. Con la sua penna raffinata e il suo sguardo attento, ha saputo raccontare le gioie e le difficoltà della sua gente, dando spazio agli ultimi, ai dimenticati, a chi spesso non ha voce.
Un cronista appassionato, un poeta dell’esistenza, un uomo di cultura che ha vissuto con il cuore sempre aperto agli altri.
Ad accogliere il feretro all’ingresso della chiesa, gli Alpini, in segno di rispetto e di affetto. Attorno a lui, gli amici di una vita, i colleghi di mille battaglie giornalistiche, gli esponenti delle istituzioni e la gente comune, tutti uniti dal dolore e dal ricordo di una persona speciale.
La sua eredità va oltre le parole scritte: è nelle storie che ha raccontato, nell’impegno che ha profuso, nell’umanità che ha saputo trasmettere. Oggi il Molise perde non solo un cronista, ma un testimone sincero del suo tempo, un uomo capace di trasformare la realtà in memoria e la memoria in identità.
Peppe non c’è più, ma la sua voce continuerà a risuonare nei cuori di chi ha avuto il privilegio di conoscerlo e di leggerlo. Grazie, Peppe, per aver raccontato il Molise con amore e verità.