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Tennis, per il progetto Bosch-Randstad a Isernia la campionessa Mara Santangelo

santangelo2 cicconeUna due giorni che ha visto il tennis in prima linea nel capoluogo pentro, storicamente tra le culle della disciplina in regione.

Una serie di eventi che ha reso merito al lavoro del delegato provinciale Ivano Muzio che – in sinergia con il numero uno regionale della disciplina Vincenzo D’Angelo – ha riportato in regione la tennista trentina Mara Santagelo, presidente della commissione atleti della Federtennis ed attuale consigliera in quota atleti del Coni nazionale e legata da un paio d’anni a questa parte a doppio filo con il Molise.

La prima tennista italiana a vincere un titolo nel Grande Slam per il doppio (sulla terra rossa di Parigi al Roland Garros nel 2007), è stata giovedì sera presso il circolo tennistico pentro dove si è confrontata con i piccoli prospetti della racchetta del capoluogo pentro, venendo sottoposta al fuoco di fila della loro domande.

Venerdì mattina – poi – nell’ambito del suo ruolo di educatrice-allenatrice per la Bosch del progetto ‘Allenarsi per la vita’, ha tenuto una sorta di lectio magistralis, forte del proprio doppio titolo accademico, ai ragazzi delle classi quarta e quinta del ‘Fermi’, fondando molti degli aspetti del proprio discorso sull’esperienza di vita personale.

Con lei al tavolo Italia Porreca, rappresentante dell’altra azienda partner dell’iniziativa (la Randstad), la dirigente scolastica Maria Rosaria Vecchiarelli, il presidente della consulta degli studenti pentri William Turcinovic e Giuseppe Lanese, responsabile comunicazione dell’ufficio scolastico regionale, partner dell’iniziativa al pari della Regione Molise e del Coni territoriale.

Parlando tra i ragazzi cui ha posto anche una serie di quesiti, rimanendo piacevolmente impressionata dalla profondità e dai valori di alcune riflessioni emerse (una docente della scuola ha dichiarato apertamente tutta la sua ammirazione nei propri confronti, sia come atleta che come autrice del testo ‘Te lo prometto’, opera prima cui ha fatto seguito il volume ‘Match point’, altro libro scritto in chiave autobiografica), la stessa Santangelo ha ripercorso le diverse tappe della propria carriera dagli inizi nell’albergo di famiglia, allo spirito di emulazione verso Martina Navratilova, passando alla promessa fatta a 9 anni ai genitori di arrivare un giorno a giocare e vincere sul centrale di Wimbledon. Lo ha fatto ribadendo l’importanza dei valori, rammentando la centralità del lavorare sodo, del non arrendersi mai, di spendersi appieno in ogni situazione della vita, di comprendere che il fallimento non è uno stop, ma un passaggio da cui ripartire.

Ha citato – nel suo discorso – l’esempio della campionessa di scherma paralimpica Bebe Vio e quanto abbia influenzato il suo percorso la presenza nel proprio staff di un mental coach. Entusiasmo evidente tra i partecipanti con tanto, nell’ottica del progetto inserito nell’ambito della formazione applicata all’alternanza scuola-lavoro, un colorato (e chiassoso) all’insegna del motto ‘Andiamo a vincere’, di selfie finale.

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