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Riccia, il Comitato ‘No antenne selvagge’ contro la tecnologia wireless per il sistema di videosorveglianza: “Pericoloso per la salute dei cittadini”

La sala operativa del sistema di videosorveglianza a Riccia

La sala operativa del sistema di videosorveglianza a Riccia

A Riccia è stato inaugurato il sistema di videosorveglianza, il primo sul territorio molisano. Nel centro fortorino, però, poco dopo l’avvio del nuovo sistema di sicurezza, non sono mancate le polemiche, come quella del Comitato civico ‘No antenne selvagge a Riccia’.

“Il sindaco di Riccia – si legge in una notaha inaugurato la videosorveglianza, permettendo l’installazione di ventuno telecamere con altrettante antenne, che si trovano su tutto il centro abitato, collegate a quelle posizionate sul traliccio del campo sportivo ‘Poce’, chiamate a trasmettere il segnale alla centrale operativa situata in Municipio. Il sistema è collegato con il sistema wireless”.

“Cristiano Di Pietro – ricorda Mario Tronca, responsabile del Comitato ‘No antenne selvagge a Riccia’ha detto che gli altri Comuni sono in ritardo perché stanno predisponendo i cavidotti, quindi il sistema sarà collegato via cavo”.

“Questo è il sistema che si sarebbe dovuto utilizzare anche a Riccia – sostiene Mario Troncapoiché ci sono le norme a sostenerlo, la legge 36 del 2001 (legge quadro sulla protezione dall’esposizione a campi elettrici, magnetici ed elettromagnetici, ndr), il decreto attuativo numero 259/2003, la legge regionale numero 20 del 2006, il regolamento comunale approvato il 18/07/2011, al fine di tutelare la popolazione dalle pericolose ma invisibili onde elettromagnetiche, si deve preferire il collegamento via cavo”.

“Ho invitato – prosegue il responsabile del Comitatole autorità presenti all’inaugurazione a documentarsi e a prendere provvedimenti, al fine di applicare le normative in vigore, considerando che a Riccia non sono state applicate, in quanto è stato installato il sistema tramite rete wireless”.

“Si sarebbe potuto optare – la tesi di Troncaper la fibra ottica, che sta attraversando tutta Riccia, anche alla luce di quanto disposto dal Tribunale di Campobasso nell’udienza camerale del 3 ottobre 2017, in riferimento alle antenne di telefonia mobile montate sul traliccio in via della libertà, disponendo l’approfondimento delle indagini, al fine di individuare i responsabili per l’eventuale produzione di sostanze nocive alla salute pubblica e costruzione edilizia abusiva”.

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