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‘Premio Firenze 2017’, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio premiata l’opera ‘Caronte in arrivo’ del maestro d’arte Domenico Fratianni

Domenico Fratianni al torchio calcografico durante la stampa dell’opera premiata a Firenze

Domenico Fratianni al torchio calcografico durante la stampa dell’opera premiata a Firenze

Altro meritato riconoscimento per il maestro Domenico Fratianni: premiata l’opera “Caronte in arrivo”, presentata per la sezione ‘grafica’ alla XXXV edizione del Premio Firenze 2017.

La stessa opera parteciperà alla rassegna: “Mostra a Palazzo Bastogi”.

La cerimonia di premiazione si è tenuta a Firenze al Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento.

Il maestro Fratianni non è nuovo a soddisfazioni del genere; profondo conoscitore dei segreti del mondo incisorio (è direttore artistico della Biennale dell’incisione Italiana contemporanea Città di Campobasso dall’anno 2000, giunta alla sua nona edizione, ndr), ribadisce, con questo nuovo successo, quello già conquistato nel 2006 con l’opera incisa: “Il soldato e il bambino”.

In questa nuova edizione, Fratianni punta la sua attenzione alle tragiche vicende dei profughi scomparsi in mare e lo fa con una partecipazione di straordinario valore umano e artistico, con una pagina incisa all’acquaforte-acquatinta di grande padronanza tecnica nella quale aggiunge una partecipazione poetica straordinaria, che fa di Fratianni uno dei maestri più conosciuti nel panorama artistico nazionale.

Il maestro d'arte Domenico Fratianni

Il maestro d’arte Domenico Fratianni

Dell’opera di Fratianni così ebbe ad esprimersi già nel lontano 1990 il noto storico e critico d’arte Dario Micacchi: “…Domenico Fratianni, pur avendo un segno nero di bella potenza e profondità, è sicuramente più amoroso che violento. Dà l’impressione poetica che corra da un luogo all’altro a destare gli animi e che non si scoraggi mai se la terra arata tanto profondamente si richiuda dietro al suo passaggio. Questa potenza del nero e del segno grafico ha degli antecedenti: i grandi grafici tedeschi del ‘500, Vincent Van Gogh; i tedeschi degli anni ’30 e ’40; forse anche il giovanissimo Pollock che dal fuoco messicano di Siqueios e Orozco e dalla crudeltà sanguinante di Picasso ai giorni di Guernica, tira fuori il suo “dripping” e la pittura d’azione. E si potrebbe ricordare anche il moto delirante della linea di Kirchner nella città Tedesca degli anni ’20 e certe accensioni visionarie di Kokoscka. Ma per Fratianni non si tratta mai di citazioni, come oggi va di moda, ma di affinità, di incontri, di percorsi o di registrazioni di eventi sociali ed esistenziali che si ripresentano”.

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