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Di Pietro si propone a sinistra indipendente, ma l’Ulivo 2.0 prende tempo. Per le regionali si profila un accordo trasversale

L'ex pm ed ex Ministro Antonio Di Pietro

L’ex pm ed ex Ministro Antonio Di Pietro

Le bocche dei leader dell’Ulivo 2.0 restano cucite anche dinanzi ai giornalisti che loro stessi hanno convocato per un’apposita conferenza stampa sulla data delle elezioni. Sulla questione del ex magistrato Antonio Di Pietro candidato della coalizione sono gli ex parlamentari Ruta e Leva a pronunciare un semplice “vedremo”. Ma a dire la sua è stato lo stesso ex leader dell’Italia dei Valori, in un’intervista su Repubblica uscita oggi, venerdì 5 gennaio.

“Sto valutando se candidarmi nel mio Molise”, dice Di Pietro che, alla domanda “con chi” del giornalista Sergio Rizzo precisa: “Come indipendente per il centrosinistra. Nel maggioritario, ovviamente”.

Di Pietro guarda al Partito Democratico o a Liberi e Uguali, schieramenti che sembrano andare divisi sia sul piano nazionale che locale, con la seconda sigla che in Molise è confluita tra le fila di una nuova coalizione, nata appunto da alcuni dei dissidenti del Pd. In effetti, appena qualche mese fa, fu lo stesso Ruta in un incontro pubblico a chiedere a Di Pietro di candidarsi in qualità di presidente, ma quest’ultimo pose subito, tra la meraviglia dei presenti, un freno alle richieste del senatore. “La tua possibilità – disse l’ex pm in quell’occasione – potrebbe essere presa in considerazione solo se il mio nome riuscisse a fare sintesi, ma già in molti mi hanno detto che io non posso rappresentare una figura unitaria”.

Cosa è cambiato da allora? E perchè Di Pietro in Molise è disposto a correre solo per il Parlamento, nonostante quell’unità a cui aspira ancora oggi non sembra esserci, nè a livello nazionale nè sul piano regionale. Dopo Ruta a tirare forse la giacca di Di Pietro ci ha pensato l’altra parte del Pd? Al momento l’unica certezza in Molise resta quella che la sintesi, dal mese di ottobre scorso ad oggi, è ancora lontana dall’essere trovata. Basti pensare a come il figlio dell’ex magistrato, Di Pietro junior, sia consigliere uscente del governo Frattura. Una posizione che, almeno al momento, non sembrerebbe aver rinnegato.

Ruta intanto, già all’epoca di quell’appello, aveva incentrato tutta la campagna elettorale prendendo le distanze non solo dal nome di Frattura,  ma anche da chi cinque anni fa fu decisivo per la vittoria del centrosinistra in Regione, ovvero l’europarlamentare di centrodestra Aldo Patriciello. Nello stesso tempo, su quel tipo di alleanza, tanto riuscita cinque anni fa, nessuno sembra ancora pronto a non scommetterci. Anzi. Più di qualcuno negli ambienti politici vocifera di una possibile intesa tra il centrodestra e il centrosinistra e, di una ricandidatura dell’uscente Frattura oppure, ove lo stesso non riuscisse a recuperare il consenso popolare che i recenti sondaggi danno per perso, quella dell’attuale vice presidente della Giunta, Vittorino Facciolla.

A questo punto resta da chiedersi Di Pietro dove potrebbe andare a collocarsi.

L’unica speranza al momento è che nella calza della Befana i rappresentanti della politica possano trovare qualche nome che metta d’accordo, o quantomeno quelli finali da indicare ai cittadini, che da tutta questa impasse vorrebbero semplicemente capire di più, se non altro per riflettere bene prima di entrare nella cabina elettorale.

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