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Regionali 2018, questione slittamento. La coalizione dell’Ulivo 2.0 concorde: “Sul rinvio motivazioni immotivate per scopi personali e politici”. Su Di Pietro candidato come indipendente: “Vedremo”

ulivo 2.0, democratic@, centro democraticoUn incontro per ribadire la ferma volontà di dover recarsi alle urne il 4 marzo, congiuntamente, sia per le Politiche sia per le Regionali. Gli esponenti dell’Ulivo 2.0, Democratic@ e Centro Democratico, guidati dai parlamentari Ruta e Leva, hanno chiarito alcuni aspetti sulla vicenda, che vedrebbe le elezioni per il rinnovo del Consiglio regionale del Molise posticipate al 22 aprile 2018.

“Non esiste alcun impedimento formale e sostanziale – Ruta legge un comunicato congiunto – per permettere l’election day del 4 marzo 2018. A dimostrazione di quanto sosteniamo, gli esempi delle Regioni Lazio e Lombardia, che, al fine di evitare un inutile dispendio di denaro pubblico, hanno già indicato la data unica del voto la prima domenica di marzo”.

A firmare il comunicato stampa, letto da Ruta, oltre allo stesso senatore e al deputato Leva, Durante e Notarangelo (Liberi e Uguali), D’Orsi (Centro Democratico), Macoretta (Comunisti Italiani), Perreira (IdV), Trematerra (Socialisti in Movimento), Fraracci, Dentizzi e Magri (Democratic@).

“Crediamo che sia necessario recarsi alle urne il 4 marzo – la tesi di Roberto Rutaperché una diversa decisione sarebbe dettata da motivazioni arbitrarie e immotivate. Votare per le regionali il 22 aprile significherebbe far sostenere ai cittadini un inutile spesa ulteriore di tre milioni di euro. Uno schiaffo per tutti i molisani e per il 30% che vive in condizioni di povertà”.

“Non possiamo immaginare che le elezioni regionali vengano posticipate – ha proseguito il senatore del Partito Democraticoper interessi personali, dettati da un calcolo puramente politico, a discapito dell’interesse collettivo, che rappresenta l’esatto contrario di quanto vogliamo noi”.

“Posticipare la data del voto – ha concluso Rutaprecluderebbe ogni possibile interlocuzione futura con chi opterà per questa eventuale soluzione”.

“Liberi e Uguali – ha rimarcato il deputato Danilo Levaha avuto rapporti formali con il ministro dell’Interno, Marco Minniti, il quale ha escluso che ci siano problemi di natura tecnica per il Viminale in merito alla nuova legge elettorale del Molise”.

“La Regione Molise – ha evidenziato Leva dovrà votare con la legge entrata in vigore da un mese. Frattura parla di possibili osservazioni del Governo sulla legge elettorale. In sostanza, ritiene che sulla norma da lui fortemente voluta ci possa essere qualche osservazione da Roma. Circostanza che io escluso, perché il Governo, se fosse stato nelle sue intenzioni, già avrebbe avanzato qualche dubbio”.

“Possibili ricorsi alla Corte Costituzionale (che Dentizzi ha preannunciato durante la conferenza stampa, ndr)ha spiegato Levanon inciderebbero sul voto, perché, per il principio di continuità degli organi, il Parlamento permette la possibilità di votare con la legge su cui, eventualmente, pende un ricorso. In una fase successiva, se dovesse esserci la pronuncia di incostituzionalità, toccherebbe al governo regionale di quel momento rimettere mano alla normativa”.

“Si sta mascherando la verità e questa querelle – la conclusione del deputato pentro – è la degna chiusura dell’attuale legislatura regionale”.

A conclusione dell’incontro con la stampa, una domanda sull’ex pm e ministro Antonio Di Pietro, che in un’intervista a Sergio Rizzo su ‘Repubblica’ ha dichiarato della sua possibile candidatura con il Partito Democratico o con ‘Liberi e Uguali’, sul maggioritario come indipendente di centrosinistra. Poca soddisfazione per i cronisti, ‘liquidati’ dai parlamentari Ruta e Leva con un laconico “vedremo, magari ne parleremo in una prossima conferenza stampa”.

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