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Fragilità e diversità come richezza e momento di crescita: Cristiano Spinelli presenta il suo libro animato agli studenti della D’Ovidio

incontro_autore_2Un’esortazione ad accogliere il ‘diverso’, accettarlo e imparare a gestirlo attraverso la metafora botanica del rovo, quale parente povero del roseto. È questo il senso de ‘Il Rovo – Una storia spinosa’, il libro di Cristiano Spinelli presentato questa mattina, mercoledì 13 dicembre, dall’autore agli studenti della scuola D’Ovidio di Campobasso.

L’incontro rientra nel cartellone di eventi natalizi ‘Un Natale…coi fiocchi!’, promosso dal Comune di Campobasso.

Come ha spiegato Spinelli il libro parla delle fragilità e di come sia necessario rapportarsi con esse per capire fino in fondo la vita. “Questo libro – ha raccontato l’autore – mi è venuto in mente quando ho visto mio figlio in una culla termica nel reparto di terapia intensiva, avvolto da aghi e tubi. Sembrava un rovo. Vicino a quella culla dovevo essere attento a muovermi, proprio come bisogna muoversi con attenzione attorno a un rovo. Tuttavia, – ha proseguito –  non basta farsi venire in mente un libro simile. La cosa fondamentale è la voglia di farlo. Quando mi sono buttato in quest’avventura, ero consapevole che un libro del genere non va spinto, ma va accompagnato. Io sono un illustratore e sono abituato a stare davanti a un foglio bianco, invece, un testo simile ti fa stare vicino a un pubblico”.

La spinta per passare dall’idea alla pubblicazione del libro all’autore è arrivata dalla storia di Agnese, interpretata nel libro dalla coccinella. “Un giorno – ha detto Spinelli – la mamma di questa bambina disabile mi ha raccontato come la figlia non venisse mai invitata alle feste di compleanno dei compagni e come i genitori di quest’ultimi, pur essendo al corrente della situazione, non facessero nulla. È stato in quel momento che ho deciso di mettere in pratica la mia idea”.

E se nel testo non c’è solo ed esclusivamente la storia di Agnese, ma tutti i personaggi parlano di altri bambini e altrettante storie reali, il testo volutamente non si rivolge sono ai più piccoli. “Questo volume –  ha spiegato, infatti, l’autore –  vuole essere quasi uno strumento per accompagnare i bambini a capire quali siano le fragilità e le diversità e a doverle rispettare perché sono una ricchezza. Oggi, – ha continuato – in una società sempre più individualista, ci viene insegnato a correre, a non aspettare nessuno. Io voglio, invece, dare un messaggio contrario. Credo che nella vita sia necessario aspettare e relazionarsi con le diversità, perché esse sono sempre una ricchezza per ognuno di noi”.

incontro con l'autorePresente all’incontro con l’autore alla Francesco D’Ovidio anche l’assessore alla Cultura di Palazzo San Giorgio, Emma de Capoa che ha voluto lasciare ai piccoli studenti un messaggio racchiuso in tre parole chiave: “rispetto, accoglienza e inclusione”.

“Un vero cambiamento culturale non può avvenire facendo a meno di queste tre parole. Fatele vostre, – ha detto la de Capoa agli studenti – perché il cambiamento non può che partire da voi”.

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