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Un murales vicino al campo da gioco sul quale tante volte ha esultato. Mariano Credico continuerà a essere accanto agli amanti della palla ovale

murales credicoA terra ci sono una serie di bombolette spray. In fila, una affianco all’altra. Accanto a loro una scala da cui un volto coperto da un mascherina sale e scende in continuazione, mentre le sue mani sapientemente giocano con i colori, per regalare alla città un nuovo disegno. Un’immagine per ricordare “quel gigante buono con la passione per la palla ovale”. Nei pressi dell’area dell’ex stadio Romagnoli sono in tanti quelli che si fermano, almeno per un attimo, a osservare e a capire quale sarà la figura che, di lì a poco, si potrà ammirare. Seppur il murales non è nemmeno lontanamente pronto per essere ultimato, il volto di Mariano Credico, agente della Polizia di Stato ed ex capitano della squadra di rugby del capoluogo scomparso l’estate scorsa, sono già in tanti a riconoscerlo.

A regalargli una nuova vita lì, proprio a pochi metri da quel campo da gioco dove Mariano tante volte ha sudato, gioito ed esultato è Fernando Cioccia, che non si ferma nemmeno nella pausa pranzo. Perché, con le giornate che diventano sempre più corte, bisogna sfruttare tutta la luce possibile, soprattutto quando la pioggia dà una tregua.

Accanto a Mariano, che insieme ad alcuni compagni di squadra corre sul campo da gioco, spiccano volti noti della città. Da un lato lo storico gestore dell’omonimo pub, Piero Polpetta. Dall’altro, nei disegni voluti dall’associazione Talenti e Artisti Molisani, i volti di chi ha fatto la storia del calcio in città: Tonino Molinari, il capitano Michele Scorrano, il centrocampista Guido Biondi e il tifoso Michele Marinelli. Insieme ai quali c’è lo Special Wolf molisano, Vincenzo Cosco.

Ma il motivo per il quale anche il ricordo di Mariano Credico sarà apposto il quell’area è, però, diverso. Sul muro di una parte della città che quasi sembra essere dedicata a chi non c’è più, Mariano ci sarà per continuare a guardare gli allenamenti e le partite dei ragazzi e delle ragazze degli Hammers, la nuova società di rugby.

Mi piaceva l’idea che potessero giocare con quell’immagine di Mariano alle spalle. L’ho fatto pensando a loro e a quanto sarebbe piaciuto a Mariano poter continuare a seguire questo sport”, dice con riserbo Caterina, la moglie del poliziotto andato via troppo presto. È lei, infatti, che ha commissionato il murales all’associazione Malatesta.

Tra le autorizzazioni varie il tempo è passato in fretta e il disegno sarà finito solo nell’ultimo e più freddo mese dell’anno, mentre proprio Caterina, in questi giorni, cerca di non passare in quella zona. “Prima parcheggiavo sempre lì, ora evito” racconta, infatti, chi quel disegno vorrebbe vederlo per la prima volta solo quando sarà ultimato. Caterina sa che probabilmente non sarà così. L’immagine di Mariano ha richiamato l’attenzione di numerosi passanti che, in quel murales, hanno già riconosciuto quel gigante buono a cui la città continua a volere bene.  Qualcuno, magari pensando di fare una cosa gradita, le ha anche girato alcune foto sul cellulare.

In effetti, sulla composizione del disegno, che in questi giorni sta avvenendo a cielo aperto, risulta difficile mantenere un certo riserbo. E proprio parlarne, in fondo significa voler continuare a rendere omaggio all’esempio di Mariano, il capitano di cui la città piange ancora la prematura scomparsa.

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