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Legge elettorale, a Palazzo D’Aimmo si discute la proposta. Frattura chiede il rinvio “per una questione politica”, ma l’aula va avanti

Il governatore Frattura e sullo sfondo Cotugno appena insediatosi

Il governatore Frattura e sullo sfondo Cotugno appena insediatosi

A Palazzo D’Aimmo è iniziata in tarda mattinata la discussione sulla legge elettorale, arrivata in aula dopo l’approvazione in Commissione. La proposta di legge prevede un solo collegio territoriale, l’eliminazione del voto disgiunto, l’eliminazione del listino maggioritario, il 10% di sbarramento per le coalizioni, l’ingresso in Consiglio regionale dei candidati presidenti che riporteranno almeno il 10% dei consensi.

La mattinata era iniziata con la richiesta del governatore Frattura di chiedere il rinvio della discussione, bocciata dall’aula. A esprimersi in favore del rinvio della discussione in cinque, compreso l’ex governatore Michele Iorio.

“La richiesta di rinvio – ha spiegato Fratturaderiva soltanto da una motivazione politica, rispetto al Partito Democratico, secondo quanto deciso dall’assemblea alla quale parteciparono tutti gli iscritti al PD”.

“Invito a una profonda riflessione – ha proseguito il governatore – sui motivi per i quali i colleghi consiglieri non abbiano utilizzato il tempo trascorso per dirsi concordi o contrari alla proposta di legge. Personalmente, ho seguito tutte le Commissioni convocate sull’argomento, eccezion fatta per una parte di una riunione, e in ogni seduta ho espresso il mio pensiero”.

“Le regole si scrivono non per chi si candida, ma erga omnes – Frattura riferendosi a Petraroia, che aveva parlato di situazione di svantaggio per chi della società civile volesse candidarsi – Diversamente avremmo un risultato drogato, perché la legge viene approvata dalla maggior parte di coloro che saranno della contesa elettorale”.

“Io continuerò a portare avanti la linea decisa nel corso dell’assemblea del Partito Democratico – ha concluso – restando coerente fino alla fine”.

In sostanza, il governatore Frattura non appoggerà il collegio unico, anche se sembra che la legge elettorale approvata in Commissione, sulla quale saranno diversi gli emendamenti, abbia i numeri per la sua approvazione.

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