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Iorio lancia la sua sesta candidatura a governatore e, in perfetto stile berlusconiano, promette: “Diecimila posti di lavoro per i molisani”

L'ex governatore Iorio e Liberanome

L’ex governatore Iorio e Liberanome

Michele Iorio lancia la sua autocandidatura al vertice di Palazzo D’Aimmo, sulla cui poltrona principale l’ex governatore è stato già seduto per dodici anni. Il consigliere regionale, che ha aderito a Direzione Italia dopo aver lasciato Forza Italia, dunque, chiarisce la sua posizione, dicendosi interessato soltanto alla carica di Presidente della Giunta regionale del Molise e non a quella di deputato e senatore. Iorio ha già corso per la poltrona più importante della Regione Molise nel 2000, nel 2001, nel 2006, nel 2011 e nel 2013. 

Accanto all’ex governatore i suoi fedelissimi Gianfranco Vitagliano, ex assessore al Bilancio del governo Iorio, e l’ex sindaco di Termoli, Antonio Di Brino. Presente anche il sindaco di Torella del Sannio, Antonio Lombardi, che Ruta aveva ufficializzato quale candidato tra le fila dell’Ulivo 2.0.

Al tavolo della conferenza, seduta vicino a Iorio la responsabile regionale del Movimento Animalista, Paola Liberanome.

“Il governo Frattura – ha spiegato Iorio – ha creato deserto, con una crisi e difficoltà permanente. Serve un uomo di esperienza e credo di essere l’unico candidato possibile per il centrodestra”.

“Diecimila posti di lavoro in Molise – l’annuncio di Iorio in perfetto stile berlusconiano di inizi anni 2000 – Le risorse le troveremo con un nuovo Patto per il Molise, che andrà a sostituire il farlocco accordo dell’ex premier Renzi. Investiremo sull’acqua e modificheremo la legge istitutiva dell’Egam. L’acqua dovrà essere il petrolio del Molise”.

“Il nuovo governo Iorio – ha ribadito il consigliere regionalecambierà passo anche in sanità, dopo i tagli a posti letto e servizi, senza di fatto ridurre il deficit sanitario, che si attesta sempre sui 250 milioni di euro”.

“Non voterò la legge elettorale – ha proseguito Iorio – perché gli elettori non potranno scegliere liberamente il proprio candidato. Senza tralasciare il fatto che se dovessero esserci cinque o sei candidati presidenti, il futuro governatore potrebbe essere eletto col venti, venticinque percento dei consensi, aggiudicandosi il 60% dei seggi di Palazzo D’Aimmo. Il Consiglio regionale si appresta a votare una legge anticostituzionale, per la quale non ci sarebbero nemmeno i tempi per presentare ricorso alla Corte Costituzione e indire l’eventuale referendum. Occorre andare al voto con la legge attualmente in vigore”.

Iorio ha concluso ribadendo che il centrodestra vaglierà tutti i candidati avversari, per evitare un possibile voto di scambio, ma soprattutto chiedendo l’unità del centrodestra, al fine di conquistare i cinque seggi di Senato e Camera.

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