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Monaco rilancia l’azione di Frattura: “Il Molise è in ripresa, importante dare continuità. Disposto a rimettermi in gioco”.

Filippo Monaco

Filippo Monaco

Il consigliere regionale Filippo Monaco, vice-presidente del Consiglio regionale, traccia un bilancio della legislatura in corso e si proietta alla campagna elettorale per le regionali del 2018.

“In prossimità di tornate elettorali – scrive Monaco in un nota stampa – è indispensabile anche una forma particolare di impegno politico: quella che ci fa prendere parte, direttamente o indirettamente, alla competizione democratica che si conclude con il voto. Ora, a quattro mesi dal rinnovo del Consiglio regionale, la prima domanda che si sta ponendo la società civile molisana è se al Presidente della Regione debba essere affidato o meno un secondo mandato. Senza inutili giri di parole, per me la conferma è non solo sostenibile ma addirittura indispensabile. Sia per portare a compimento il lavoro programmato e costruire su di esso un nuovo Molise; sia perché in caso contrario il lavoro compiuto andrebbe disperso, vanificando l’impegno e i sacrifici che esso è costato ai molisani”.

Cinque anni fa – ricorda Monaco – Paolo di Laura Frattura e il suo Governo si erano impegnati, per esempio, a: bonificare e rendere efficiente la macchina della Regione, eliminando sprechi e clientelismo; ricostituire un sistema stabile di partenariato; modernizzare il Molise; moralizzare il potere, usandolo in misura quanto più sobria e discreta; mettere al centro il benessere delle persone e della comunità, passando dalla politica della cura a quella della salute come “interesse globale dell’intero sistema regione.

“Questo – le dichiarazioni del consigliere regionaledoveva servire per creare le basi su cui costruire il Molise del futuro, fatto, tra l’altro, di rispetto delle regole; messa in moto di tutti i fattori di sviluppo; impiego della capacità imprenditoriale, specialmente dei giovani; superamento della crisi congiunturale; difesa del territorio; innovazione in tutti e tre i settori dell’economia; proiezione verso una dimensione europea, senza la quale la Regione è a rischio di estinzione. E non tanto per la sua dimensione territoriale e demografica, quanto per i limiti angusti in cui la soffocherebbe la mancanza di una prospettiva concretamente internazionale. La razionalizzazione della spesa e dei servizi, la rimodulazione dell’impegno delle risorse e il loro accrescimento più che significativo, gli interventi di sostegno ai segmenti sociali svantaggiati, le politiche di pianificazione e di primo intervento per rimettere in moto i fattori di sviluppo, hanno avuto un costo sociale, oltre che economico, comportando talvolta anche provvedimenti impopolari. E hanno avuto senso e giustificazione proprio nella prospettiva della costruzione di un Molise al passo con i tempi, inserito nelle dinamiche nazionali, europee e del mondo globalizzato”.

“I dati del rapporto Svimez – prosegue Monacodimostrano che il lavoro fatto fino ad oggi non può essere arrestato: i segnali di ripresa economica del Molise sono tangibili, basti pensare ad una occupazione che sale al +4%, ad un calo della cassa integrazione che passa dal milione e mezzo di ore del 2015 a 462 mila ore del 2016 – ben il 69% in meno”. 

“Il Molise – scrive Monacoè in fase di ripresa e ciò significa che le politiche messe in campo in questi anni sono andate nella giusta direzione: certo, il primo vero lavoro è stato quello di scardinare un sistema di idee ed un modo di fare politica altamente insito nelle abitudini e nel pensiero di tanti. Un lavoro che, come dicevo prima, è costato impopolarità e conflitto, ma, come dice Donald L. Dewer ‘cercare di cambiare le abitudini delle persone e il loro modo di pensare è come scrivere nella neve durante una tormenta. Ogni venti minuti dovete ricominciare tutto da capo. Solo con una ripetizione costante riuscirete a creare il cambiamento’ ed è esattamente questo che bisogna mettere in campo. Chi pensa o ha pensato di avere tra le mani un burattino da utilizzare a proprio piacimento in questi cinque anni di governo Frattura, si è dovuto ricredere ed anche in fretta: si è passati da una politica del personalismo ad una politica per la comunità. E questo non è un passo in avanti, ma un vero e proprio balzo”.

“Si può forse dire che Frattura e il suo Governo hanno fatto tutto e bene? No. Ma cambiare il treno in corsa – rimarca Filippo Monacosarebbe sicuramente deleterio per la nostra Regione. Allora, invece di pensare a come inventarsi nomi nuovi per ricette nuove, si impegni Frattura in un’operazione di condivisione dei metodi e delle azioni per i prossimi cinque anni, coinvolgendo i gangli vitali della società regionale, la “gente” – per dirla con un termine fin troppo abusato – che ha bisogno di chiarezza di idee e della tenacia per portarle avanti fino in fondo. Per questa operazione mi sento responsabilmente disponibile, al di là delle personali casacche, nel superiore interesse del Molise e delle sue popolazioni”.

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