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‘Giornata della Memoria’, a Palazzo D’Aimmo il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli: “Accomunati da un triste destino. Ricordo il grande lavoro nelle Marche della Protezione Civile del Molise”

Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, tra i banchi di Palazzo D'Aimmo

Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, tra i banchi di Palazzo D’Aimmo

A Palazzo D’Aimmo, nell’anniversario del quindicesimo anno, con la presenza del sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, si è celebrata la ‘Giornata della Memoria’, in ricordo dei ventisette alunni e la maestra morti sotto le macerie della scuola crollata alle 11,32 di giovedì 31 ottobre 2002.

“Abbiamo vissuto lo scorso anno quello che avete vissuto voi nel 2002 – ha affermato il sindaco di Sarnano, Franco CeregioliUn terremoto dalle enormi dimensioni. Sarnano conta 1.300 abitanti e ha 1.200 abitazioni inagibili. Sono ancora settecento gli sfollati. È una situazione difficile, ma abbiamo partecipato volentieri al ricordo dei bambini morti a San Giuliano di Puglia. E, poi, in questi giorni è d’attualità il tema della sicurezza dell’edilizia scolastica. Anche noi, a Sarnano, abbiamo tre edifici scolastici gravemente danneggiati, totalmente inagibili, per i quali stiamo lavorando”.

“Stiamo qui anche perché – ha proseguito il primo cittadinola Protezione Civile del Molise c’è stata vicina nei momenti del sisma. Il centro operativo era coordinato dal personale della Protezione Civile molisana. Al di là della professionalità e dell’umanità con cui abbiamo operato, è nato un rapporto di amicizia. La delegazione del Comune di Sarnano oggi ha deciso di venire a Campobasso, anche per rinnovare il ringraziamento per chi ha fatto tanto per la nostra comunità”.

“La questione dell’edilizia scolastica riguarda tutta l’Italia – ha commentato Ceregioli Paghiamo il fatto di avere un settore datato. Penso agli edifici del mio paese: le tre sedi scolastiche risalgono agli anni ’50 e ’60, periodo in cui l’edilizia e la sicurezza non avevano i parametri odierni. I sindaci sono l’ultimo anello della catena, ma è lo Stato centrale a dover intervenire per mettere mano all’annosa questione. Viviamo in un Paese che, dal punto di vista sismico, ha grandi criticità e, quindi, non è più pensabile che ci siano edifici che possano mettere a rischio l’incolumità dei nostri figli”.

“La Giornata della Memoria – ha affermato il governatore Paolo di Laura Fratturaè il dovere della consapevolezza: nel nostro Molise, come, purtroppo, in tanta altra parte di Italia, l’abbiamo maturata con un terremoto luttuoso, che dal 2002 ha diviso il tempo in un prima e in un dopo. Un prima e un dopo segnati dall’angoscia dell’impossibilità di tornare indietro e dalla necessità di cambiare le cose per evitare nuovi disastri”.

Il minuto di raccoglimento a Palazzo D'Aimmo

Il minuto di raccoglimento a Palazzo D’Aimmo

“La Giornata della Memoria – ha proseguito Fratturaè la promessa che stringiamo con il futuro perché tutti i “mai più” detti, scanditi, ripetuti da voci autorevoli e voci comuni non siano moniti, rimproveri o speranze, ma fatti reali che nessuno può e deve mettere mai in discussione. È la promessa con il futuro che, come noi, in questi anni hanno stretto tante altre popolazioni italiane colpite dalla devastazione del sisma: con noi oggi in quest’Aula dalla provincia di Macerata il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli. Sentiamo il suo abbraccio che contraccambiamo con un abbraccio altrettanto forte al coraggio che la sua terra ferita e i suoi concittadini stanno dimostrando rialzando ogni giorno un po’ di più. Caro Franco, grazie per essere qui con noi in questo quindicesimo anniversario: la tua presenza è la prova di quella solidarietà di cui l’Italia è sempre capace e che tanto dà anche in termini di calore ed emozioni. È il nostro patrimonio più bello”.

“In questi anni – ha ricordato il Presidente della Giunta regionale del Moliseanche grazie agli interventi messi in campo dal governo regionale che ci ha preceduti, abbiamo tagliato il nastro di tante nuove scuole, più sicure dal punto di vista della staticità sismica. Abbiamo lavorato per aggregare gli alunni di comuni vicini perché nella scuola sicura tornasse anche il chiasso e il calore della vita piena. È un lavoro avviato e che sta andando avanti: non ne vanifichiamo la portata. Ce lo chiede il sorriso felice che ancora ricordiamo di chi da quindici anni non è più con noi”.

“I sentimenti che segnano da 15 anni la nostra ‘Giornata della Memoria’ – l’intervento del consigliere regionale Salvatore Ciocca rivivono oggi,  con lo stesso carico di emozioni vissute in quelle drammatiche ore del  31 ottobre del 2002 e negli interminabili, e densi di dolore,  giorni seguenti. Chi di noi non ricorda ogni attimo, ogni sensazione di allora. Paura ma anche vicinanza a chi si disperava, in una straziante attesa senza lieto fine. Le tante lacrime versate, quella stretta al cuore che ognuno di noi ha provato, simbolo di un dolore reale, condiviso, che mai potrà essere dimenticato ma anche la gioia per ogni vita che riemergeva dall’inferno, per ogni bambino che veniva accompagnato dagli applausi e dalle urla di chi, con le mani, aveva scavato senza sosta per strapparlo  alla morte. Nulla – nemmeno un attimo di quei giorni – potrà mai essere dimenticato”. L’INTERVISTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE SALVATORE CIOCCA.

“Ricostruire – le parole di Cioccaè una parola che, però, non rende l’enormità delle macerie che –  chi ha perso una persona cara – deve rimuovere, giorno dopo giorno, lacrima dopo lacrima,  per affrontare la quotidianità. Prevenzione, rispetto del territorio e delle regole, corretto utilizzo dei fondi dedicati alla sicurezza degli edifici scolastici: queste sono le azioni da compiere, senza se e senza ma. E purtroppo prevenzione troppo spesso, ancora oggi, fa rima con lungaggini burocratiche, normative non adeguate e situazioni di estremo pericolo come quelle di cui abbiamo avuto ulteriore e reale contezza solo qualche giorno fa, alla luce delle indagini portate avanti dalla Procura di Campobasso a seguito di un esposto circostanziato presentato da un attivo comitato di genitori. Ecco, dopo 15 anni, dopo una tragedia che segna ancora oggi (e lo farà per sempre) l’intera comunità molisana, apprendere che alcuni edifici scolastici  non sono  ancora e affatto sicuri ma, al contempo, tutto potrebbe restare immutato poiché quelle stesse strutture sono in regola rispetto alla normativa ormai datata alla quale devono riferirsi, è un colpo duro da incassare. Ricordo che, il 20 dicembre del 2016, questo Consiglio ha votato all’unanimità un ordine del giorno –  di cui sono stato primo firmatario –  circa l’istituzione dell’Anagrafe dell’Edilizia Scolastica regionale. E, per amore di verità e nel rispetto di chi, 15 anni fa, ha perso la vita a causa della certificata imperizia dell’uomo, ritengo che sia importante citare oggi le risultanze del rapporto di Legambiente sulle scuole, reso noto solo due settimane fa, che apre uno spiraglio di speranza e ci conforta circa le azioni poste in essere e le soluzioni adottate.  Per la regione Molise il rapporto è riferito alla sola città di Campobasso poiché, a quanto si apprende nella lettura dello stesso, di Isernia non si hanno i dati”.

“Un rapporto – ha affermato Cioccache ci rassicura anche se le situazioni emergenziali – come è noto ed è oggetto di ampio dibattito e come le indagini della Procura hanno certificato – non sono state ancora completamente risolte. Legambiente ha ‘studiato’ le nostre scuole e ha certificato che gli edifici scolastici sono di più recente edificazione rispetto alla media nazionale: infatti, il  62% è stato costruito dal 1975 in poi, quindi successivamente all’entrata in vigore della normativa antisismica, contro il 36,4% della media italiana. In una città che rientra in zona sismica 2, su tutte le scuole risulta eseguita la verifica di vulnerabilità sismica e il 45% degli edifici è stato costruito secondo criteri antisismici. Una scuola su 4 però necessita di manutenzione urgente, il 60% ha beneficiato di interventi negli ultimi 5 anni. Tutti gli edifici possiedono i certificati di sicurezza per quanto attiene il collaudo statico, certificazione igienico sanitaria, prevenzione incendi, impiantistica elettrica. Tuttavia solo il 20% degli edifici possiede il certificato di agibilità. Tanto è stato fatto sì, ma tanto c’è ancora da fare perché la ricostruzione e la sicurezza non si concretizzano dall’oggi al domani: lo sanno bene anche il Capo della Protezione Civile che sarà oggi a San Giuliano di Puglia e i sindaci che ci onorano della loro presenza, su invito della Presidenza del Consiglio regionale. Il sindaco di Sarnano, Franco Ceregioli, è qui a testimoniare il nostro stesso dolore e le identiche necessità: una cittadina distrutta dal sisma, che ha pagato un prezzo altissimo,  dove la nostra Protezione Civile regionale e le formidabili associazioni di volontariato hanno lavorato per oltre un mese, subito dopo il sisma del Centro Italia e alle quali la comunità ha espresso parole commoventi di ringraziamento, per la loro vicinanza e per la loro professionalità. Uomini e donne che oggi anche io intendo nuovamente ringraziare per quello che rappresentano per la nostra comunità e per chi ne ha avuto bisogno”.

“Da una recentissima indagine – le parole del consigliere regionale Antonio Federiconota alle cronache proprio qualche giorno fa, è emerso che su 196 edifici scolastici insistenti nella provincia di Campobasso ben 86 non risultano adeguati da un punto di vista della vulnerabilità sismica. Quasi la metà delle scuole della provincia di Campobasso non è a norma. Addirittura ci sono scuole prive di collaudo e altre ancora inutilizzate. Anche immaginare poli scolastici intercomunali deve essere fatto nell’ottica di salvaguardare le aree interne e mettere in condizione i nostri ragazzi di poter frequentare in sicurezza la scuola dell’obbligo. A proposito di questo, un inciso importante: è sempre buona cosa confrontarsi con i territori per capire se il nuovo piano di edilizia scolastica risulti adeguato. Aggiungiamo anche che basta ripensare ai disagi patiti l’anno scorso dagli studenti isernini per poter dire che anche nella provincia pentra le cose non vanno meglio. Ognuno di noi deve sentirsi investito di un dovere politico e un obbligo morale nei confronti delle vittime del terremoto di San Giuliano, dei loro familiari, di un’intera comunità che ancora oggi piange, perché la perdita di un figlio non potrà mai essere lenita. La politica ha solo un modo per onorare al meglio la loro memoria: fare tutto ciò che è necessario affinché non si piangano più vittime e affinché andare a scuola diventi per tutti momento di felicità, gioia, condivisione, aggregazione e conoscenza. Mai più disagi. Mai più paura. L’età scolastica è la più bella della vita ed una comunità deve essere in grado di garantirne sicurezza e serenità: il Molise deve essere pronto”.

Come ogni anno, ogni 31 ottobre, anche oggi – ha ricordato Frattura a conclusione della mattinata in Consiglio regionale – rivediamo a scuola a San Giuliano di Puglia l’impegno e la bellezza della maestra Carmela Ciniglio e di Umberto, Domenico, Costanza, Lorenzo, Luca, Morena, Valentina, Raffaele, Paolo, Antonella, Luigi, Maria Celeste, Sergio, Maria, Michela, Valentina, Martina, Giovanna, Maria, Antonio, Luigi, Gianni, Antonio, Gianmaria, Luca, Melissa e Giovanna.

 

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