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250 migranti nel villaggio di San Giuliano di Puglia, il sindaco di Santa Croce di Magliano non ci sta: “Senza la logica dei piccoli numeri non è integrazione. La politica è stata complice”

villaggio temporaneo san giuliano di pugliaSarebbero dovuti essere 500. Il numero di migranti che saranno ospitati nel villaggio di San Giuliano di Puglia costruito all’indomani del terremoto del 2002 è sceso a 250, dopo che il Ministero dell’Interno ha accolto le richieste avanzate dalla Regione e dal Comune per il centro di accoglienza.

A tuonare contro il provvedimento che interesserà l’entroterra basso molisano e i paesi del cratere sono proprio i sindaci di alcuni comuni limitrofi. Tra tutti il primo cittadino di Santa Croce di Magliano, Donato D’Ambrosio, che al tema dell’accoglienza affianca quello della ricostruzione.

“Dopo aver esteso i fondi del terremoto da 14 Comuni all’intero Molise, giustamente utilizzando un percorso inverso e in assenza di una programmazione – chiosa D’Ambrosio –  il più grande centro di prima accoglienza  viene concentrato nel cuore del cratere”. Inconcepibile è, infatti, per il sindaco di Santa Croce un dispendio di risorse per ristrutturare un villaggio, dopo che proprio con i fondi del sisma in Molise “sono state ricostruite case disabitate, ma soprattutto plessi scolastici senza popolazione scolastica”. Opere faraoniche, vere e proprie cattedrali nel deserto in un territorio che soffre lo spopolamento continuo e che oggi, per il primo cittadino, sarebbero forse state utili ad accogliere i migranti.

Ma la questione per D’Ambrosio non è solo da rintracciare nel ‘dove’, bensì anche nel ‘come’ di un’accoglienza che per la ventesima regione d’Italia sembra essere senza fine.

“Si tratta – evidenzia ancora D’Ambrosio – di una scelta senza precedenti, che va  oltre ogni logica di programmazione con e per il territorio. Un provvedimento che va oltre la decisione unanime di alcuni Consigli comunali che hanno deliberato con un chiaro ‘no’ a questo modello di accoglienza”.

Nei paesi del cratere per il primo cittadino, “l’integrazione, quella vera, quella umana”, non può, infatti, non passare attraverso la logica dei piccoli numeri.

“Da tre anni – specifica ancora il sindaco – a Santa Croce abbiamo un progetto Sprar che, proprio basandosi su piccoli numeri, può vantare una vera forma di integrazione a tutela della dignità umana”.

Alla luce del provvedimento che prevede l’accoglienza di 250 migranti D’Ambrosio si dice così “deluso e amareggiato”, ma soprattutto “solo a livello politico”.

“Alla notizia del dimezzamento del numero di migranti da accogliere, c’è stata da parte del mondo della politica una vera e propria corsa al merito. La verità è, – conclude D’Ambrosio – che sono stati tutti complici, sancendo definitivamente ogni possibilità di rinascita del nostro territorio”.

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