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Biblioteca Albino, la Provincia garantisce un altro mese ai lavoratori, ma sul futuro della struttura è scontro tra sindacati e De Matteis. Da via Genova frenano “impensabile un impegno come quello del Savoia”

20140627_175818FABIANA ABBAZIA

“Ci assumiamo delle responsabilità al limite della legalità per offrire garanzie per il mese di luglio ai lavoratori della biblioteca Albino in attesa che sia convocato sulla questione un apposito tavolo tecnico e che i cambiamenti previsti nel decreto Delrio siano chiariti”. Sono queste le parole del presidente della Provincia di Campobasso, Rosario De Matteis, presente all’incontro in Regione per fare il punto sull’annosa questione della storica biblioteca del capoluogo.

Seduti attorno al tavolo dell’Assessorato al Lavoro i dipendenti della struttura, il direttore Vincenzo Lombardi, i rappresentanti sindacali, il vicepresidente della giunta regionale, Michele Petraroia, e il consigliere regionale con delega alla cultura, Nico Ioffredi.

A sollecitare la convocazione del tavolo tecnico sono stati gli stessi sindacati che in questo senso hanno sottolineato un ritardo da parte della Regione.

Disaccordo gli esponenti delle diverse sigle sindacali lo hanno espresso inoltre sul futuro della Biblioteca ipotizzato dal numero uno di Palazzo Magno. De Matteis, infatti, pur premettendo di sperare in una soluzione per gli operatori delle cooperative che operano nella struttura (Copat e Altrimedia ndr), ha fatto sapere come la Provincia sia pronta a formare il proprio personale interno per inserirlo nel contesto dell’Albino. Soluzione alquanto paradossale per i lavoratori attuali e per gli stessi sindacati.

“Non siamo in alcun modo disposti a capitolare sulla proposta di De Matteis – ha chiosato Pasquale Guarracino della Uiltucs Molise – sia perché è impossibile pensare di sostituire il sapere acquisito dai lavoratori in circa venti anni di esperienza, sia perché è altrettanto impensabile pensare di formare in un mese il personale della Provincia”.

Intanto la Regione si è resa disponibile ad attivare nel breve tempo il tavolo tecnico, cercando di sfruttare il mese di luglio per trovare una soluzione.

Ma il punto di incontro al quale si dovrà pervenire quasi sicuramente non avrà nulla a che fare con lo stratagemma messo in atto per il Teatro Savoia, dove il lavoro dei cinque dipendenti è stato salvaguardato grazie all’intervento della Regione. Almeno questo quanto è emerso dalla parole di Ioffredi.

“Non è possibile – ha detto l’esponente di palazzo Moffa – reperire risorse straordinarie, né pensare che la Regione possa continuare a sopperire a tutte le mancanze degli altri enti, senza ulteriori trasferimenti economici da parte dello Stato”.

Versione questa confermata anche dall’assessore Petraroia che ha rimarcato come il prossimo 8 luglio la Conferenza Stato-Regioni dovrà definire a quale ente sarà attribuito il comparto della cultura, alla luce del Ddl Delrio che ha riformato le Province Italiane.

Intanto nel mese di luglio le organizzazioni sindacali elaboreranno una proposta a tutela della cultura e delle cooperative operanti sul territorio che sarà presentata ai rappresentanti regionali.

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