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Bojano, offese per gli autori delle scritte sullo scivolo del parco Lidl. Gli adolescenti: “Ci assumiamo la responsabilità, ma le nostre famiglie non hanno colpe”

scivolo_bojanoAvevano imbrattato lo scivolo per bambini del parco realizzato  dalla Lidl e sul web era scoppiata la polemica, alla quale hanno risposto assumendosi le responsabilità del gesto compiuto. È accaduto in viale Olimpico a Bojano dove la catena di supermercati di origine tedesca, contemporaneamente all’ampliamento del discount, ha realizzato a suo totale carico, un parco pubblico.

Un nuovo punto di aggregazione nei pressi del supermercato dove, soprattutto le famiglie con i bambini piccoli, possono ora approfittare di fare la spesa e offrire un po’ di divertimento ai propri figli nel parco attrezzato con i giochi.

L’inaugurazione di questo dono realizzato per il paese matesino è avvenuto nel pomeriggio di domenica scorsa, 15 ottobre. Tre ore prima del taglio del nastro, sul gruppo Facebook Bojano-Bovianum, che raccoglie numerosi iscritti ‘social’ della zona, è apparsa, però, una foto con le scritte che avevano imbrattato lo scivolo della nuova area giochi offerta dalla Lidl.

Uno scatto al quale erano succeduti una serie di commenti di indignazione, alcuni dei quali mettevano sotto accusa il sistema educativo di famiglia e scuola. Non solo, in alcuni casi i pensieri espressi avevano travalicato il confine dell’educazione e della civiltà. Accuse che gli stessi adolescenti autori della ‘bravata’ non sono riusciti a sopportare, decidendo così di uscire alla scoperto.

Solo il giorno dopo, infatti, il ‘mea culpa’ è arrivato sulle stesso spazio dal quale erano partite le accuse, perché anche se si è adolescenti è bene prendersi le proprie responsabilità. “Siamo consapevoli che ciò che abbiamo fatto è sbagliato e poco carino”, hanno fatto sapere i ragazzi che subito dopo hanno anche precisato come le scritte “siano state fatte con un eye-liner”, ovvero con un trucco per occhi che con l’acqua sarebbe andato via.

I ragazzi, che si sarebbero andati a scusare personalmente con il personale del supermercato, non ci stanno però alle denigrazioni arrivate alle loro famiglie. “A chi si è permesso di insultarci, senza neanche conoscerci e/o conoscere le nostre situazioni familiari, con commenti poco gradevoli, volevamo dire che il vostro comportamento è decisamente più stupido e sgarbato del nostro. E con questo volevamo specificare che le nostre famiglie ci hanno dato un’educazione esemplare e non sono colpevoli dei nostri errori”, hanno infatti scritto i ragazzi..

Una storia, quella avvenuta alle pendici del Matese, che sicuramente fa pensare su come spesso possano essere anche le giovani generazioni a offrire un insegnamento. In questo caso la consapevolezza di assumersi le proprie responsabilità anche nel caso di una bravata. Ancora un altro episodio in cui le vere accuse dovrebbero essere mosse al modo con il quale si utilizzano i social e come, attraverso essi, vengano veicolati spesso messaggi di violenza verbale. In un mondo in cui i leoni della tastiera aumentano a dismisura, sembra esserci l’esigenza sempre più attuale di una corretta educazione all’utilizzo dei nuovi strumenti di comunicazione, che possa coinvolgere tutte le fasce d’età.

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