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Canile di Santo Stefano, dall’arrivo di Bernini all’indagine della Procura. Campobasso come le altre città ‘attenzionate’ dal parlamentare del Movimento 5 Stelle?

Un veduta del Canile di Santo Stefano

Una veduta del Canile di Santo Stefano

Canile di Santo Stefano. Non sono state poche le volte in cui la struttura comunale è saltata agli onori delle cronache. In ordine temporale la più recente vicenda di cui gli organi di informazione si sono occupati, riguarda le visite effettuate nel canile, situato nella frazione di Campobasso nella zona Nord della città, dal deputato del Movimento 5 Stelle, Paolo Bernini, trentenne, habitué dei canili di tutta Italia.

Le modalità dell’azione sono quasi sempre le stesse: arrivo nei canili, accompagnato da qualche esponente del M5S del posto e da qualche volontario, passaggio dalle autorità competenti per le denunce di rito. Tanto rumore sugli organi di informazione e ritorno a casa!

L’ultima visita del deputato del Movimento 5 Stelle al canile di Santo Stefano risale allo scorso mese di luglio, quando Bernini arrivò accompagnato dal consigliere comunale di Campobasso, Simone Cretella, e da alcuni volontari (Calvanese e Petrino, ndr).

Durante il caldo estivo del mese di luglio scorso, Bernini denunciò “l’utilizzo di fondi pubblici per la gestione della struttura, senza che con gli stessi vengano assicurate a volontari, operatori e cani il benessere e la sicurezza”. In quell’occasione fu sporta denuncia ai Nas, segnalando la presenza di alcuni farmaci scaduti all’interno della struttura. Da lì la Procura aprì un fascicolo e, al momento, ancora non si conosce l’evoluzione della vicenda, sulla quale gli organi inquirenti starebbero ancora lavorando.

Tuttavia, a ricostruire l’episodio e ciò che è stato oggetto di denuncia è lo stesso esponente locale del M5S. “In quell’occasione – dice Cretella – sporgemmo una denuncia sui farmaci, unica cosa sulla quale ci potevamo appigliare in quel momento”.

“Ora siamo in attesa – dice Cretella di conoscere l’esito delle indagini, ma posso dire che, all’interno del canile, la prassi consolidata vede i volontari coadiuvare il personale sanitario nella somministrazione di alcuni farmaci e di alcune pratiche. Si tratta, di una consuetudine che ha sempre fatto comodo per andare a sopperire alla mancanza di veterinari Asrem. All’interno della struttura c’è un’infermeria chiusa, che viene gestita dal veterinario. Mentre l’armadietto, oggetto di segnalazione alle forze dell’ordine, è all’esterno, ovvero in un punto al quale accedono tutti. Probabilmente si può anche trattare di farmaci che poco prima della scadenza sono stati portati da qualcuno. Ma resta il fatto che i farmaci, all’interno del canile o stanno all’interno della struttura oppure, non dovrebbero proprio starci e, soprattutto, non devono essere in un punto di libero accesso. Quella volta, oltre ai farmaci scaduti trovammo siringhe arrugginite e, comunque, una situazione di degrado sulla quale indagano gli inquirenti”.

È bene segnalare che il Comune di Campobasso si è dotato di un regolamento rubricato “Nuove norme per la protezione dei cani e per l’istituzione dell’anagrafe canina”.

“Un regolamento – fecero sapere da Palazzo San Giorgio al momento della sua pubblicazione – condiviso con i referenti delle varie associazioni di protezione animali con cui è stato discusso, articolo per articolo l’intero documento. Regole più chiare per una migliore qualità delle attività”. Un regolamento necessario, viste le tante associazioni coinvolte, per un più serrato controllo rispetto a chi ha il diritto di entrare nel canile.

Ritornando alla cronaca dei fatti, Bernini, già nel mese di gennaio 2017, appena dopo la copiosa nevicata, aveva fatto visita al Canile di Santo Stefano, denunciando “una gestione con evidenti lacune rispetto al contratto con il Comune”.

Abbiamo cercato di contattare l’onorevole Bernini, che dovrebbe rilasciarci la sua opinione la prossima settimana, dopo la lunga maratona parlamentare per l’approvazione della legge elettorale, al quale chiederemo anche il motivo per il quale, in occasione delle sue visite, non ne abbia approfittato per visitare altre strutture del territorio che ospitano gli amici a quattro zampe.

Intanto, i gestori del Canile di Santo Stefano, interpellati telefonicamente, preferiscono attendere l’esito delle indagini della Procura di Campobasso prima di rilasciare dichiarazioni sulla questione, “professandosi sereni ed esprimendo massima fiducia nell’operato della magistratura”.

Bernini, nella sua esperienza parlamentare iniziata nel 2013, ha fatto visita a diversi canili sparsi sul territorio italiano: Campobasso, Bitonto, Cicerale, Olgiate, Narni e Patti sono, infatti, solo alcune delle città, dove il deputato pentastellato ha denunciato le presunte pessime condizioni delle strutture.

Arriva Bernini e scattano i titoloni dei mass media. I blitz, si sa, fanno sempre notizia. Ma, scorrendo le cronache locali, a fare notizia sono anche le denunce arrivate in capo al trentenne politico nato a Cento.

A Bitonto si apprende, dalla testata online BitontoLive, come l’amministrazione comunale, appena dopo il blitz del deputato del Movimento 5 Stelle, abbia sottolineato che nel “verbale delle operazioni di ispezione dei luoghi, redatto e sottoscritto dai Carabinieri Forestali e dagli stessi intervenuti, i cani presenti all’interno della struttura non abbiano rappresentato segni riferibili a malattie infettive diffusive e gli stessi apparivano in buono stato di nutrizione”.

Confutazione delle tesi di Bernini anche a Cicerale, in provincia di Salerno, dove la testata infocilento.it evidenzia, per bocca dei volontari, dopo una ribellione di quest’ultimi su Facebook, nel link della diretta del deputato, che “la situazione non è quella di degrado che descrive Bernini. I cani sono tutti in buono stato, sono stati regolarmente sterilizzati e vengono preparati per l’adozione. Non viene fatto nulla contro la legge, il tutto si svolge con regolarità, gli animali sono intestati a noi volontari e sono seguiti costantemente da veterinari. Il canile non è sotto sequestro come invece viene evidenziato”.

A Narni, Bernini viene addirittura denunciato. La ‘Dog Paradise Srl’ di Schifanoia, infatti, procede alla querela del deputato pentastellato, dopo la visita di quest’ultimo nel canile gestito dalla società umbra.

Secondo la direzione della ‘Dog Paradise Srl’ “il comportamento dell’onorevole Bernini sarebbe stato insultante e provocatorio, ma contrastato in maniera civile e, sotto certi aspetti, cortese, da parte della direzione e del personale durante la sua presenza nella struttura, cosa che è stata confermata da un medico veterinario ed una dipendente. L’on. Bernini si sarebbe qualificato solamente davanti ai Carabinieri di Narni, giunti sul posto prontamente dopo essere stati chiamati dal dirigente della struttura, Carabinieri che non hanno rilevato alcunché di irregolare”.

La direzione della ‘Dog Paradise Srl’ ha sottolineato, infine, che il canile è stato “osservato” anche dai Nas che non hanno sostanzialmente trovato alcunché di irregolare nel comportamento generale e particolare rivolto agli animali.

A Patti, in Sicilia, l’AIDAA (l’Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) ha denunciato la non veridicità delle affermazioni di Bernini, querelandolo per falso e diffamazione.

Dopo le dichiarazioni del portavoce parlamentare M5S Paolo Bernini, infatti, arriva la replica del presidente AIDAA Lorenzo Croce che denuncia la non veridicità di quanto riportato sulla questione.

Bernini ci spieghi – le parole del presidente dell’AIDAA, Lorenzo Croce come funzionava il traffico di cani di cui era a conoscenza e ci spieghi anche come potevano esserci i sigilli su una struttura che detiene cani comunali e che rappresenta di fatto una proprietà privata – ha dichiarato Croce che ha poi aggiunto – ci dica anche questo signore che abusa del suo ruolo parlamentare quando intende scusarsi con coloro a cui ha fatto ingiustamente sequestrare i cani e sveli le ombre del suo rapporto con l’ex presidente di Eital”.

Avendo principalmente a cuore la salute e il benessere dei nostri amici a quattro zampe, ritorneremo sicuramente a parlare del canile di Santo Stefano, attualmente interessato da interventi di manutenzione. Vedremo se quanto denunciato dall’onorevoleBernini corrisponderà al vero, oppure anche il caso Campobasso si trasformerà come quello di alcune tra le città visitate dal giovane parlamentare pentastellato.

Giuseppe Formato

Fabiana Abbazia

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