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A tu per tu con Michele Durante. Dalla questione della biblioteca Albino fino alla possibilità del mancato assessorato in comune

10366073_10201683444000316_1492321453558757208_nMARIA CRISTINA GIOVANNITTI

Kaputt alla Biblioteca Albino. Dal 1 luglio 2014 chiude i battenti la più grande biblioteca di Campobasso, con i suoi 60 mila volumi ed opuscoli ed un vasto catalogo on line. A casa i 14 dipendenti e conclusi gli ambiziosi progetti di una biblioteca digitale. Dopo l’appello che Michele Durante ha fatto al Presidente De Matteis, il fondatore del movimento Lab-Campobasso ci parla di Campobasso, dei suoi progetti e delle sue lotte in difesa di un polo prestigioso come lo è l’Albino. Non si sottrae neanche alle domande sulle indiscrezioni che lo vedrebbero fuori dalla giunta Battista. E alla nostra domanda sul suo storico alleato Massimo Romano ci risponde: “Ci siamo lasciati con idee politiche diverse”.

Com’è possibile che un capoluogo di regione tra qualche giorno si ritroverà senza biblioteca?

Non è detto che Campobasso resti senza la Biblioteca Albino, e comunque non sarebbe per sempre. La biblioteca Provinciale, per la legge dello Stato che ha soppresso le province, rientrerà tra le funzioni della Regione Molise”. 

Una chiusura che porta con sé tante concause. Secondo lei quali sono le più gravi?

Ci sono molte cause, io vorrei però soffermarmi su quanto, nel corso degli anni, lo stato centrale ha tagliato nel settore cultura. L’Italia è il Paese europeo che investe di meno in cultura ed è evidente che a lungo andare la mancanza di fondi provoca anche queste brutture“.

Volendo fare un mea culpa politico, quanto poco è stato fatto?

Sicuramente la Provincia di Campobasso e la Regione Molise avrebbero dovuto, alla luce delle disposizioni legislative, trovare già da tempo la soluzione per dare continuità ai servizi della Biblioteca Provinciale Albino. Mi sembra che negli ultimi giorni qualcosa si sia mosso, purtroppo in ritardo, mi auguro che l’accordo tra Provincia e Regione sia di carattere strutturale che possa dare nel tempo carattere di continuità alle attività della biblioteca”. 

In favore della Biblioteca Albino ha scritto un invito/appello accorato al Presidente De Matteis perché?

Ho semplicemente rispettato il mio ruolo istituzionale appena ho saputo la notizia dal direttore Vincenzo Lombardi e ho dato anche delle possibili soluzioni”.

Che reazione, dopo il suo appello, si aspetta dal Presidente della Provincia?

Il fatto che la settimana prossima ci sarà un incontro tra Paolo di Laura Frattura e De Matteis non già organizzato è un risultato importante”.

Secondo lei può bastare una lettera in cui si chiede la proroga fino al 31 dicembre 2014 per scongiurare la chiusura della Biblioteca di Campobasso?

Di sicuro bisognerà mettere in campo delle iniziative serie gestite dalla Provincia e dalla Regione e possibilmente coinvolgere anche il Comune di Campobasso viste le sue competenze in tema culturale”.

Passiamo al Comune di Campobasso: è stato eletto con quasi 400 preferenze ma voci di corridoio la danno fuori dalla nuova giunta comunale. Visto il successo anche alle primarie, non si aspettava di essere premiato con un assessorato?

Non mi aspetto premi e non pretendo nulla; è compito del Sindaco scegliere la squadra di governo, qualificata, competente, in discontinuità con le amministrazioni passate. Campobasso non ha bisogno di un Di Bartolomeo bis. Una cosa è certa, la mia candidatura alle primarie e il movimento Lab alle amministrative, hanno qualificato in termini di contenuti il percorso e la coalizione del centro sinistra a Campobasso”.

Ad oggi come vi siete lasciati con Massimo Romano?

Con due idee politiche diverse”.

 

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