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Bar dello stadio, Turi risponde alle polemiche: “I quattro tifosi sono stati male informati e non ho ricevuto risposte dall’assessore”. Colagiovanni: “Non è lui il mio interlocutore”

Il direttore generale del Campobasso, Alberico Turi

Il direttore generale del Campobasso, Alberico Turi

GIUSEPPE FORMATO

Qualche coro partito dalla Curva Nord nel corso dell’ultima vittoriosa partita del Campobasso contro il Francavilla non è andato giù al direttore generale dei lupi, Alberico Turi.

Il dirigente rossoblù ha fatto trascorrere qualche ora, prima di rispondere ai cori che hanno preso di mira la sua persona.

“Non ci sto alle polemiche senza un motivo – ha spiegato il diggì Turi – e, per questo motivo, mi preme precisare la situazione che si è creata attorno alla questione del bar dello stadio, nonostante, alla fine, siano stati soltanto quattro i tifosi ad alzare la voce dalla Curva Nord”.

“Io non determino se il bar debba restare aperto o chiuso – ha affermato l’ex responsabile del settore giovanile della Juve Stabia – Mi attengo semplicemente alle normative nazionali sull’utilizzo degli stadi durante gli eventi sportivi. A Campobasso, a mio avviso, persiste una situazione anomala, che i competenti organi comunali devono risolvere. Nel momento in cui si organizza un evento sportivo, la società dovrebbe avere la disponibilità dell’intera struttura, bar compreso. Se, però, la situazione dovesse persistere, così come è sempre avvenuto, il club vuole essere sollevato da ogni tipo di responsabilità, che devono ricadere sui competenti organi dell’ente comunale”.

“Ho incontrato, venti giorni fa, mentre ero a pranzo – ha proseguito Turi – l’assessore al Commercio del Comune di Campobasso, Salvatore Colagiovanni, al quale ho spiegato che noi vogliamo la notifica di un documento su quanto possa fare il bar, in che modalità e che ci sollevi da ogni tipo di responsabilità, civile, penale e con la federazione. Da quel momento, l’assessore non si è fatto più vivo”.

“Noi non vogliamo togliere il lavoro a nessuno – le parole del diggì dei lupi – Anzi, ce ne guarderemmo bene, ma essere contestato senza motivo mi fa male. Andando a leggere la normativa nazionale sull’utilizzo degli stadi, tutti capirebbero l’anomalia di Campobasso. Se un ragazzo, che si reca al bar per acquistare una bibita, dovesse cadere, di chi sarebbe la responsabilità? Secondo il mio parere andrebbe addossata al Comune di Campobasso, che autorizza il bar a vendere in quel luogo”.

“Il mio compito – ha proseguito Turi – è quello di salvaguardare la società dei fratelli De Lucia. La questione ruota attorno all’incolumità delle persone e a ogni tipo di responsabilità, che noi non vogliamo assumerci, rispetto a questa anomalia del bar dello stadio, che va assolutamente regolamentata”.

“Le autorità comunali e il gestore del bar – ha concluso il direttore generale del Campobasso – ci convochino attorno a un tavolo, passo necessario per esprimere ognuno le proprie opinioni”.

“L’assessore non si è fatto più vivo – immediata è stata la risposta dell’assessore alle Attività Produttive, Salvatore Colagiovannisemplicemente perché il mio interlocutore non è Turi, ma la società Dalmata e per quest’ultima, Sabrina Palange, la quale ha già un atto di autorizzazione per la vendita, come del resto avviene anche per la società calcistica del Campobasso, autorizzata a giocare partita per partita”.

“Il bar non è il problema dello stadio – prosegue Colagiovanni , casomai è uno dei servizi che esso offre. Se qualcuno si leggesse le carte, il bar è estrapolato come locale commerciale dall’intera struttura sportiva”.

“Qualora il Campobasso abbia qualche contestazione da fare – conclude l’assessore comunale la faccia direttamente il rappresentante legale del club. Ho parlato un giorno con Turi al bar, ma chi deve accertare le situazioni non sono i dirigenti del club, bensì le strutture che hanno avviato l’iter burocratico, come avviene da anni. Si tratta di autorizzazioni provvisorie. Non penso, dunque, che il Campobasso abbia un problema bar. Non esiste una convenzione tra il Comune di Campobasso e la società calcistica rossoblù da più di qualche anno. Nel rispetto delle leggi, la situazione procede secondo le normative e con le carte in regola”.

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