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Infiltrazioni mafiose in Molise, Ruta chiede il rafforzamento dei presidi investigativi e di pubblica sicurezza: “Siamo un’isola felice, necessaria una mobilitazione generale dei cittadini”

Il senatore Roberto Ruta

Il senatore Roberto Ruta

Due interrogazioni alla Camera e al Senato, concordate con i miei colleghi Di Giacomo, Leva e Venittelli, per chiedere il rafforzamento dei presidi investigativi giudiziari e di pubblica sicurezza e una mobilitazione generale sul territorio molisano, che coinvolga associazioni, esponenti politici e istituzionali, per reagire alle infiltrazioni mafiose in Molise. È l’idea lanciata dal senatore del Partito Democratico, Roberto Ruta, che ha incontrato la stampa, dopo la pubblicazione della relazione della Direzione Investigativa Antimafia sulla presenza delle organizzazioni mafiose nella ventesima regione d’Italia.

La DIA ha sottolineato come, in Molise, si sia passati da segnali di presenza delle cosche sul territorio a presenza di “importanti tessere del mosaico espansionistico della ‘Ndrangheta verso regioni solo all’apparenza meno ‘appetibili’ (Molise e Abruzzo, ndr)”.

L’operazione ‘Isola Felice’ ha condotto gli organi preposti a emettere la misura cautelare nei confronti di venticinque persone collegate alla famiglia Ferrazzo di Mesoraca, centro in provincia di Crotone.

“Il capo ‘ndrina – si legge nella relazione della DIA – non solo aveva scelto di stabilire ufficialmente la propria residenza a San Giacomo degli Schiavoni, ma si era fatto promotore di un’associazione criminale, composta sia da calabresi che da siciliani (famiglia Marchese di Messina), che operava tra San Salvo, Campomarino e Termoli. Nel corso dell’indagine sono state documentate le cerimonie di affiliazione, che prevedevano giuramenti su ‘santini’ e altre immagini sacre, insieme a rituali di chiara matrice pagana. Le indagini hanno ben delineato come la cosca Ferrazzo volesse ricompattarsi in Abruzzo, arrivando, appunto, in un’isola felice, per rinsaldare le proprie attività criminali. In conclusione, l’analisi degli avvenimenti porta ragionevolmente a far ritenere che l’ascesa dei Ferrazzo, in Abruzzo e Molise, sia stata in qualche modo favorita dalla ‘caduta’ del clan campano Cozzolino, precedentemente egemone nello stesso territorio e fortemente ridimensionato a seguito dell’operazione ‘Adriatico’ della Procura Distrettuale aquilana”.

“Chiedo – afferma Rutaai rappresentanti delle istituzioni territoriali, ai sindaci e ai presidenti dei Consigli comunali di approvare appositi ordini del giorno, concordati e auspicabilmente all’unanimità, per affermare l’assoluta determinazione nel voler combattere e respingere ogni presenza o attività sul territorio amministrato, riconducibili ad organizzazioni mafiose, unitamente alla richiesta allo Stato di rafforzare i presidi investigativi giudiziari e di pubblica sicurezza”.

“Ritengo necessario – continua il senatore campobassanocon il coinvolgimento di tutti i livelli istituzionali, delle forze sociali, dell’associazionismo, degli studenti di ogni grado e di tutto il mondo della scuola e dell’università, darsi appuntamento entro fine mese per una grande manifestazione che rappresenti plasticamente la volontà di tutta la comunità regionale, affinché il Molise sia libero dai fenomeni e presenze mafiosi”.

“Il Molise – la conclusione di Rutada sempre è stato sostanzialmente libero dai fenomeni mafiosi: questo è un bene ed un patrimonio collettivo che ci appartiene e che dobbiamo energicamente saper difendere in tutti i modi possibili e leciti”.

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