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La passione per la musica con l’obiettivo di emergere, gli Arx pronti a nuove sfide: “I nostri risparmi per pubblicare il secondo album”

arxLUDOVICA COLANGELO

“Il nome della band non ha un significato preciso. Nasce quando Giovanni di Bartolomeo e Roberto Fatica decisero di creare un gruppo Rock. I due musicisti, dopo aver compreso che sarebbe stato banale utilizzare un nome in grado di richiamare il genere suonato dal gruppo, decisero di trovare, sul dizionario di latino, il termine roccia. Colui che condusse la ricerca fu Giovanni che, però, errando, giunse alla parola rocca, fortezza ossia Arx”. In realtà, il nome che distingue la band composta da Alessia Tamburro, Fabrizio Garmegna, Giovanni di Bartolomeo, Roberto Fatica e Valerio Amedei è caratterizzante anche del percorso affrontato dai cinque giovani molisani.

Gli Arx, infatti, prima di approdare, insieme all’altra band molisana Osso di Seppia, al Festival Collisioni, hanno affrontato senza timori una strada non in pianura: “Prender parte al festival di musica e letteratura popolare, che si tiene ogni anno a Barolo, non è stata per noi la prima esperienza fuori porta. Siamo giunti in Piemonte, infatti, dopo aver partecipato a diverse manifestazioni. Possiamo citare Arezzo Wave Molise che abbiamo vinto, approdando alla finale nazionale di Arezzo Wave, il Festival Mei di Faenza. Aggiungiamo, infine, la partecipazione a Balcony TV nella Capitale. A Roma, inoltre, abbiamo suonato in molti locali. Riconosciamo grande utilità alle esperienze fuori regione”.

La partecipazione al Festival Collisioni che, da sette anni considera i gruppi emergenti un ingrediente fondamentale della manifestazione, invece, è giunta lo scorso luglio. Si tratta di un’esperienza importante per i musicisti molisani che hanno potuto ascoltare e, in dei casi, scambiare qualche parola con i big della musica italiana: “Raggiungere Barolo, insieme ai nostri corregionali, è stata un’esperienza tragicomica. Il viaggio – raccontano sorridendo – è avvenuto a bordo di un pulmino ed è stato caratterizzato da una partenza in ritardo, una gomma bucata e problemi con l’olio motore. Al Festival hanno preso parte molti spettatori e diversi cantanti famosi. Abbiamo avuto la fortuna, infatti, di donare un nostro disco a Levante ed al cantante dei TheGiornalisti, Tommaso Paradiso. La speranza è quella che l’album giunga in buone mani. Una copia del cd, inoltre, è stata data al Premio Nobel per la Letteratura, Gao Xingjian. La cantante del gruppo, Alessia parla il cinese e ha fermato l’illustre per scambiare qualche battuta e donargli il disco”.

Il coraggio degli Arx, però, non termina nel voler affrontare esperienze oltre i confini regionali, ma prosegue anche nelle decisioni discografiche: “Per realizzare il nostro primo album dal titolo, Don’t Throw Off the Emperor’s Groove,  abbiamo deciso di investire i soldi guadagnati nel corso delle serate ed anche dei risparmi personali. Il disco è stato pubblicato nel 2015 ed è composto da undici brani tutti funky. Speriamo, inoltre, che nel corso del 2017 sia completato anche il secondo album”.

È proprio un nuovo progetto discografico l’obiettivo principale degli Arx: “Nei prossimi mesi – affermano i giovani musicisti –  vogliamo suonare molto per essere pronti a fare investimenti seri in vista del nuovo disco”.

Parole, quelle dei musicisti, che celano il grande amore nutrito verso la musica. È proprio nella passione, infatti, che Valerio ricava l’ingrediente fondamentale dell’attività condotta all’interno della band: “La passione credo che sia la fetta più importante, poiché la musica è una forma d’arte e l’immaginare, il creare sono fondamentali. Lo studio anche non è da sottovalutare, però, a differenza della passione è oggettivo. Lavorare insieme, inoltre, è molto importante poiché si uniscono le idee di tutti”.

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