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A Palazzo D’Aimmo approvato il Piano Energetico Ambientale Regionale del Molise

La Giunta regionale e l'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise

La Giunta regionale e l’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale del Molise

A Palazzo D’Aimmo è stato approvato il Piano Energetico Ambientale del Molise (Pearm). Bocciata la pregiudiziale, tesa alla sospensione della trattazione dell’argomento in attesa di reperire dati più aggiornati sulla situazione di consumo e di produzione energetica regionale, e gli emendamenti del consigliere Michele Petraroia.

Approvazione a maggioranza, contrari Petraroia, Niro, Federico e Manzo, assente il centrodestra.

A illustrare il Pearm è stato il presidente della Terza Commissione, Salvatore Ciocca, che ha spiegato come “il Piano Energetico Ambientale della Regione Molise sia strumento di programmazione strategica nel quale vengono definite le modalità per rispettare gli impegni comunitari al 2020, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo delle fonti rinnovabili, e con la nuova Programmazione comunitaria 2014-2020”.

“La pianificazione energetica e ambientale – ha proseguito Cioccaè costituita dal Piano energetico approvato dalla Giunta che, integrato con la VAS, contiene quindi le previsioni per un periodo quinquennale, e può essere comunque aggiornato anche con frequenza annuale”.

“Il PEARM – secondo quanto illustrato da Cioccasi contraddistingue per sicurezza, fonti energetiche pulite e livelli occupazionali che ne fanno un esempio di come si possa avere un nuovo modello energetico ed un’economia a bassa emissione di carbonio. La visione verso la quale s’intende orientare lo sviluppo del sistema energetico è quella di una comunità che si pone il problema di capire quanta e di che tipo di energia ha bisogno. Quindi, di ottimizzare l’uso delle proprie risorse energetiche, salvaguardando e valorizzando nel contempo l’ambiente, il patrimonio culturale e paesaggistico, l’uso del territorio sia per le produzioni di eccellenza sia per gli altri usi alternativi a quelli energetici”.

Nel Piano vengono, dunque, innanzitutto determinati i fabbisogni energetici del territorio e le linee di azione per l’energia.

Sono poi rilevate le modalità di raggiungimento degli obiettivi di risparmio energetico e di copertura da fonti energetiche rinnovabili sul consumo finale a lordo di energia. Infine sono indicate linee di ricerca applicata nel settore delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica.

Su tali basi il PEARM, quindi, si prefigge quattro obiettivi strategici principali da realizzarsi attraverso varie azioni a medio e lungo termine: ridurre i consumi energetici; sviluppare fonti energetiche rinnovabili; aumentare l’efficienza energetica; ridurre l’emissioni di CO2.

Tre sono le linee strategiche sulle quali ci si intende muovere per raggiungere gli obbiettivi prefissi: il ruolo primario degli interventi di efficienza; lo sviluppo di impianti utilizzanti fonti di energia rinnovabile secondo i principi della micro-generazione e degli smart energy systems; la valorizzazione dell’agricoltura secondo le linee individuate nel Piano agroenergetico.

Le caratteristiche innovative di questo modello energetico sono riassumibili nella centralità del cittadino (visto come produttore-consumatore che deve essere informato in modo trasparente e tutelato nelle modalità nel nuovo modello energetico, fondato sulla generazione distribuita dall’energia e sulla coerente penetrazione di tutte le fonti di energia rinnovabile); in un importante ruolo del territorio (tutela del paesaggio rispetto dei vincoli territoriali, uso compatibile e equalizzazione delle risorse, il carattere fortemente territoriale della scelta energetica privilegia e valorizza l’identità locale e la sua tutela); una rinnovata coerenza con interventi infrastrutturali strategici per lo sviluppo regionale (le reti, i processi di accumulo, la generazione locale dell’energia).

Contrari all’approvazione del Pearm i due consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Antonio Federico e Patrizia Manzo, per i quali “il Piano energetico ambientale è o dovrebbe essere sempre un’opportunità per una Regione, ma per il Molise il Pear appena votato in Consiglio regionale è un’occasione persa. Contestualmente al Piano energetico, infatti, andava varato anche il Piano di tutela paesaggistica, il primo per dire’ cosa fare’ e il secondo per capire ‘dove farlo’. Alla fine di questa giornata invece sappiamo solo che in Molise raddoppieranno le pale eoliche, ma non sappiamo dove. Non è certo un risultato auspicabile”.

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