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Il Molise incontra Vigne Irpine. L’enologa Coppola racconta i segreti dell’azienda di Taverna della Figura

Francesca Coppola insieme a presidente e vice presidente della Fondazione Italiana Sommlier Molise, Dora Formato e Gabriele Di Blasio

IL VIDEO –  Un evento, quello promosso dalla Fondazione Italiana Sommelier del Molise, pensato per dar modo al Molise di incontrare Vigne Irpine, l’azienda agricola situata a Taverna della Figura, frazione del comune di Santa Paolina. La degustazione, tenutasi lo scorso 30 giugno, è stata guidata dall’enologa Francesca Coppola che ha svelato, ai numerosi presenti, i molteplici segreti della produzione di Vigne Irpine.

L’azienda, nel cuore della verde Irpinia, tra lunghi filari regolari di vigneti e ombrosi ulivi secolari, ha sede in un edificio storico che, un accurato e sapiente restauro, ha saputo preservare, valorizzando quelle che erano le peculiarità architettoniche e che, oggi, ospita i locali di produzione, affinamento e imbottigliamento. Nata nel 1999 dalla passione per l’enologia che accomuna alcuni amici, unita a una particolare attenzione per la salvaguardia delle tradizioni e un’irrinunciabile sensibilità all’innovazione, l’azienda ha come punti di forza le limitate quantità prodotte, nonché la possibilità di monitorare ogni fase del processo produttivo con competenze tecnico-scientifiche.

Nonostante la sua giovane età, Vigne Irpine può già vantare una storia fatta di qualità e di apprezzamenti a livello nazionale e internazionale. Ma la dedizione e la ricerca continua rappresentano le ragioni fondamentali per le quali l’azienda farà parlare sempre di più del suo futuro prima ancora che della sua storia.

“Vinifichiamo in purezza i vitigni autoctoni e, – ha raccontato la Coppola nel corso della serata –  questi a seconda dell’annata, sono espressione del terroir irpino”.

“L’azienda stessa è espressione di una vita nel settore vitivinicolo”, ha detto ancora la Coppola che ha illustrato ai wine lovers presenti “come la passione e la competenza nel settore siano state integrate allo sviluppo della tecnologia grazie alla quale, attraverso serbatoi termocondizionati, controllabili da remoto, consente un fondamentale monitoraggio della temperatura dei vini, ma anche come le pompe peristaltiche garantiscono che vino non venga stressato e non risenta di contaminazioni, né a livello microbico che organolettico”.

Sempre l’enologa di Vigne Irpine ha poi svelato come il Taurosae Irpinia Rosato Doc sia stato per tre anni premiato dal Gambero Rosso come miglior rosato d’Italia.

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