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Mistero a Molise: il pianto di una statua della Madonna di Fatima

foto_con_logo_2FABIANA ABBAZIA – GIUSEPPE FORMATO

Se davvero sono lacrime di sangue ancora nessuno lo sa, ma a Molise, centro di 177 anime in provincia di Campobasso, omonimo della ventesima regione d’Italia, c’è una statua della Madonna di Fatima, che sembrerebbe trasudare un liquido rosso. – IL VIDEO –

Il fenomeno, come racconta Carlo, sarebbe avvenuto, per la prima volta, nel novembre 2016 a Roma, nell’abitazione paterna sulla Casilina, dove la sua famiglia vive dal lontano 1969.

La statua, di proprietà della famiglia di Carlo, era sistemata nella camera delle sue due sorelle da ben sei anni, ricevuta in dono da uno zio che l’aveva acquistata nella Capitale, insieme ad altre quattro copie, distribuite, all’epoca del dono, ad altrettanti parenti.

Loro, due gemelle, disabili dalla nascita, da sempre devote e credenti, avevano assistito alla lacrimazione prima che Carlo se ne accorgesse e, soprattutto, potesse prendere in considerazione un simile fenomeno. E prima di quello che, all’apparenza sembra sangue, la Madonna, secondo i racconti dei proprietari, avrebbe trasudato un olio profumato.

“La Madonnina piange”: sono state queste le parole che le sorelle avevano confidato più di qualche volta a Carlo. Lo ricorda lui stesso, mentre ricostruisce i mesi trascorsi.

“Per un paio di volte anche in modo superficiale avevo risposto: va bene, ma non ditelo a nessuno. Ho subito pensato che, con la perdita di mia madre, avvenuta pochi mesi prima, le mie sorelle si fossero lasciate influenzare. Una sera, però, avevo lasciato la mia giacca con il cellulare sul loro letto. Le gemelle erano andate in chiesa quando il mio telefono ha iniziato a squillare. L’ho tirato fuori dal giubbino, avviando la conversazione. Mentre ero impegnato al cellulare, ho avvertito subito un odore strano. Ho pensato che le mie sorelle, prima di uscire, avessero abusato del profumo. Tuttavia, mentre parlavo al cellulare, entravo e uscivo dalla stanza, accorgendomi che, appena oltrepassavo la soglia della loro porta, quell’odore scompariva. Ho provato diverse volte, prima di decidere di chiudere la conversazione, per capire cosa fosse quella fragranza. Quando ho terminato la telefonata sono rientrato in camera e ho visto, mentre quel profumo diventava più intenso, che la statua lacrimava olio. Sono rimasto sconvolto, ma quella fragranza non era né acre né tantomeno spiacevole, anche se a parole è davvero molto difficile da descrivere”.

“Dopo quel giorno – continua il racconto del 58enne originario di Molise – ho spostato la statuetta in un’altra abitazione. Inspiegabilmente, dopo una nottata, l’ho ritrovata pulita, così ho deciso di riportare la Madonnina nella casa paterna”. Ed è qui che la statuetta avrebbe ricominciato quello che sembrerebbe un fenomeno soprannaturale. 

Intanto, la vita in questa famiglia umile prosegue tranquilla e lo stesso Carlo diventa sempre meno scettico e più devoto.

“Sono diventato meno sospettoso, imparando a respirare quell’aria di serenità, che ha avvolto le nostre vite con mille difficoltà”, dice l’uomo che, ormai da un po’ di tempo, per occuparsi delle sorelle e del padre ultranovantenne, costretto su una sedia a rotelle, ha lasciato il lavoro, chiudendo il negozio che gestiva nel quartiere della Capitale.

“Un giorno – prosegue Carlo nel ricostruire i passaggi della sua storia – mia figlia, che era a casa con le zie e con il nonno, mentre io ero a sbrigare alcune commissioni, mi chiama e mi chiede di tornare al più presto, perché era accaduta una cosa che non voleva raccontare per telefono. Mi sono precipitato e, una volta rientrato, ho visto la statua che piangeva sangue. Non credevo ai miei occhi, ero attonito”.

Era il mese di febbraio e da quel giorno la vita della famiglia è un po’ cambiata. Nel quartiere la notizia, con un passaparola, né voluto né cercato, si è comunque diffusa. “Sono stati molti i conoscenti nella Capitale, che hanno voluto vedere con i loro occhi il fenomeno”.

In tanti sono stati anche gli abitanti di Molise che, poco alla volta, si sono recati a Roma per poter assistere al modo in cui quella statua della Madonna di Fatima sembrerebbe piangere.

Almeno fino al giorno in cui Carlo insieme ai suoi familiari, proprio come ogni anno per il periodo estivo, da Roma ha fatto rientro nel piccolo centro molisano. Insieme alla sua famiglia, ha portato anche la statuetta della Madonna, proprio quella che, in un altro luogo, credeva potesse non piangere più e che, invece, continuerebbe a trasudare. Il liquido rosso sgorgherebbe prima di un colore vivido, per poi rapprendersi e continuare a fuoriuscire, senza orari né logica.

L’abitazione molisana di Carlo, intanto, è già diventata un posto dove poter pregare. Sono già tante le persone che hanno chiesto di poter varcare l’uscio della casa di Molise.

Nemmeno troppo di rado qualcuno, proprio dinanzi alla statua, si lascia andare a commenti sulle varie sfumature del mantello della Madonna, che sembrerebbe cambiare colore, ma anche su fenomeni che parrebbero del tutto inconcepibili agli occhi dei più scettici.

“Quando sono andata a Roma non credevo a quello che mi era stato detto”, dice una donna, Catia, arrivata nell’abitazione con altre due signore per una preghiera. “Ho affrontato il viaggio – prosegue – con la consapevolezza di tornare con la stessa incredulità con la quale ero partita. Poi ho assistito al fenomeno e non volevo credere ai miei occhi. Ogni volta che mi reco qui, noto un particolare diverso, i riflessi dell’immagine sacra cambiano e, quando il liquido rosso si rapprende, la  Madonnina è come se trasudasse olio per ripulirsi. La prima volta che sono andata nella Capitale ho visto sgorgare un olio, che al tatto non è bagnato e sono rimasta esterrefatta”. È questo uno dei tanti commenti, che, nel piccolo paese, non è difficile da ascoltare nelle parole degli abitanti, i quali, ormai da qualche tempo, sono a conoscenza del fenomeno.

A recarsi quotidianamente a casa di Carlo è anche il sindaco di Molise, Domenico Cirelli, intercettato in una delle sue visite.

“Un’esperienza molto forte e, conoscendo da sempre la famiglia, ho subito creduto alla veridicità del fatto. Siamo andati a Roma lo scorso 20 maggio con parenti e amici”, sono le parole del primo cittadino, il quale precisa di voler raccontare le sue emozioni da semplice credente.

La voce del sindaco del paese si interrompe più volte “per l’emozione perché io sono molto cattolico”, confida.

“A Roma abbiamo vissuto una giornata indimenticabile – prosegue il sindaco Cirelli – e mi piace ricordare due avvenimenti di quel sabato. Eravamo nella stanza quando il liquido rosso raffermo della statua, a un tratto, ha iniziato a sgorgare nuovamente. La Madonnina, inoltre, trasudava anche un liquido profumato, che io stesso asciugai con un fazzoletto, sul quale si formarono due macchioline rosse. Ancora oggi quel lembo di carta profuma”, dice il sindaco, porgendo come prova il fazzoletto che custodisce gelosamente.

“A Molise – conclude, poi, Cirelli – c’è chi crede, chi è scettico, chi è devoto, chi preferisce andarci cauto. Noi, sulla questione, avremo la massima apertura”.

Casi simili negli ultimi tempi sarebbero, in realtà, avvenuti in altri centri del Belpaese, come Trevignano Romano, dove l’immagine sacra che arriva da Medjuogorje si sarebbe sporcata al pari di quella che, nel 1995, lacrimò per 14 volte a Civitavecchia. C’è, poi, il caso di Montecorvino Rovella, dove i prodigi sarebbero avvenuti a casa del mistico Giulio Massa.

Tuttavia, episodi simili si rinvengono anche oltre i confini della Penisola, come, ad esempio, quello che recentemente sarebbe avvenuto in Argentina, quando, in occasione del centenario delle apparizioni a Fatima, nella diocesi di San Isidro a Gran Buenos Aires, numerosi fedeli avrebbero percepito un cambio di colore nel manto della Vergine pellegrina.

La stessa ventesima regione d’Italia, già nel 1985, approdò agli onori delle cronache nazionali per la presunta apparizione nella cappella di San Rocco, a Toro, durante la domenica del Corpus Domini.

I fenomeni come questo della statuetta di Molise, al pari dei tanti che si registrano in tutto il mondo, sono oggetto di studio da parte della scienza, mentre la posizione della Chiesa resta quella della massima cautela e della valutazione caso per caso, con i dovuti approfondimenti e indagini specifiche. Sulla questione, tra l’altro, non è intervenuto l’amministratore parrocchiale della Chiesa di San Nicola di Bari a Molise, il quale preferisce mantenere il massimo riserbo, in attesa delle opportune e necessarie verifiche.

Anche in questa circostanza, dunque, se per i credenti il fenomeno può diventare occasione di culto e preghiera, potranno essere solo tutti gli esami del caso a spiegare quello che, al momento, sembrerebbe un mistero.

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