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Lupi, l’imprenditore Corrado Di Niro aperto a tutte le soluzioni: “Difficile trovare chi ripiani i debiti. Non escludiamo nemmeno una nuova ripartenza”. Intanto, appaltati i lavori allo stadio

Il tavolo tecnico per il calcio rossoblù

Il tavolo tecnico per il calcio rossoblù

Le parti del tavolo tecnico, riunito per provare a risolvere la situazione relativa al Campobasso, torneranno a riunirsi lunedì 26 giugno 2017 alle ore 18. Ci sarà il presidente dell’Associazione ‘Noi siamo il Campobasso’, Daniele Landolfi, in rappresentanza del club rossoblù, tornerà al tavolo il presidente dell’Acem, Corrado Di Niro, e dovrebbe esserci il sindaco e presidente della Provincia, Antonio Battista.

Prevista la presenza anche del governatore Paolo di Laura Frattura

“Durante l’ultimo incontro del 16 giugno – ha affermato l’imprenditore Corrado Di Niro ho rappresentato, a coloro che erano seduti al tavolo, di aver contattato le imprese, che avrebbero potuto darci un aiuto, contrarie, però, all’idea della holding. Le condizioni per poter subentrare in questo modo, infatti, non ci sono. Eventualmente, con la situazione debitoria, l’unica soluzione sarebbe quella di piccole sponsorizzazioni, al fine di poter dare un contribuito alla causa rossoblù”.

Il nodo della questione è proprio quello relativo ai debiti accumulati dalla società nei quattro anni di gestione, che hanno visto il Campobasso disputare un campionato di Eccellenza molisana e tre di serie D. L’obbligo di dover ripianare debiti accumulati in precedenza non rende la società troppo appetibile, perché, oltre al risanamento, incombe la nuova stagione, con tutte le spese da affrontare per allestire la squadra e preparare il ritiro precampionato. Servirebbe, immediatamente, una liquidità di una certa consistenza.

“Io rappresento piccole imprese – ha sottolineato Di Niroben felici di poter fare qualcosa per la comunità sportiva, però, chiedere un doppio sacrificio, ripianare i debiti e avviare la prossima stagione, è una soluzione di difficile attuazione”.

La paura in città è rappresentata dalla possibilità di restare senza calcio, così come è accaduto nel 2002, dopo il fallimento del club dopo l’era Berardo. Avete pensato anche alla possibilità di ripartire nuovamente da zero? “Vediamo cosa succede lunedì. Non escludiamo nessuna soluzione. Il tavolo tecnico serve anche per capire in quale direzione muoverci”.

Campobasso, quindi, non resterà senza calcio. “Lo sport nazionale rappresenta un importante momento sociale all’interno di ogni comunità, perché è capace di aggregare. E in questo momento storico è importante l’indotto che può creare la squadra di calcio. Faremo il possibile per scongiurare l’ipotesi peggiore. Se dovesse prospettarsi una simile ipotesi, ci rimetteremo nuovamente attorno a un tavolo, al fine di ragionare sul da farsi”.

Nelle province limitrofe a quella di Campobasso le cose vanno diversamente: Benevento in serie A, Foggia in B. Cosa manca al capoluogo molisano? “La serie A, ad oggi, sarebbe tanto, ma Campobasso ha tutti i mezzi per poter disputare importanti campionati di Lega Pro o serie D. Il problema di fondo è coinvolgere l’imprenditoria locale, che dovrebbe essere maggiormente interessata al fenomeno sportivo cittadino”.

La politica cosa può fare in tal senso? “Credo che sia chiamata a tutelare il territorio, lavorando per il bene della collettività. E, in tal senso, cercare di dare il proprio contributo, con un atteggiamento propositivo verso lo sport, ovviamente muovendosi nei limiti che impone la legge”.

Intanto, l’assessore ai Lavori Pubblici, Pietro Maio, attraverso la propria pagina facebook, ha reso noto che il Comune di Campobasso ha sottoscritto il contratto di aggiudicazione dei lavori per la manutenzione, il potenziamento e l’adeguamento dello stadio di contrada Selvapiana. Le opere partiranno entro 45 giorni.

“L’intervento finanziato dal governo regionale Frattura – sottolinea Maioconsente di mettere in sicurezza l’impianto di calcio, anche dal punto di vista della normativa antincendio, con la capienza che sarà portata a 7.500 spettatori. Adeguata la cabina elettrica e ripristinati i proiettori alle quattro torri faro per consentirne l’utilizzazione”.

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