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Storie di giovani/ Francesco Angeli, presidente Arcigay Roma racconta la sua infanzia in Molise. “Fin dalle elementari vittima di bullismo, nella Capitale una nuova vita”

FRANCESCO_ANGELI

Francesco Angeli

LUDOVICA COLANGELO

Un capo scout decide di sposare il suo compagno e il parroco lo esorta a rassegnare le dimissioni poiché non più adatto al ruolo di educatore. L’evento, accaduto nei primi giorni del mese di giugno, che ha suscitato, da subito, molta indignazione, si è verificato a Staranzano, un paese in provincia di Gorizia. Ma è lecito chiedersi se il Belpaese si sia stupito di un caso raro oppure della storia di molti?

Nello Stivale, infatti, non sono rari i casi di persone costrette a subire, a causa della propria natura, giudizi, minacce, commenti poco gradevoli e tanto altro. Le reazioni a queste situazioni possono essere le più diverse. In alcuni casi c’è chi non ha la forza di affermare la propria vera personalità, mentre, in altri, si preferisce emigrare nelle grandi città. Luoghi dove essere sconosciuti agli occhi degli altri può rendere forse più semplice affermare il proprio ’io’. Testimone di ciò è il campobassano Francesco Angeli, presidente dell’Arcigay di Roma.

 “Ho lasciato il Molise per motivi di studi e ragioni legate al mio orientamento sessuale”, racconta infatti senza remore Angeli. “A differenza degli amici di Arcigay Molise – prosegue – ho preferito emigrare. Riscontravo molte difficoltà nel vivere nella regione in cui sono nato”.

Hai accennato a degli scogli nel tuo percorso di vita in Molise. La tua adolescenza, ad esempio, come è stata?Non bella. Sono stato vittima di bullismo omofobo fin dalle scuole elementari. Gli anni della scuola sono stati molto pesanti. Nel corso della mia adolescenza, a differenza dei miei coetanei, non ho potuto vivere una storia, oppure fare qualsiasi cosa che avrebbe affermato me stesso. Quando mi sono trasferito a Roma è iniziato un nuovo capitolo”.

Cosa diresti a un ragazzo che non riesce ad uscire dal guscio? “Consiglio di rivolgersi alle associazioni. Esiste anche il numero verde per l’omofobia 800.713.713.  Non siete soli e non fate cose affrettate. Affidatevi alle associazioni e ricordate che la vostra storia è quella di tanti”.

Cosa pensi della proposta di un Pride in Molise? “Il 3 giugno al Pride di Potenza Vladimir Luxuria ha lanciato la proposta. Io, sabato scorso, ero presente in Basilicata solo con il cuore poiché avevo altri impegni. In realtà, insieme agli amici dell’Arcigay Molise, pensiamo da tempo a quest’idea. È necessario arrivare in Molise. Regione  dove è difficile esprimere la propria sessualità. Realizzare l’evento in Molise, inoltre, significherebbe esserci a livello associativo e, quindi, non lasciare solo nessuno. Nel caso sarò presente sicuramente in regione. Sono un sostenitore dei Pride nelle province. Ad esempio l’Arcigay di Roma ha ideato il Lazio Pride. In questo modo siamo riusciti a portare l’evento in una città come Latina che, oltre a essere un piccolo centro, è caratterizzata da una tradizione fascista”.

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