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Britti prova a spiegare cosa sia accaduto a Campobasso parlando di “guerre politiche”

Alex Britti sul palco di Piazza della Repubblica

Alex Britti sul palco di Piazza della Repubblica

In un’intervista rilasciata al Mattino, Alex Britti, l’artista che ha chiuso il Corpus Domini a Campobasso, si lascia andare a un commento sulle polemiche che hanno fatto seguito al suo concerto. Per Britti il tutto sarebbe nato da una mancata intervista e da qualcuno “non autorizzato che avrebbe rosicato”.

Sentendoci chiamati in causa per aver assistito alla scena opportunamente raccontata ai lettori, ci preme a questo punto fare qualche precisazione. L’accesso all’area era stato consentito a tutti i giornalisti locali. Seppur le interviste non erano state concordate, siamo sicuri di come ci siano  modi e maniere per esprimere un diniego e, di certo, sbattere la porta del camper in faccia ai cameraman che sostavano lì da ore non è proprio un bel biglietto da visita.

Per la mancata intervista, almeno dalla redazione di CBlive, assicuriamo quindi come non ci sia alcuno che, per citare il linguaggio del chitarrista, stia “rosicando”.

Per la questione del regalo rifiutato che Britti ha volutamente dimenticato nelle parole rilasciate al Mattino, invece sì. Rifiutare il simbolo del lavoro operoso di un artigiano di questa terra ha rappresentato uno schiaffo in faccia che continua a fare male.

A poco è valsa la strumentalizzazione da parte di qualcuno delle parole di questo giovane, educato e rispettoso liutaio che ha dichiarato, di non aver vissuto il diniego di Britti come un vero e proprio rifiuto.

“Erano – racconta Luca Testa, liutaio del capoluogo – già diverse settimane che l’Amministrazione, io e lo staff di Britti eravamo in contatto per organizzare questa consegna/omaggio: io, in qualità di liutaio che apprezza un ottimo strumentista (e non in qualità di fan) e l’Amministrazione, in qualità di Istituzione che offre un dono prezioso made in Campobasso. Si era oramai arrivati a chiusura nonostante i tempi un po’ lunghetti. Se non che, il giorno prima del concerto, sono iniziate un po’ di problematiche sia organizzative che sulla scaletta, ad iniziare dall’orario di arrivo di Britti in città fino al suo concerto (data la sua serrata attività di promozione del disco che durava già dalla mattina) e non ultima, una mail della sua produzione che dichiarava l’impossibilità di consegnare la chitarra per problemi legati ad accordi commerciali con brand di altre chitarre. Nonostante ciò, Britti è stato contattato personalmente e ha continuato a dichiararsi disponibile a ricevere la chitarra (o almeno questo è quello che mi è stato sempre riferito). Fino all’ultimo, quindi, io sono stato rimbalzato fra quest’ultima e l’altra voce.  Tuttavia la sera ho deciso di andare ugualmente portando la chitarra e ho aspettato il mio turno. Alex pur apprezzando molto lo strumento ed il gesto mi ha detto di non poterlo accettare poiché non l’avrebbe suonato, visto che in questo periodo suona prevalentemente l’elettrica per poi ringraziarmi ribadendo “veramente! …come se l’avessi accettata!”.

Solo in un altro commento lo stesso Luca tiene, però, a precisare quanto segue: Di mioscrive – ho un po’ la tendenza a giustificare i comportamenti sbagliati degli altri perché mi fanno vivere meglio e di più”. Un’educazione e un garbo che dovrebbe far riflettere tutti coloro che ne sono privi.

Ora, dunque, un paio di considerazioni riepilogative: Britti era a conoscenza da tempo della questione chitarra che aveva anche avuto modo di vedere attraverso le foto della mail; chi si è occupato di mediare tra l’artista e le altre parti in causa, probabilmente, ha peccato di poca chiarezza; inoltre ove ci fosse stato un contratto che abbia impedito all’artista di non poter accettare un regalo artigianale, era ovviamente necessaria l’opportuna comunicazione al diretto interessato,  che magari scoraggiasse il giovane a portare comunque la chitarra da lui fabbricata.

Infine, quando Britti parla di situazione politica strana a cosa si riferisce esattamente? In che modo, secondo l’artista, la cosa abbia potuto influire sulle critiche al suo comportamento? Con chi ha dialogato Britti? Chi esattamente si è fatto portavoce delle vicende politiche della città? O magari l’artista si riferiva soltanto al fatto che, per almeno un’ora e mezza, numerosi esponenti dell’amministrazine abbiano sostato davanti al camper solo per una stretta di mano che sta ad indicare il benvenuto in città?

Caro Britti onestamente non sappiamo cosa ti aspettassi da questa terra (che tra l’altro conosci bene), ma sappiamo cosa umanamente ci aspettavamo noi, anche alla luce delle dichiarazioni fatte nell’intervista concordata.

Non il carisma, l’umanità e la calda partecipazione di un grande Renzo Arbore quasi commosso nella stanze di Palazzo Città, non la compostezza di un Roberto Vecchioni che tra le strade del centro cittadino parlò di alcuni suoi testi, ma di sicuro un artista un po’ più umano che alle legittime improvvisate dei giornalisti non negasse un breve, conciso e semplice saluto alla città che lo ha ospitato, ma soprattutto non rifiutasse un regalo di una terra che, nonostante tutto, lo ha fatto sentire a casa.

fab.abb

 

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