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Corpus Domini, alle bancarelle i campobassani non rinunciano a “tirare sul prezzo”, ma gli ambulanti si lamentano per i costi sostenuti. Gli abusivi invece “fuggono”ai controlli

CORPUS DOMINI 2014

CORPUS DOMINI 2014

FABIANA ABBAZIA

Colori, suoni, odori. Tra le strade di Campobasso da giovedì pomeriggio si respira un’aria di festa e l’attesa per la processione dei Misteri della domenica di Corpus Domini avviene nel frastuono delle bancarelle. Una tradizione, un must che la maggior parte dei campobassani, così come i residenti dei paesi limitrofi, non si fanno mancare. E chi più, chi meno, gironzolando tra la fiera ha un obiettivo preciso: fare l’affare. Come? Ovviamente “tirando sul prezzo”. Contrattare è forse il verbo più usato in questi giorni tra le vie del capoluogo.

La tattica attuata da molti è ben precisa. Dopo aver chiesto il valore di un oggetto bisogna meravigliarsi, fingendo di andar via senza acquistare. Allora il venditore, spesso e volentieri più furbo dell’acquirente che aveva alzato il costo ben consapevole di dover scendere a compromessi, sarà disposto a far fronte alle esigenze dei clienti.

“Tirare sul prezzo” in realtà per molti campobassani, a differenza di quanto può sembrare, ha una valenza sociologica importante. Il bello è lo scambio che avviene nel mentre, che è sempre un’interazione culturale. E’ nella maggior parte dei casi l’acquirente a lanciare l’amo, chiedendo il paese di provenienza, oppure indagando sulle abitudini, sulle tradizioni di chi è dall’altro lato della bancarella.

Uno scambio dialogico o solo una “captatio benevolentiae” non importa poi molto, perché quello che succede in quel preciso momento ha in fondo qualcosa di magico per i campobassani, soprattutto per i più giovani che solo per una volta l’anno vedono la loro città riempirsi di suoni, colori e profumi provenienti da lontano.

Dalla magia e dal divertimento al rovescio della medaglia, dato che più di qualcuno a caccia dell’affare può essere interrotto dai Vigili urbani o dagli uomini della Polizia intenti a effettuare i controlli. In modo particolare è Via Elena la zona tenuta maggiormente sott’occhio. E proprio lì ieri sera a un tratto alcune divise hanno provocato un fuggi fuggi generale. Molti erano, infatti, gli abusivi che vendevano i loro prodotti a terra e nel caso di controlli erano pronti a darsela a gambe levate richiudendo tutto in un telo.

Ovviamente c’è stato anche chi non ha rinunciato al tradizionale banchetto dove poggiare collane e orecchini, ma all’occorrenza era pronto a nasconderlo all’angolo di via Gazzani, dietro il camper di uno dei tanti “paninari”. La ragazza senegalese, proveniente da Roma a chi stava acquistando chiedeva di seguirla proprio nel punto in cui aveva poggiato la merce. Abituata e per nulla sorpresa dei controlli con un’alzata di spalle ha detto ai clienti intenti a fare acquisti: “è così ogni anno”.

Tuttavia proprio come le altre volte non si sono fatte certo attendere tra gli ambulanti le lamentele per i costi sostenuti. Circa 300 euro per tre metri di spazio. Eccessivi secondo più di qualcuno che cerca di acquistare centimetri di terra, allargandosi con la propria merce a dispetto del posto assegnatogli.

La furbata però non passa, prontamente arrivano i Vigili e lo spazio torna a essere esattamente quello che il Comune ha concesso. Soprattutto questa mattina sono stati tanti gli episodi simili in via Elena dove gli uomini della Municipale sono stati intenti a monitorare i permessi di pedaggio.

Ma tra gioia, colori, scambi culturali e qualche scaramuccia con le forze dell’ordine i campobassani si avviano a trascorrere un’altra serata tra le bancarelle, anche se l’emozione più grande la conservano sempre per il rituale“uno, due, tre scannett allert”.

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