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Luxuria e l’idea di un Pride in Molise, l’Arcigay accoglie e rilancia: “Conoscere per andare oltre i pregiudizi”

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Nella foto Luce Visco

LUDOVICA COLANGELO

“Pride è un termine che significa orgoglio. Orgoglio nel ritenersi liberi di fare con il proprio corpo ciò che si vuole, di poter affermare la propria vera personalità. Nel corso di un Pride si spazia da tematiche come l’interruzione di gravidanza ad argomenti legati ai diritti LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transgender)”.

È in questo modo che, la presidente dell’associazione Arcigay Molise, Luce Visco, descrive i motivi per cui, ogni anno, molte città italiane ospitano un Pride. L’ultimo si è tenuto, lo scorso sabato 3 giugno, a Potenza dove Vladimir Luxuria, ha proposto di realizzare l’evento anche in Molise. Un’idea, in realtà, già emersa lo scorso anno a Caserta.

“Nel 2016 – ha detto, infatti, la leader del gruppo regionale – in occasione del Pride nella città campana avevo detto che nel 2017 anche in Molise ce ne sarebbe stato uno, ma abbiamo riscontrato dei problemi. Tuttavia, ora ho notato che molti corregionali hanno aderito e stanno supportando la proposta di Luxuria. Io stessa, attraverso Facebook, sto cercando di dare visibilità all’idea per raccogliere consensi e cercare, insieme agli altri comitati, di realizzare l’evento”.

Come verrebbe accolto un Pride in Molise? “Nelle ultime ore la proposta dell’ex deputata ha raccolto anche dei commenti negativi. Che, però, a parer mio nascono da una regione che spesso non si ferma a riflettere su tali tematiche argomenti del genere. Parliamo comunque di una comunità dove, nel bene o nel male l’influenza della Chiesa è ancora molto forte. Pensiamo ad esempio come in diversi centri del Molise, dell’approvazione della legge sulle Unioni Civili, le campane delle chiese siano suonate a morto”.

Perché, secondo lei, in Molise il tasso di Unioni Civili non è alto?  “Le persone sono poco pronte e, spesso, preferiscono sposarsi in altre regioni. Si ha paura di minacce, insulti e tanto altro. In Molise, infatti, ne è stata contratta solo una a Campomarino. Mi auguro, però, che la situazione cambi ma credo che  ci vorrà ancora tempo. Il disegno sulle Unioni Civili, inoltre, è stato approvato da poco”.

Un Pride può essere un punto di partenza per fare dei passi avanti in Molise? “Credo che potrebbe essere un evento importante per dare visibilità a chi non ha mai avuto voce in capitolo. La Basilicata, ad esempio,  è una regione molto simile al Molise e lo scorso 3 giugno ha ospitato un Pride. In occasione dell’evento si sono registrate delle polemiche ma anche  adesioni. Alla fine è andato tutto bene”.  

Perché rimanere in Molise nonostante le difficoltà? “E per quale ragione dover allontanarsi dalla propria terra e dai propri affetti. Se si va via non avverrà mai un cambiamento. Bisogna essere coraggiosi anche se non è facile”.

Le associazioni Arcigay spesso parlano di prevenzione. Tema questo che riguarda tutti e sul quale le informazioni non sono mai abbastanza. Cosa mi può dire a riguardo? “Sì, anche durante i Pride distribuiamo del materiale per sensibilizzare le persone alla prevenzione e a una corretta informazione sulle malattie sessualmente trasmissibili. Conoscere in questo senso è la cosa più importante. Spesso, ad esempio, si pensa che chi è sieropositivo oppure affetto da Hiv sia una bomba batteriologica, ma non è così. Se il soggetto colpito è in cura, il margine che contagi un altro individuo è quasi come quello di una persona sana. Ci sono, inoltre, tante altre malattie meno conosciute e sulle quali è, invece, necessario fare una corretta informazione. Nel corso di un Pride si parla davvero di tante tematiche ed è per questo che invito tutti a partecipare oltre che a dare un aiuto. Sempre con la speranza che questo desiderio si realizzi”.

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