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‘Differenti ma pari’, protagonisti gli studenti del Liceo Scientifico ‘Romita’ e ‘Mario Pagano’. Alla Sala Alphaville l’evento finale

Da destra: Vasellino, La Selva, Rubino, de Capoa e Formato

Da destra: Vasellino, La Selva, Rubino, de Capoa e Formato

La Sala Alphaville è stata scenario dell’evento ‘Differenti ma pari… educare al genere per prevenire la violenza di genere’, promosso dagli assessorati alla Cultura e Pari Opportunità e allo Sport e curato dall’associazione ‘Liberaluna Onlus’. Hanno partecipato all’iniziativa gli studenti del Liceo Scientifico ‘Alberto Romita’ e del Liceo Scientifico ‘Mario Pagano’.

“Con questo progetto – ha affermato l’assessore alla Cultura e Pari Opportunità, Emma de Capoa abbiamo voluto attivare in alcune scuole della città, un percorso di sensibilizzazione, informazione e prevenzione, necessario per contribuire ad un profondo cambiamento della cultura che ancora oggi, purtroppo, genera violenza. Ciò è indispensabile perché, come noto, quello della violenza sulle donne e un problema che coinvolge tutta la società, e un problema culturale che necessita di politiche integrate di prevenzione e di protezione delle donne. È un problema che deve richiamare le istituzioni alle loro responsabilità e a fare quanto dovuto per mettere in atto tutte le misure a tutela della vita e delle libertà fondamentali delle donne. Un ringraziamento sentito agli studenti, che hanno partecipato con interesse al progetto, ai dirigenti scolastici del Liceo Scientifico ‘Alberto Romita’ e del Liceo Scientifico ‘Mario Pagano’, ai docenti che hanno seguito il progetto. Un grazie di cuore alla associazione ‘Liberaluna Onlus’, che ha proposto e curato il progetto con professionalità e dedizione”.

“Lo sport – ha fatto eco l’assessore allo Sport, Maria Rubinoè un ottimo veicolo per educare i ragazzi alla parità di genere. Lo sport è uno strumento per l’interazione sociale tra giovani e anziani, uomini e donne, oltre a promuovere la salute fisica e mentale. Favorisce, inoltre, istruzione e comunicazione. Questi sono alcuni dei motivi per i quali è fondamentale inserire anche lo sport in simili progetti”.

‘Differenti ma pari’ è stato un progetto pilota in Molise, nato da un programma di sensibilizzazione, formazione ed educazione denominato “Youth 4 Youth” che, coordinato dall’Istituto Mediterraneo di Studi di Genere (MIGS), è stato sviluppato con il contributo di giovani di cinque paesi dell’Unione Europea, Cipro, Spagna, Italia, Grecia e Lituania, con il supporto delle loro rispettive scuole e organizzazioni partner del progetto, come La Casa delle Donne per non subire violenza, (Italia), Network Europeo contro la Violenza (Grecia), Centro Informazioni per le Donne (Lituania), e il centro di ricerca in Teorie e Pratiche per la lotta alle Diseguaglianze, Università di Barcellona (Spagna).

Da questo programma sono stati realizzati molti progetti da cui sono emersi risultati che hanno evidenziato l’importanza della prevenzione primaria nella lotta contro la violenza di genere all’interno delle scuole o in altri contesti educativi, partendo dal presupposto che pattern di violenza e vittimizzazione si possono sviluppare nella prima adolescenza, diventando velocemente difficili da correggere.

Anche se le conoscenze della violenza basata sul genere possono essere apprese attraverso l’insegnamento, le competenze e i valori come il rispetto, la comunicazione, l’empatia e il pensiero critico, hanno, però, bisogno di essere apprese anche attraverso l’esperienza.

L’apprendimento passa tramite l’utilizzo della modalità operativa denominata “peer education” (educazione tra pari), che permette ai giovani di collaborare tra loro e avere il controllo del processo di apprendimento.

La “peer education” è un metodo educativo in base al quale alcuni membri di un gruppo vengono responsabilizzati, formati e reinseriti nel proprio gruppo di appartenenza per realizzare precise attività con i propri coetanei. Attraverso un apprendimento di questo tipo i giovani sono in grado di conoscere meglio se stessi, e di essere responsabili del cambiamento che si avrà successivamente.

L’evento finale, moderato dal giornalista Giuseppe Formato, è stato aperto da un monologo di Mena Vasellino, ‘Ti amo da morirne’, al quale hanno fatto seguito gli interventi degli assessori Emma de Capoa e Maria Rubino, della presidente di ‘Liberaluna’, Maria Grazia La Selva, dell’attrice Mena Vasellino, e del docente Unimol, Flavia Monceri, e dei rappresentanti di alcuni partner del progetto.

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