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A Palazzo San Giorgio approvato il rendiconto 2016. Soddisfatti Battista, Sabusco e Montanaro, critico Pilone

Il Consiglio comunale di Campobasso

Il Consiglio comunale di Campobasso

Il Consiglio comunale di Campobasso ha approvato questa mattina, mercoledì 24 maggio 2017, il rendiconto 2016. Diciotto i voti favorevoli, nove i contrari.

Piena soddisfazione esprimono il sindaco Antonio Battista e la sua squadra di governo.

“Si tratta di un ottimo risultato – il commento dell’assessore alle Finanze, Massimo Sabuscoperché quello che è stato approvato è un documento contabile perfettamente in equilibrio, dal quale emerge un cospicuo avanzo della gestione finanziaria e inoltre rispetta, in pieno, i parametri nonché gli equilibri di finanza pubblica dettati dal Ministero. Il rendiconto che ha avuto l’ok dall’Assise chiude con un avanzo di gestione, relativo al 2016, di 35milioni di euro; 14 milioni e 800mila euro è il fondo cassa al 31 dicembre 2016. Il conto patrimoniale – continua Sabuscodi 160 milioni di euro è ancora da definire, atteso che il Comune di Campobasso ha attuato i nuovi principi contabili al primo gennaio 2016 così come previsto dal decreto legislativo 118 del 2011, di conseguenza – precisa l’assessore può essere ultimato nel biennio successivo all’adozione dei nuovi principi contabili e quindi entro il 31 dicembre del 2018. Nonostante l’approvazione del conto patrimoniale sia stata differita al 31 luglio del 2017, per le evidenti difficoltà che incontrano le amministrazioni comunali, questo Comune è riuscito a stilarlo e ad approvarlo a fine maggio, direi che è davvero un risultato brillante. Un ringraziamento va all’Aula, ma anche a tutta la struttura che ha lavorato con me”.

“Esprimo tutta la mia soddisfazione per l’approvazione del rendiconto 2016 – le parole del presidente della Commissione Bilancio, Pietro Montanaroabbiamo fatto un buon lavoro in commissione e la rapidità con la quale il Consiglio ha dato il via libera al documento contabile premia l’impegno della stessa Commissione dove, nel corso delle varie sedute, abbiamo passato sotto la lente ogni singolo capitolo grazie anche alla partecipazione dell’assessore Massimo Sabusco e del dirigente Antonio Iacobucci, che hanno chiarito tutti i dubbi, emersi nel corso del dibattito, arrivando così al giorno dell’assise con la piena consapevolezza di quanto scritto nel rendiconto”.

Ha votato no al rendiconto 2016, il consigliere comunale di ‘Democrazia Popolare’, Francesco Pilone, che sottolinea: “Se il bilancio di previsione di un ente è lo strumento con cui l’amministrazione pianifica e allo stesso tempo offre risposte ai bisogni della propria comunità, il consuntivo (o rendiconto) è il documento con cui l’amministrazione certifica, alla fine dell’anno, le spese e le entrate effettivamente sostenute per la gestione dell’ente comunale. Si tratta di una sintesi di fine periodo che serve a rendere conto alla comunità del corretto utilizzo delle risorse a disposizione del Comune, oltre al fatto che attraverso la rendicontazione, in particolare, l’ente locale può determinare il grado di operatività e di efficienza raggiunti con la gestione e, altresì, il rapporto corrente fra le utilità prodotte ed il sacrificio imposto all’utente-contribuente, da cui provengono in prevalenza le risorse consumate. Prima di entrare nel merito dell’analisi contabile del documento, non si può fare a meno di sottolineare il paradosso che ormai tutti possiamo evincere in merito al ritardo attraverso il quale questo documento di rendicontazione finanziaria giunge, nonostante le rassicurazioni avute dal aindaco e dall’assessore lo scorso anno, all’attenzione dell’aula”.

“La legge fissa al 30 aprile di ogni anno la scadenza per l’approvazione da parte del Consiglio comunale – ricorda Pilonema anche quest’anno è arrivata puntuale la diffida da parte del Prefetto con l’avvio delle procedure consequenziali alla mancata approvazione dello strumento contabile. In zona cesarini dobbiamo rimediare a pessime figuri e ad una prassi ormai consolidata di mancato rispetto delle norme. Nel merito delle considerazioni tecniche, una prima osservazione va avanzata in relazione all’entrate per il recupero dell’evasione tributaria. Da quanto si evince anche dalla relazione del Collegio dei Revisori dei Conti, abbiamo un riscosso che si aggira intorno al 27% rispetto all’accertato, spingendo lo stesso Collegio ad invitare l’Ente a porre in essere ogni attività volta ad effettuare un’efficace azione di recupero dell’evasione e ad evitare rischi di prescrizione”.

“Analogo discorsoPilone snocciola un po’ di conti – va fatto per i contributi inerenti i permessi alla costruzione. Ad un aumento dell’accertato che va da 1.182.969 di euro del 2014, a 1.307.000 del 2016, abbiamo una diminuzione della riscossione che passa da 1.013.000,00 del 2014 a 931.000,00 euro del 2016. Come si evince, la forchetta nel 2016 si aggira intorno ai 400mila euro di non riscosso. Una considerazione particolare la merita il discorso inerente le sanzioni amministrative per violazioni del Codice della Strada. Se nel 2014 e nel 2015 bene o male si è avuta un accertato costante pari a circa 450.000 euro (con un riscosso che va dall’80% al 90%), per il 2016 abbiamo un accertato di circa 350.000 euro, che attesta una diminuzione di 100mila euro. Anche in merito alle entrate extra tributarie, parliamo dell’attività gestionale dell’ente, abbiamo un netto calo rispetto sia al 2014 che al 2015. Addirittura rispetto all’anno precedente, e cioè il 2015, abbiamo circa 3.300.000 euro di entrate in meno. Si tratta di quelle entrate che, rappresentando una voce importante su tutto il Bilancio Comunale in termini di introiti (si parla di quasi 11 milioni di euro), vanno a configurare l’attività “imprenditoriale” del Comune, la capacità di gestione aziendale dell’ente, che, così come ribadito dal Collegio dei Revisori dei Conti, continua a registrare forti decrementi. Rispetto allo scorso anno la percentuale complessiva media di copertura è diminuita ulteriormente. Entrando nello specifico, per il Bilancio 2016, relativamente all’impiantistica sportiva si ha un 3,58% di copertura con circa 10.000 €. Di introiti (caso PalaVazzieri). Su 100 che il Comune investe si ha un ritorno economico che non tocca neanche 4. Così come il 12,92% degli asili nido (- 2% rispetto scorso anno). Per ciò che concerne il servizio mensa abbiamo una copertura che sfiora il 66% così come sui mercati comunali dove con il 30,93% scendiamo più di un punto percentuale rispetto al 2015 e addirittura di 5 punti percentuali rispetto al 2014. A tal riguardo, la Corte dei Conti, come ribadito dal Collegio dei Revisori, ha già invitato l’Amministrazione ad una attenta analisi dei costi/benefici relativi proprio ai servizi a domanda individuale”.

Pilone conclude, ricordando quanto riportato dall’organo di revisione nella relazione allegata al bilancio: “È indifferibile porre un forte impulso alla riduzione, attraverso la fase della riscossione, anche coattiva, dei residui; in particolare quelli aventi anzianità maggiore di tre anni, potenziando altresì le procedure relative al recupero dell’evasione tributaria. La riscossione, oltre ad avere effetti positivi sulla gestione finanziaria, migliora il rapporto che influisce sul fondo crediti di dubbia esigibilità, non impegnabile e, quindi, consente di incrementare l’impegno delle risorse disponibili”.

“A tal riguardo – conclude Pilonevoglio solo ricordare che in merito al tema abbiamo proposto, e votato all’unanimità, un ordine del giorno per la costituzione di una Commissione speciale sui residui attivi e passivi. Ad oggi, quella proposta di costituzione, dopo due anni, ancora non viene deliberata seppur discussa in Commissione, ma ancora non licenziata”.

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