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Scuola Mascione, striscioni di protesta nei pressi dell’edificio. “Stanchi di aspettare ed essere educati”

mascione“Scuola aperta a convenienza, la contrada non ha più pazienza”. È solo una delle tante frasi che da ieri mattina, martedì 23 maggio, è possibile leggere su alcuni striscioni apparsi intorno alla recinzione della scuola di Mascione, l’edificio che dal 2 novembre 2016, ha visto sospendere le lezioni scolastiche, così come disposto dal sindaco Battista. E, in effetti, le frasi che capeggiano in contrada Casale sono indirizzate proprio al primo cittadino del capoluogo. “Caro Antonio per le prossime elezioni politiche stai sereno”, si legge, infatti, nei pressi della scuola di una delle contrade più popolose della città. Rimarcando la frase celebre che Renzi disse a Letta prima di prendere il suo posto a Palazzo Chigi, i genitori di Mascione scendono in protesta contro l’amministrazione del capoluogo per “sapere quale sarà il futuro della scuola e quello dei nostri figli”.

Dopo che nel mese di novembre le cinque classi e i circa 70 bambini, da Mascione sono stati spostati nelle aule della Montini, essendo l’edificio di contrada Casale un plesso distaccato dell’Istituto Onnicomprensivo, i genitori esigono ora certezze sui tempi degli esiti degli studi di vulnerabilità che Palazzo San Giorgio, così come per la scuola don Milani, ha commissionato all’Università degli Studi del Molise.

“Sarebbero dovuti avvenire subito dopo quelli della scuola di via Leopardi, ma ad oggi non sappiamo ancora nulla”, dicono le mamme e i papà dei piccoli studenti, ai quali sembra anche strano che l’edificio, che non può ospitare i bambini, sia stato regolarmente seggio elettorale durante gli ultimi referendum e sia rimasto aperto anche in occasione dello slalom dello scorso sabato. “Se una scuola è inadatta lo è sempre”, rimarcano gli stessi che ieri mattina hanno avuto un incontro con il primo cittadino e con il Prefetto di Campobasso, Maria Guia Federico.

“Optare per una scuola vicino casa è stata una scelta operata con convinzione da tutti noi. È vero che il Comune ha messo a disposizione il pulmino per i bambini,  così come è vero che fino a questo momento abbiamo sempre rispettato le scelte fatte dall’amministrazione, però, ora, andando oltre quella che è sempre stata la nostra educazione, vogliamo conoscere il destino di questo istituto, la cui vita e la cui storia è legata a quella delle nostre famiglie e della nostra contrada”, specificano ancora i genitori.

Dal canto suo, il primo cittadino fa sapere come i risultati degli studi dell’Unimol siano in dirittura d’arrivo. Solo in quel momento, infatti, il Comune deciderà se ristrutturare l’edificio oppure ricostruirlo.

Intanto, sul piatto della bilancia ci sarebbero già alcuni fondi per la scuola della contrada. Come stabilito lo scorso 29 novembre da una delibera di Giunta, è già stato stimato un finanziamento da 1.500.000 euro, in parte “finanziato con i mutui Bei per l’edilizia scolastica e in parte con i fondi FSC 2000/2006 in corso di riprogrammazione per 100.000 euro”. Si tratta ovviamente di un documento, il cui contenuto, dovrà essere messo in relazione a ciò che emergerà dallo studio dell’Università.

Su quella che sarebbe, a parere dei genitori, “l’apertura a convenienza della scuola”, Battista specifica come “la scuola non è stata dichiarata inagibile. A meri fini precauzionali sono state sospese le lezioni. Bisogna ricordare però – sottolinea il sindaco – che anche un edificio inagibile, lo può essere per ospitare una scuola, ma non per altri usi. Una struttura può essere ad esempio declassata. L’edificio è rimasto aperto – evidenzia  Battista – perché i tecnici hanno dato parere favorevole”.

Intanto, sulla questione è già stato convocato un incontro per lunedì 29 maggio al quale oltre ai genitori prenderanno parte tutti i residenti della contrada.

fab.abb

 

 

 

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