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Cogliere l’anima di un vino: i futuri sommelier si confrontano con la tecnica della degustazione e incontrano Vinica, l’azienda dove la produzione segue i tempi della natura

WhatsApp Image 2017-05-12 at 12.31.27(1)Qual è la differenza tra bere e degustare? Come avviene la degustazione, ma soprattutto qual è il processo attraverso il quale è possibile “entrare in intimità” con un vino, cogliendo in pieno la sua essenza a partire dall’analisi visiva. Con questa e con tante altre domande si sono confrontati gli allievi del secondo corso di qualificazione professionale per Sommelier di Campobasso. La lezione di ieri sera, giovedì 11 maggio ha avuto, però, una location d’eccezione: l’azienda Vinica di Ripalimosani.

Dopo la visita dello scorso sabato 6 maggio, dove gli allievi hanno avuto modo di poter scoprire come i prodotti targati Vinica siano pura espressione di un territorio, valorizzato attraverso tecniche colturali conservative e soltanto con l’utilizzo di prodotti naturali, sia in vigna che in cantina, ieri sera hanno avuto modo di poter conoscere alcuni vini made in Molise, nonché apprezzare la villa che sorge tra i vigneti. Proprio quest’ultima, sede dell’azienda alla porte di Campobasso, è custode di una storia che, in parte, si intreccia con quella degli anni in cui il Campobasso calcio, in serie B, fece sognare la città.  Proprio in quegli immensi saloni tanti, furono, infatti, gli ospiti d’onore di patron Tonino Molinari, ex proprietario della struttura, visitata da tanti imprenditori che, negli anni ’80, erano a capo delle principali squadre di calcio  italiane.

Dal paradosso della degustazione in cui la soggettività si tramuta in oggettività attraverso strumenti professionali, passando per il colore, la limpidezza, la trasparenza, fino a quelli che sono gli attrezzi del sommelier, gli allievi si sono poi immersi in un nuovo ed entusiasmante percorso conclusosi con la degustazione di un Chianti Classico Riserva Badia del 2008; un Trebbiano Terre degli Osci Vinica del 20015 e un Morgia la Festa Terre degli Osci rosso sempre 2015.

I futuri sommelier sono stati, poi, salutati dai titolari dell’azienda con una degustazione che alle bottiglie Vinica ha affiancato prodotti caseari e salumi tipici del Molise. Una calda accoglienza dell’azienda che, i corsisti, avevano già avuto modo di sperimentare lo scorso sabato durante la visita.

In contemporanea, all’Hotel San Giorgio di Campobasso, si è tenuta invece, anche la seconda lezione sui formaggi per gli allievi del terzo livello del primo corso per sommelier, durante la quale in abbinamento a un formaggio erborinato e uno a pasta filata, sono stati aperti un Château Lamothe Guignard 2013 e un Puntay Lagrein Riserva 2011.

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