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La ministra Fedeli fa visita agli studenti del capoluogo: “Si parli di più di chi opera nelle scuole. Italia simbolo di qualità didattica e formativa”

valeria_fedeliIl tricolore riprodotto con i palloncini, il benvenuto dei piccoli studenti, sia ‘urlato’ che impresso su uno striscione, i papillon rossi dei componenti della Giovane Orchestra. Tutto è stato curato nel dettaglio, nella scuola Montini, per la visita della ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, che già due anni fa aveva fatto tappa nel capoluogo in veste di vice presidente del Senato Valeria Fedeli, in occasione degli Stati Generali delle Donne, tenutisi al Pilla.

Accolta dalla dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Paola Sabatini, dalla dirigente dell’Istituto, Agata Antonelli, dal Prefetto Maria Guia Federico, dal senatore Roberto Ruta, dal presidente Paolo Di Laura Frattura, dal sindaco Antonio Battista e da una nutrita delegazione dell’Istituto, la Fedeli appena scesa dall’auto  si intrattiene, dinanzi la scuola, con i piccoli studenti, scambiando con loro più di qualche parola, prima di poter ascoltare l’Orchestra della scuola esibirsi.

Subito dopo un giro negli uffici amministrativi e nelle classi, dove i giornalisti non sono potuti entrare, la ministra si concede a una dichiarazione ai microfoni. “Sono contenta – dicedi essere qui, pur avendo dovuto disertare la riunione del Consiglio dei ministri. Compiere queste visite, significa andare a toccare con mano quanta qualità didattica e formativa c’è nelle scuole italiane, di cui spesso poco si racconta. Una delle cose che mi dispiace di più è – prosegue, infatti, la Fedeli – che non viene raccontata la scuola che include, che qualifica, che dà strumenti di apprendimento e rende forti i  nostri studenti, sia nel percorso formativo che nel percorso con la realtà”.

Importante per la Fedeli è poi rimettere al  “centro il valore sociale della diffusione del lavoro di tutte le persone che operano nella scuola, perché si opera per il paese e io, – dice –  su questo non amo le divisioni partitiche. Chi gioca sulla scuola non sta pensando al bene collettivo”. “Dare sostegno alla scuola – dichiara la Fedeli rivendicando il lavoro del Governo Renzi e del Governo Gentiloni – significa dare sostegno al futuro di una società e, questo, non deve avvenire solo a parole. Aver scelto di investire economicamente sulla scuola in un periodo particolare è un indice importante, perché viene riconosciuto il valore di questo ambito”. Nelle sue parole ci sono poi gli investimenti fatti sull’edilizia scolastica e la “riattivazione, dopo tre anni, dell’Osservatorio nazionale, dove si determinano finalità condivise e finanziamenti”.

La ministra si dice, inoltre, entusiasta di ciò che ha visto alla Montini, mostrandosi particolarmente colpita dall’esibizione dell’Orchestra evidenzia anche l’importanza dell’arte e della musica nella formazione degli allievi.

La visita un po’ blindata della ministra lascia, però, l’amaro in bocca ai giornalisti impossibilitati a seguirla nel suo giro all’interno dell’edificio e durante gli incontri istituzionali con il presidente della Regione e con il sindaco, ma anche costretti ad attendere molto tempo prima di un’intervista.

Dopo la prima tappa alla Montini, la Fedeli prosegue la sua visita all’Itas Pertini di Campobasso e, infine, all’Alberghiero di Vinchiaturo. Proprio nel piccolo paese alla porte di Campobasso le polemiche diventano più accese, da parte del primo cittadino, Luigi Valente, che si concede a uno sfogo per il suo mancato invito a prendere parte all’incontro con la ministra.

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