Pasquale e Puccio del P&P Acoustic Duo, ospiti a Fossalto. “Attraversiamo l’Italia grazie alla musica e del Molise adoriamo i piccoli borghi”

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P&P Acoustic Duo

LUDOVICA COLANGELO

Chitarra in spalla, batteria a portata di mano e voce da pelle d’oca. In questo modo il P&P Acoustic Duo, composto da Pasquale Riccio e Puccio Chiariello, gira piazze e locali italiani: dalla Campania alla Lombardia e, passando per la Puglia, non può mancare, ogni tanto, una tappa in Molise così come doveva accadere a Fossalto, martedì 9 maggio, prima che il maltempo facesse rinviare il concerto a data da destinarsi.

Puccio Chiariello, chitarrista e voce del duo, infatti, racconta che in compagnia del collega batterista, Pasquale Riccio ha fatto visita alla piccola regione diverse volte e descrive il Molise come “una terra dove si viene accolti sempre con una grande ospitalità e dotata di una natura davvero incantevole”. “Abbiamo suonato – dice Chiariello – anche a Campobasso e della serata, nel capoluogo di regione, ho un bellissimo ricordo. Come poter dimenticare poi il paesaggio e la bellezza dei borghi limitrofi a Termoli. Io –continua – sono attratto dall’antico e alcuni scorci molisani soddisfano a pieno i miei gusti”.

Due percorsi, quelli della coppia campana, che si sono incrociati quasi per caso, un paio di anni fa. “Ci siamo conosciuti – racconta Chiariello – in occasione di una serata tributo a Jimi Hendrix e i Cream. Il gruppo in quell’occasione era composto da due chitarristi, un basso e bisognava cercare un batterista, così, chiamammo Pasquale. Fin dai primi attimi è emersa tra di noi una sintonia e, dopo la prima collaborazione, abbiamo iniziato a lavorare insieme. Nel primo periodo, – prosegue – non suonavamo da soli, ma sempre in trio o quartetto, dopo abbiamo provato a fare dei lavori con batteria e chitarra acustica. L’idea è piaciuta e così è nato il P&P Acoustic Duo”.

Entrambi avete suonato su palchi e con artisti importanti. Esibirsi in occasione della festa patronale in un piccolo paese oppure sul palco dell’Ariston: cosa cambia?  “Sì Chiariello ha vinto Sanremo giovani nel 1996 con i Doc Rock, collaborando, successivamente con artisti come Giampiero Artegiani e Silvia Salemi. Pasquale è stato, con il gruppo Rei Momo, il percussionista di Mango e, sempre con il gruppo, ha condotto una trasmissione su Radio Capital. Crediamo, però, che l’arte o la musica non sia determinata dal luogo. Non conta, infatti, se chi suona si trovi a San Remo oppure in una piccola piazza come potrebbe essere quella di Fossalto il prossimo 9 maggio. L’unica cosa importante è arrivare alla gente. L’energia che impieghiamo nel toccare gli strumenti, su ogni palco, è la stessa”.

Nella musica, spesso, si lavora in gruppo e possono sorgere dei problemi. Come fate a risolvere eventuali incomprensioni? “Ognuno ha dei punti deboli. Ad esempio (dice Chiariello, ndr) io sono pignolo sulla puntualità. In un rapporto di lavoro come il nostro è necessaria la chiarezza e la fiducia reciproca”.

Nel mondo della musica, proprio come in altri ambiti, può non esserci gelosia o invidia? “Dipende dai punti di vista. La gelosia è un sentimento che non ci appartiene. La musica, infatti, è una sola. Coltivare sentimenti negativi non conduce a nulla di buono, ma spezza solo la forza e la volontà. Questo è un aspetto che accomuna molto entrambi”.

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