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Studenti e migranti insieme per ripulire i monumenti della città: con ImbrARTiAMO si mescolano lingue e culture diverse in favore del capoluogo

La conferenza stampa di presentazione di 'ImbrARTiAMO'

La conferenza stampa di presentazione di ‘ImbrARTiAMO’

FABIANA ABBAZIA

Non un semplice slogan, ma un’iniziativa coinvolgente, che riesca a creare curiosità e mettere insieme mani e teste per riportare alla bellezza alcuni luoghi nel capoluogo.

In sintesi, è così che è stata presentata nell’aula di Palazzo San Giorgio l’iniziativa ImbrARTiAMO, progetto a cura dell’assessorato comunale alle Politiche Sociali e Giovanili e dell’assessorato all’Urbanistica e che vedrà impegnati gli studenti del Liceo Artistico e i ragazzi dello Sprar e di alcuni C.A.S. della città.

A presiedere l’incontro, gli assessori Alessandra Salvatore e Bibiana Chierchia, che hanno ringraziato il presidente del Consiglio comunale, Michele Durante, e quello della Commissione politiche sociali, il consigliere Giovanni Di Giorgio.

Un progetto per promuovere l’integrazione e un proficuo scambio culturale, che vedrà gli studenti dell’Artistico al fianco dei migranti, uniti per riportare a nuova luce quei monumenti della città, spesso, presi di mira dai writers e anche abbellire posti dedicati all’accoglienza degli utenti, come lo sportello dell’ufficio per il sociale in via Cavour.

Alcuni dei protagonisti del progetto

Alcuni dei protagonisti del progetto

“Sarà un importante e virtuoso scambio reciproco”, le parole del vice-sindaco Chierchia, che ha poi spiegato come l’iniziativa sarà interrotta solo nei mesi di chiusura delle scuole per ripartire subito dopo con una serie di incontri, alcuni di questi già avvenuti all’interno degli edifici scolastici, a partire dal mese di settembre.

“I protagonisti dell’intervento di riqualificazione diverranno anche sentinelle in grado di vigilare sull’imbrattamento dei muri”, le parole dell’assessore Alessandra Salvatore, la quale ha spiegato come gli studenti avranno anche modo di entrare, grazie a una serie di incontri, all’interno dei luoghi in cui sono ospitati i migranti. “Questo servirà – ha concluso – per far conoscere, da vicino agli studenti, una realtà sulla quale troppo spesso vengono diffusi luoghi comuni e false verità”.

L’iniziativa che vanta anche dell’aiuto del docente universitario Alberto Tarozzi ha “un elevato significato scolastico e sociale”.

“I nostri studenti – le parole della professoressa del Liceo Artistico Manzù, Rosa Soccisono felicissimi, mentre i ragazzi dei Cas e dello Sprar sono certa che avranno anche la giusta pazienza di imparare il significato dell’uso del colore”.

Certi che quella che ha preso il via sarà una “bella esperienza sia per le scuole che per le istituzioni” sono, poi, sia Maurizio Ioia del Cas che Virginio Mirra dello Sprar. Oltre all’ufficio per il sociale, Villa Musenga e altri luoghi del centro città, l’iniziativa coinvolgerà anche un muro nei pressi della scuola di via Berlinguer e il progetto per gli studenti della 4^B e della 1^ A dell’artistico fungerà anche da alternanza scuola-lavoro.

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