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La commissione antimafia a Campobasso, Bindi: “Molise terra di confine per criminalità organizzata, alto rischio infiltrazioni. Non lasciamo questa terra senza la Corte d’Appello”

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La conferenza stampa in Prefettura

In Molise non ci sono insediamenti malavitosi ma il rischio infiltrazioni è alto. Ciò dipende dalla posizione geografica: da un lato, nell’area isernina, spinge la camorra campana, dall’altro le mafie foggiane tentano di fare del Basso Molise un terreno di conquista. Un contesto, insomma, che per sua natura invita le istituzioni e i cittadini a non abbassare mai la guardia. Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti emerso dalla visita della Commissione Parlamentare Antimafia in Molise, avvenuta in Prefettura a Campobasso questa mattina, giovedì 27 aprile 2017, per discutere sul rischio di infiltrazione della criminalità organizzata nella piccola regione, negli ambiti delle imprese, appalti, riciclaggio e simili.

“Ci teniamo – le parole della presidente della commissione Rosy Bindi ai giornalisti – a dire  a questa terra che mantiene intatte le sue caratteristiche e che ha anche la capacità di reagire alle infiltrazioni malavitose, di non abbassare mai la guardia. Ovviamente questo non significa che quello che non c’è ora, non ci potrà mai essere. Non esiste una terra senza alcun tipo di rischio per il futuro, ecco perché è necessario un continuo monitoraggio in una simile realtà di confine come il Molise”.

“Questo aspetto – specifica ancora la Bindy – non ci solleva poi dalla responsabilità di  formulare un appello ai cittadini, affinché siano sempre attenti e collaborativi con le Forze dell’Ordine. Ai magistrati servono le prove, ma ai cittadini bastano degli indizi per segnalare e denunciare, perché è anche da questo che nascono le indagini”.

Un aspetto quest’ultimo, che si ricollega per forza di cose  alla presenza sul territorio di organi di giustizia competenti e alla paventata chiusura della Corte D’Appello di Campobasso, sul cui tema la Bindy con fermezza si schiera per la non soppressione. “Non possiamo – dice –  lasciare questa terra senza la Corte D’Appello. Anche i contesti come quelli molisani dove la situazione appare meno critica di altri, l’esperienza di questi anni ci ha dimostrato che non possiamo mai distogliere l’attenzione”:

Dall’organo collegiale giudicante si passa poi al confronto con la vicina provincia di Foggia, dove solo ieri ha fatto tappa la Commissione, dipingendo un quadro senza dubbio molto più preoccupante di quello emerso oggi in Molise. “Questa regione – ha detto ancora la Bindy – si mostra nettamente differente dall’area foggiana, dove abbiamo riscontrato non carenze di organico, semmai piante organiche non adeguate alle emergenze. Cosa questa, che non si può certo dire del Molise”.

Tuttavia, anche in un territorio come quello regionale, mentre la parte più critica resta quella che fa capo alla Procura di Larino, non è nemmeno da sottovalutare l’aspetto migratorio. “In Molise – ricorda la Bindy – la presenza di migranti non è inferiore a quella di altre parti d’Italia ed è giusto che tale accoglienza sia accompagnata da un certo tipo di sostegno dello Stato, sia per quel riguarda l’assistenza alle persone,  che per la sicurezza del territorio”.

Alta la guardia anche e soprattutto per l’aspetto droga, veicolo di infiltrazioni malavitose, proprio per quanto concerne il confine con la provincia di Foggia, così come per l’usura che in un momento di crisi economica troverebbe terreno fertile in un Molise che più di altre regioni sta soffrendo la crisi economica.

Inoltre, proprio la presenza in Molise di numerosi collaboratori di giustizia sarebbe, poi, indice di un mancato insediamento di organizzazioni malavitose. “I collaboratori di giustizia sono una risorsa preziosa per lo Stato, ma vanno monitorati e proprio la loro presenza in questa regione induce a riflettere su come sia capillare il controllo sul territorio”, conclude la Bindy.

Alta l’attenzione deve restare anche per ciò che riguarda i rifiuti tossici. Così come evidenziato dalla senatrice e giornalista Rosaria Capacchione, “se non c’è un settore che va monitorato più di un altro, quello del comparto trasporti e della logistica va attenzionato maggiormente in virtù della vicinanza del Molise alla Campania”.

Non di minore importanza, in continuità con l’aspetto dell’accoglienza migranti in numerosi centri della regione, resta la questione videosorveglianza non finanziata nei Comuni al di sotto dei 5mila abitanti che pure ne avrebbero necessità. Tuttavia, come evidenziato dai membri della commissione, un risparmio in altri comparti o facendo in modo che il Molise possa rientrare nei finanziamenti del Ministero degli Interni potrebbe ovviare la questione delle sovvenzioni regionali anche per i piccoli centri.

fab.abb

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