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Storie di giovani / Laura Marianera, con un kit anti malocchio made in Molise sul podio del più importante concorso internazionale di design

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La giovane campobassana Laura Marianera

FABIANA ABBAZIA

“Togliere il malocchio” ora non è più solo un antico rito confinato in Molise, ma questa antica tradizione ha varcato i confini regionali per diventare addirittura patrimonio internazionale. A far fare questo salto di qualità, ma soprattutto di visibilità, a una pratica che in molti portano ancora avanti, ci ha pensato Laura Marianera, giovane di Campobasso che, con un apposito kit pensato per poter “togliere il malocchio”, ha vinto il bronzo per la categoria “Cultural Heritage and Culture Industry Design Category” nella più grande e diffusa competizione internazionale di design al mondo: A’ Design Award & Competition.

Laura, che attualmente lavora come grafica a Firenze e sta per prendere la Laura specialistica, nel 2014 con una tesi triennale in Disegno Industriale all’Università di Firenze, aveva sviluppato tre progetti legati a tradizioni, superstizioni e cibi molisani. Oltre al kit con cui ha ottenuto il prestigioso riconoscimento, la giovane del capoluogo aveva realizzato altri due progetti, uno legato alla pizza scema di Baranello, tipica del giorno di San Martino, e uno relativo alla ‘Ndocciata di Agnone legata alla tradizione di portare una ‘ndoccia davanti casa dell’amata per chiederle di sposarla.

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Il kit “Occhiataccia”

Tuttavia, tra i tre progetti il ritual kit, denominato “Occhiataccia”, le è sembrato quello più adatto a una giuria internazionale. “In moltissime culture – racconta infatti Laura –  ci sono riti e tradizioni simili e, oltre a essere particolarmente legata a  questo progetto, mi è sembrato quello più facile da spiegare”.

È stato così che, una volta sviluppato il progetto, lo stesso è stato prototipato in ceramica da un’azienda di  Vinchiaturo che ha realizzato sia il prodotto che la decorazione. Ne è derivato un “attrezzatura anti malocchio” dal design raffinato e moderno. Originale e innovativo anche il packaging, parte integrante degli altri strumenti, dove è riportata la guida di utilizzo.

Insomma, sembra proprio una di quelle cose che non dovrebbero mai mancare in una casa: sia delle persone più anziane, sia di quelle più giovani, che ancora in Molise conoscono e praticano una delle più antiche tradizioni. E chissà che ciò non possa avvenire: la speranza è trovare un imprenditore che decida di mettere il kit in produzione. “Sarebbe davvero bello – dice Laura – poter vedere questo prodotto in vendita, magari come souvenir per chi viene in Italia e in Molise e ha voglia di acquistare un oggetto che racchiuda antiche tradizioni di un popolo”.

Un modo originale e innovativo per poter esportare il Molise, attraverso un gadget Made in Italy, realizzato da chi pur decidendo di studiare e vivere fuori dal contesto regionale continua ad avere un rapporto molto stretto con la piccola regione. “Il cibo e la montagna”, dice infatti Laura sollecitata a pensare a due cose che più le mancano di un Molise, dove i collegamenti di trasporto rappresentano purtroppo ancora la nota dolente che spesso impedisce a chi vive fuori di tornare più di frequente.

“Chi si trova in altre parti d’Italia e magari vorrebbe tornare più spesso è però scoraggiato dai collegamenti e soprattutto da tutte le vicissitudine che accadono sul treno Roma – Campobasso”. Insomma, se il Molise, con tutti i suoi riti e le sue superstizioni esiste, così come ora dimostra anche un premio internazionale, dovrebbe, però, trovare anche il modo di essere finalmente raggiungibile per chi ha scelto di scoprirlo.

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