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L’Egam è legge, ma la maggioranza si spacca. Frattura: “Nessuna privatizzazione” Iorio: “Non è detta l’ultima parola”. M5S: “Teatrino dell’assurdo”

La legge istitutiva dell’Egam, il nuovo ente di gestione idrica integrata del Molise,  è stata approvata oggi, giovedì 13 aprile, in Consiglio regionale con 10 voti favorevoli. Una maggioranza spaccata quella del numero uno del Molise che ha visto quattro consiglieri di centrosinistra dire ‘no’ all’istituzione dell’Egam. Si tratta di Massimiliano Scarabeo, Francesco Totaro, Michele Petraroia e Vincenzo Niro. Astenuta, invece, la consigliera Nunzia Lattanzio. Assente al momento del voto in aula Giuseppe Sabusco.

Si chiude così un dibattito lungo e contrastato durato mesi, che ha visto comitati e sindaci scendere più volte in strada per manifestare con quella che da più fronti è stata definita la “privatizzazione dell’acqua”.

Il risultato di oggi “non è stato facile da raggiungere”, ha detto Frattura che ha subito dopo rimarcato “l’importanza della decisione presa”. “Abbiamo adesso a disposizione dei nostri comuni uno strumento utile per un miglior utilizzo dell’acqua, con conseguente riduzione degli sprechi e un costo uguale dell’acqua per tutti in Molise. Non ci sarà più differenza tra comune e comune e il servizio lo garantiremo nella stessa misura ovunque. L’associazione istituzione dell’Egam uguale privatizzazione dell’acqua è una falsità strumentale, detta – ha precisato – per allarmare senza alcuna ragione reale i cittadini molisani”.

“L’acqua per noi è bene pubblico, il bene pubblico per eccellenza, e dalla sua tutela, dalla giusta valorizzazione dell’acqua, dal giusto consumo ci siamo mossi per l’istituzione dell’Egam. Che (e non è un semplice inciso, questo) un obbligo di legge. In realtà, siamo anche in ritardo rispetto al resto delle regioni italiane. Egam è ente di governo dell’ambito del Molise per il servizio idrico integrato. Dunque acqua. L’obiettivo principale – ha detto ancora il governatore –  è quello di fornire ai cittadini un servizio di qualità anche attraverso la riduzione delle perdite acquedottistiche, il monitoraggio delle reti, la gestione efficace degli impianti di depurazione. Con l’istituzione dell’Egam – ha poi concluso Frattura – andiamo incontro proprio alle difficoltà crescenti che, soprattutto i piccoli Comuni incontrano nella gestione efficiente dei servizi pubblici in generale e del servizio idrico in particolare”.

Ma è innegabile come la maggioranza di Palazzo D’Aimmo sia spaccata e come probabilmente ciò potrà influenzare le coalizioni del prossimo appuntamento elettorale.

Dal canto suo, subito dopo l’approvazione a tuonare contro quanto stabilito in Consiglio regionale è stato l’ex presidente del Molise, Michele Iorio che ha evidenziato soprattutto come “l’Egam sia diventato legge senza maggioranza”.

“E’ sorprendente – il commento di Iorio – leggere soddisfazione sui volti della Giunta regionale per l’approvazione di una legge, avvenuta in aula senza i numeri. Se non ci fosse stata l’astensione di chi aveva dichiarato di agire per il bene del Molise, con i suoi 10 voti il governo Frattura infatti non sarebbe andato da nessuna parte”. Il riferimento nemmeno tanto velato è alla cosigliera Lattanzio che, a differenza di quanto dichiarato in precedenza, ha preferito astenersi.

“Si è verificato, in poche parole, – ha detto ancora Iorio – ciò che noi di centrodestra sospettavamo e che questa mattina ci aveva spinti ad abbandonare l’aula chiedendo ai dissidenti della maggioranza di seguirci. Era l’unica soluzione per stanare le posizioni ambigue di chi è troppo abituato a predicare bene, salvo poi comportarsi in maniera contraria nei momenti cruciali. Gli esponenti di questo centrosinistra ci hanno abituato a tutto, anche ad addossare a noi di centrodestra platonici accordi con il governo Frattura, salvo poi scoprire che la stampella sono, come sempre, proprio loro nonostante le dichiarazioni da finti oppositori. Resta il fatto che il Consiglio regionale oggi ha approvato una legge vergogna. Ma non è detta l’ultima parola. Noi di centrodestra andremo fino in fondo e valuteremo tutte le strade per ostacolarne l’applicazione.

“Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: la Regione Molise – precisa Iorio – ha già un ente pubblico per la gestione dell’acqua ed è Molise Acque. E nonostante le affermazioni del presidente Frattura, l’ente godeva di ottima salute prima dell’arrivo del centrosinistra. Infatti, questo governo dovrebbe spiegare ai molisani come mai Molise Acque ha un debito di 32 milioni per l’energia elettrica e, al contempo, ha parcheggiato in un cassetto una determina dirigenziale dell’allora direttore generale Giorgio Marone che nel 2014 aveva individuato la modalità di risparmio facendo scendere il costo dell’energia da 13 a 8 milioni all’anno e che, in termini percentuali, avrebbe prodotto un vantaggio non di poco conto per l’azienda pubblica”.

“Per quanto riguarda la fornitura dell’acqua da parte del Molise ad altre regioni  siamo costretti a ricordare che fino ad aprile 2014 proprio la Regione Campania aveva azzerato il debito. Inoltre, all’insediamento del governo di centrosinistra era in corso una trattativa volta ad inserire nell’Accordo di Programma anche le acque di Venafro con un introito per il Molise che passava dai 4 ai 20/25 milioni annui. Che cosa è stato fatto dalla Giunta Frattura per applicare questo protocollo?  Accanto a queste gestioni fallimentari oggi ci ritroviamo anche l’Egam approvata con 10 si, 9 no e un’astensione. Ovviamente per il bene del Molise”, conclude ironicamente Iorio.

A tuonare indistintamente su centrosinistra e centrodestra sono stati poi i pentastellati. “La discussione in Consiglio regionale sulla riforma del sistema idrico integrato – hanno fatto sapere dal Movimento 5 Stelle si è trasformata nel teatro dell’assurdo.  Abbiamo assistito da un lato a un centrodestra che ha cambiato strategia in corso: prima ha deciso di non partecipare al voto, per giunta compromettendo un emendamento chiave che poteva garantire la gestione pubblica dell’acqua.  Dall’altro il centrosinistra si è mostrato dilaniato tra correnti e strategie, la maggioranza ha traballato e lo abbiamo letto negli occhi di tutti i presenti. Noi siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni, fieri della nostra coerenza.  Eravamo pronti a tutto pur di far cadere una legge nata male e cresciuta peggio. Gli altri hanno provato a rincorrerci e a trascinarci appresso alle loro strategie. Noi siamo andati avanti per la nostra strada, certi delle nostre idee. Restano senza risposta i nostri dubbi sulla strada percorsa che con ogni probabilità non porterà alcuna garanzia per una gestione pubblica dell’acqua, sulle risorse finanziarie che dovranno impiegare i Comuni per l’istituzione e il funzionamento di Egam, nonché sui rapporti che potranno instaurarsi con Molise Acque. Ma soprattutto i costi per i cittadini aumenteranno.  Comunque sia ora – concludono i grillini – la palla passa ai sindaci che hanno una grande responsabilità”.

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