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Piazza Municipio non si riempie per la manifestazione a difesa della sanità pubblica. In pochi per difendere il diritto alla salute

sanitàFABIANA ABBAZIA

I numeri non sono quelli sperati dai promotori e nemmeno quelli di un anno fa: piazza Municipio non si riempie. Probabilmente per la Giornata Mondiale della Salute, che in Molise ha assunto più i connotati di una protesta contro il governo regionale, non tutti sono disposti a “metterci la faccia” a poco meno di 10 mesi dalle prossime elezioni regionali.

Tra le bandiere spiccano, però, quelle del Movimento Cinque Stelle e della Sovranità Nazionale, della Cgil, delle Mamme per la Salute, mentre a metterci la faccia ci sono il sindaco di Campobasso, Antonio Battista, le assessore Emma de Capoa e Alessandra Salvatore, il presidente del Consiglio, Michele Durante e i consiglieri Maurizio D’Anchise e Lello Bucci. In piazza anche tutti i rappresentanti pentastellati di Palazzo San Giorgio.

Tra i sindaci molisani si vedono Vincenzo Notarangelo primo cittadino di Larino, Giacomo Lombardi di Roccamandolfi, Gigino D’Angelo di Montefalcone nel Sannio.

Presenti anche la vicepresidente dell’assemblea Pd, Costanza Carriero, l’ex consigliere regionale Antonio D’Ambrosio, i consiglieri di minoranza a Bojano, Massimo Romano e Carlo Perrella. In Piazza anche il senatore Augusto Massa e l’ex presidente della Provincia di Campobasso e attuale consigliere di minoranza a Montenero di Bisaccia, Nicola D’Ascanio. Oltre ai rappresentanti della Cgil, anche i sindacalisti della Fials  e della Uil, rispettivamente Carmine Vasile e Pasquale Guarracino.

Ad aprire il comizio è proprio il sindaco di Campobasso che fa il punto sull’importanza di prestazioni sanitarie accessibili a tutti. “Mi batto insieme a voi affinché venga salvaguardato l’universale diritto alla salute, che deve essere davvero di tutti, non solo di chi vive nelle realtà dove esistono e operano strutture più o meno grandi. È chiaro – dice ancora Battista – che occorre un’inversione di tendenza: il sistema sanitario nazionale deve avere adeguati finanziamenti, mezzi e strumenti per garantire realmente i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). L’unica riduzione accettabile, anzi necessaria, riguarda il taglio degli sprechi e l’eliminazione delle inefficienze. Va da sé che – conclude – va rivista anche la riorganizzazione con il privato convenzionato che non deve oltrepassare alcune soglie percentuali sulla totalità del servizio pubblico”.

Applausi e consensi subito dopo per il discorso di Andrea Di Biase dell’Unione degli Studenti quando parla di un Forum a difesa della Sanità Pubblica “immune ai partiti che invece vorrebbero mettergli il cappello. Il Forum – dice Di Biase  – è senza colore e continuerà a battersi per impedire che la privatizzazione depotenzi il pubblico”.

Sullo sfondo anche i temi del diritto allo studio e al lavoro, ripresi dal sindacalista Franco Spina per il quale è fondamentale cambiare le regole del gioco per divenire “protagonisti e non spettatori”.

A Spina fa seguito la testimonianza di Emanuela, mamma di Montenero di Bisaccia che, insieme ad altre mamme, ha dato vita a un coordinamento dopo che in paese è avvenuta la chiusura del servizio ambulatoriale di pediatria e di igiene. Emanuela racconta delle 700 firme raccolte e protocollate agli enti competenti che, dallo scorso 2 febbraio, non si sono ancora pronunciati.

In chiusura il racconto del “Santo bevitore. Storia romanzata della sanità molisana”,  interpretata dalla voce dell’attore Flavio Brunetti. Una storia ambientata nel contado molisano, “dove sono nate due grandi cliniche private a spese della Regione e dove, la chiusura di una delle due viene scongiurata da un vescovo al quale si sono affiliati i comunisti”. E così, mentre il Molise si impoverisce a suon di tasse, a franare nelle piccola regione, sono tutte le strade, “anche quelle infinite del Signore”.

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