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Strade dissestate e frane non mappate, cosa sarà dei piccoli centri del Molise?

strada_triventoFrane, dissesti idrogeologici, smottamenti e alluvioni sono dei temi conosciuti agli occhi del Molise e che, secondo uno studio Ispra, la maggior parte dei Comuni italiani ha il rischio di dover affrontare.
Cosa accade, però, se  questo pericolo diviene la quotidianità? Accade che i pendolari ogni giorno mettono a rischio la propria vita e accade anche che i piccoli borghi vadano scomparendo, delineando nella regione un futuro con soli tre centri abitati.

Tra le strade dissestate c’è quella che collega Trivento ai paesi circostanti a Campobasso, ma anche il Molise all’Abruzzo e a molte località di montagna come Agnone (GUARDA IL VIDEO). Un’importante punto di contatto per la piccola regione, attraversato ogni giorno da mezzi di trasporto pesanti, veicoli agricoli, automobili ma che, nonostante questi aspetti, riversa da più di due anni in condizioni poco favorevoli alla viabilità.  Testimone di ciò è Domenico Santorelli, sindaco del paese. “Le prime lesioni consistenti del tratto stradale – afferma il primo cittadino  – sono state registrate tra il 2014 ed il 2015.”
Un inverno, quello citato dal sindaco, che ha visto il Molise prima imbiancato da diversi centimetri di neve e successivamente colpito da abbondanti piogge.

Si potrebbe pensare, nell’osservare il tratto stradale, che dal 2015, gli interventi di ripristino non siano mai avvenuti. Il sindaco Santorelli, in realtà, rammenta di diversi piccoli lavori nel corso dei due anni, alcuni attivi anche in questi giorni. “Ci  sono state alcune opere di ristrutturazione dal 2015. Ciò grazie alla continua collaborazione con la Provincia. Peccato –  continua il numero uno di Trivento – che i fondi non siano sufficienti per realizzare un intervento consistente e duraturo nel tempo”.
Problemi legati alla quotidianità che dilatano i tempi per raggiungere delle località, esponendo i cittadini ogni giorno a una serie di rischi. Situazioni che, come afferma il primo cittadino di Trivento, incidono anche sulle decisioni di vita della popolazione. “Diverse sono le persone che decidono di non affrontare un’odissea ogni giorno o di rimanere bloccati in un paese e così – dice – sempre di più sono quello che prendono casa e decidono di vivere direttamente nel capoluogo di regione”.

Uno spopolamento, quello descritto dal primo cittadino, legato non solo alla natura, ma anche e soprattutto all’incuria dell’uomo e che rischia di cambiare per sempre il volto di una regione.

Proprio di questo tema, in realtà, si è discusso anche questa mattina, giovedì 6 aprile, nel programma di Rai 3 ‘Agorà’. Una troupe della nota trasmissione era, infatti, in diretta proprio da Civitacampomarano, il piccolo paese molisano minacciato da un’enorme frana.

Uno dei borghi più belli d’Italia si salva o non si salva? Questa la domanda alla quale ha cercato di rispondere con veemenza il conduttore, Gerardo Greco, interpellando prima il geologo Pierfederico De Pari e poi il primo cittadino di Civitacampomarano, Paolo Manuele.

Una domanda alla quale ora, come hanno evidenziato entrambi, non è facile rispondere. Al momento, infatti, la necessità è quella di mappare e monitorare un fenomeno che, come ha ribadito il sindaco, non era stato nemmeno mappato dall’IFFI, Inventario Fenomeni Franosi in Italia. “Dalle indagini geognostiche e di monitoraggio avremo i riscontri per sapere cosa e come fare. Perché dobbiamo coniugare all’intervento economico, soprattutto la salvaguardia del borgo e di chi lo abita”, ha concluso Manuele.

E cos,ì nonostante la paura della popolazione, la comunità di Civitacampomarano non si arrende e, oltre alla raccolta fondi, si adopera per la seconda edizione del CVTà Street Fest, mentre non solo il Molise, ma tutto lo stivale continua a franare inesorabile, per una prevenzione dei fenomeni che da troppi anni viene rimandata.

lud.col.

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