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Auto blu, top manager e bagni chimici: gli esposti dei 5 Stelle tra Corte dei Conti e Procura

cinque_stelleI rappresentanti del Movimento Cinque Stelle al Comune di Campobasso tornano sulla discussa questione dell’auto a disposizione del sindaco di Campobasso, Antonio Battista, e dei vertici di Palazzo San Giorgio, acquistata a circa diciottomila euro e guidata da personale sprovvisto della relativa patente.

Sul caso, relativamente al quale i pentastellati hanno presentato sia un esposto alla Procura che alla Corte dei Conti, ciò che Gravina, Cretella, Praitano e Felice contestano è l’utilizzo improprio di fondi che sarebbero dovuti, invece, servire alla manutenzione delle strade. Come evidenziano gli stessi, “l’acquisto dell’auto è avvenuto tramite proventi delle sanzioni amministrative pecuniare che, in base all’articolo 208 del Codice della Strada serve per tutt’altro”.

Ma il Movimento Cinque Stelle, come già fatto in precedenza, torna anche e soprattutto sulla nomina del manager Antonio Iacobucci e sui relativi esposti presentanti nel momento in cui il manager assunse l’incarico.

“Di fatto – sottolinea Praitano – Iacobucci assume funzioni da direttore generale, seppur sulla carta, come dicono in maggioranza, sia stato inquadrato come un dirigente”. “Basti pensare – aggiunge Gravina – che è stato lo stesso Iacobucci a chiedere alla motorizzazione l’aggiornamento del libretto di circolazione per l’auto acquistata”. E sempre sulla figura del top manager i grillini hanno scritto sia al Nucleo di Valutazione del Comune, sia al Collegio dei Revisori.

Archiviato è stato, invece, l’esposto relativo alla figura di Enza Iannetta all’interno del Cda della Sea, la società partecipata del Comune capoluogo. Sul caso, infatti, sempre i rappresentanti del Movimento 5 Stelle avevano evidenziato una serie di ombre, legate all’ipotetico ricorso che Iannetta inserita, alle scorse amministrative, nei cartelloni elettorali con il nome di Enzo al posto di Enza, poteva effettuare e che non ha, invece, avanzato.

Focus anche sui cosiddetti servizi igienici autopulenti per i quali il Comune ha liquidato una fattura di 20mila euro più iva. “Secondo le carte – spiega Cretella – tali soldi sarebbero serviti per il servizio igienico presente all’interno del Castello Monforte che, come tutti sanno, risulta chiuso e inutilizzabile. Ma, – prosegue – quando abbiamo chiesto delucidazioni in merito ci hanno riferito che il pagamento era relativo anche ai servizi igienici predisposti alla Casa degli Angeli nel periodo gennaio 2016, luglio 2016, nonché alcuni servizi relativi al 2010 che sono stati pagati ben sei anni dopo. Quello che contestiamo in questo caso, non è tanto la cifra, quanto il modo di operare”.

A Cretella fa eco Praitano: “La cosa assurda è che questa amministrazione continua ad andare avanti senza alcuna programmazione. Sembra quasi che nel momento del bisogno, parta la solita telefonata alla ditta fornitrice e il politico di turno, come di consueto, si occupi solo dopo delle carte”.

Proprio sui bagni pubblici interviene anche la Felice, ricordando le condizioni in cui versano i servizi della città. “Se si lavorasse con una programmazione precisa, il Comune – dice – invece di spendere ogni anno a Corpus Domini 9 mila euro per il noleggio sei servizi igienici, con quel denaro, potrebbe non solo sistemare le strutture permanenti della città, ma addirittura comprare i bagni chimici, che sul mercato hanno un valore non superiore a 1200 euro, mentre la manutenzione è stimata tra i 30 e i 50 euro”.

Tra questioni irrisolte, vecchie e nuove, i pentastellati portano avanti le loro battaglie che in pratica li vedono, ormai dall’inizio del mandato, fare la spola tra le aule di Palazzo San Giorgio e quelle della Procura e della Corte dei Conti.

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