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Iorio, Fusco Perrella e Cavaliere: “Non abbiamo votato nessuna fiducia a Frattura. Per il piano operativo sanitario siamo aperti alla collaborazione ed è stato il centrosinistra ad approvare le nostre modifiche al documento”

Fusco Perrella, Iorio e Cavaliere in conferenza stampa

Fusco Perrella, Iorio e Cavaliere in conferenza stampa

GIUSEPPE FORMATO

Michele Iorio, Angela Fusco Perrella e Nicola Cavaliere, i tre esponenti del centrodestra in consiglio regionale, hanno convocato la stampa nel pomeriggio di martedì 17 giugno, per chiarire alcuni aspetti di quanto accaduto durante l’assemblea a Palazzo Moffa il giorno precedente.

“Non abbiamo mai votato la fiducia al Governatore Frattura – ha tuonato l’ex Presidente della Regione, Michele Iorio –, poiché nessuna richiesta di fiducia è stata richiesta, neppure nel documento successivamente approvato dall’aula. Quest’ultimo, tra le altre cose, è stato modificato da noi del centrodestra ed è stato Frattura a condividerlo. Occorre partire da più lontano: è stato il centrodestra a chiedere un consiglio regionale monotematico sulla sanità, preoccupati dal prossimo tavolo tecnico di Roma, dove sarebbe arrivato il piano operativo sanitario, sottoscritto dal Presidente Frattura e dal Commissario Rosati. Per noi quest’ultimo, in tema di posti letto, non era equilibrato tra privato e pubblico, in favore dei primi. Abbiamo indicato la strada da seguire per gli ospedali privati più importanti, la Cattolica e la Neuromed. Al contempo, però, tra pubblico e privato non deve esserci concorrenza, ma collaborazione. È normale, comunque, che le reti di emergenza, che sono l’unico vero diritto inalienabile dei cittadini, deve restare in mano al pubblico. Immaginate cosa succede se il piano di emergenza va in mano al privato e questo fallisce. Viene a mancare, in regione, questo diritto inalienabile. Nella rete di emergenza, comunque, il piano presentato da Frattura e Rosati aveva delle lacune, come l’emodinamica, da effettuare all’infartuato il prima possibile e il cui punto d’appoggio deve stare nel raggio dei 50 chilometri. Per questo motivo avevamo individuato le tre strutture di Termoli, Campobasso e Isernia, dove effettuare le prime cure in caso di emergenza. E nell’ottica delle strutture di emergenza il nosocomio del capoluogo deve essere struttura più importante di primo livello; Termoli e Isernia di secondo. Nel piano sottoscritto da Frattura e Rosati non è chiara questa differenziazione, così come il rapporto col privato, che potrebbe essere compartecipe di tali attività emergenziali. Questi sono i principi che ci hanno portati a criticare il piano operativo di Frattura e Rosati, mettendoci contro la struttura commissariale, ma siamo pronti a collaborare. Il Governatore, così, ha accolto le nostre tesi e ha trasformato il piano operativo in proposta da far approvare al Consiglio regionale, dopo essere passato per la Giunta e la commissione. Questo è accaduto e nessuna fiducia abbiamo votato a Frattura. Non abbiamo seguito la scia dei grillini, che sono contrari a tutto a prescindere. Se esistono dei problemi nella maggioranza di governo, noi non entriamo nel merito. Noi abbiamo avuto il coraggio di dire la nostra su un argomento delicato e non abbiamo fatto come sta facendo il segretario regionale del Partito Democratico, Micaela Fanelli, che sta nel limbo e non si pronuncia su nulla. Non possiamo stare, in questa fase delicata, dietro alle diatribe interne del Partito Democratico con il senatore Ruta che sta contro il Governatore Frattura, il quale non condivide la linea dell’assessore regionale Scarabeo, oppure con il vicepresidente della Giunta, nonché assessore, Petraroia, che sta contro al mondo intero”.

I tre esponenti del centrodestra hanno, così, proseguito, chiarendo alcuni fondamentali aspetti: “Innanzitutto, la questione dei posti letto, che sono stabiliti nella misura del 3×1000, il che vuol dire 1.060 posti per la regione Molise. Nel nostro piano operativo questo numero comprende anche coloro che utilizzano le nostre strutture sanitarie, provenendo da fuori regione. La Regione Lombardia, ad esempio, defalca i posti letto utilizzati da chi va a curarsi da fuori regione, mantenendo quel parametro del 3×1000 sull’effettiva popolazione lombarda. Non possiamo permettere che i molisani debbano andare fuori regione perché non ci sono posti letto, perché utilizzati dai non molisani. Per quel che riguarda il ridimensionamento degli ospedali, un discorso a parte merita Agnone, in quanto nosocomio situato in una zona di montagna. Per gli ospedali di Larino e Venafro, invece, prima di chiudere il reparto di medicina bisogna prima creare le RSA. Sulle strutture sanitarie di Agnone, Larino e Venafro chi ha grosse responsabilità è Frattura e la sua coalizione di governo, che hanno fatto tante promesse. Noi, per dire la verità sul da farsi, abbiamo pagato in termini di voti, ma quanto meno siamo stati onesti. Ero contrario al commissario da presidente e lo sono ora da capo dell’opposizione – ha incalzato Michele Iorio –. Per noi il ritiro del piano sanitario, così come era stato proposto, è stato un successo. Abbiamo aperto la strada al dialogo per il bene della sanità in Molise e speriamo che le nostre istanze saranno accolte”.

È intervenuta anche il consigliere regionale Angela Fusco Perrella, che ha sentenziato: “Finalmente il Molise ha riscoperto il ruolo del Consiglio regionale, trasformato sinora in altare sconsacrato, dal quale pontificare e dare lezioni di etica morale ai responsabili di tutti i mali della Regione Molise. Dopo anni ci si accorge che la responsabilità delle scelte del riordino sanitario sono del subcommissario Basso, quando due anni fa si invocava l’arrivo del commissario. Restano indelebili le parole di un’interrogazione parlamentare di Di Pietro, che accusò Iorio, la cui gestione della sanità disse l’ex leader dell’IdV “è stata a esclusivo uso di parte, chiedendo la nomina di un commissario ad acta”. Ora ci si è accorti che occorre far fronte comune a Roma per rivendicare quella autonomia e quelle scelte che sono proprie della Regione e dei cittadini. Dopo aver invocato in aula la dignità di consigliere e di persona, finalmente possiamo avere la parola ed essere rispettati e chiamati a collaborare e la richiesta è un patto di responsabilità istituzionale. L’ordine del giorno presentato dal presidente Frattura è stato approvato dal Consiglio regionale, grazie alla modifica inserita nel testo su indicazione della minoranza di centrodestra “di considerare il documento illustrato dal presidente della Giunta regionale come atto di indirizzo propedeutico all’approvazione di un piano operativo da parte del Consiglio regionale entro il termine perentorio di 30 giorni”. Nella considerazione sulla fattibilità del Piano Operativo 2013-2015 inviato dall’Asrem al Consiglio regionale si sottolinea come una delle principali criticità del sistema sanitario della regione sia il rapporto con il sistema dei privati convenzionati, spesso visti come antagonisti del sistema pubblico; tutto questo nonostante il sistema di accreditamento sia improntato alla logica della parificazione e collaborazione tra strutture pubbliche e private. Viene, inoltre, suggerito di riconfermare l’oncologia al ‘Veneziale’ di Isernia, la diabetologia al ‘Cardarelli’ di Campobasso e prevedere la riconferma di alcune attività che erano state soppresse, come l’otorino a Isernia”.

Dal centrosinistra – Intanto, la Giunta regionale è al lavoro per la definizione e l’approvazione della proposta di legge sulla “Programmazione sanitaria regionale per il triennio 2013-2015”. Nel pomeriggio il voto unanime dell’esecutivo. “Con l’approvazione della proposta di legge – ha affermato Frattura -, abbiamo dato immediato riscontro all’ordine del giorno assunto dal Consiglio regionale sui programmi operativi 2013-2015. La nostra proposta da domani al vaglio della commissione consiliare competente che potrà attivarsi subito per arrivare alla discussione in aula ben prima del termine perentorio di trenta giorni che ci siamo dati per completare il percorso individuato da quest’assise”.

“È arrivata – ha poi comunicato il governatore –, una nota del Tavolo tecnico di rinvio della riunione convocata per domani al prossimo 25 giugno in considerazione della discussione sul patto della salute. Chiederò una richiesta di ulteriore rinvio in attesa del pronunciamento del Tar con l’udienza fissata al 3 luglio”.

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