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Il lavoro che non c’è nelle parole della Boldrini all’Unimol. “Ripartire con gli investimenti pubblici, basta austerità”

boldrini unimol

L’arrivo della Presidente della Camera, Laura Boldrini, all’Unimol

C’è il lavoro al centro del discorso di Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, intervenuta questa mattina, sabato 1° aprile nell’aula magna dell’Università degli Studi del Molise, per l’inaugurazione del nuovo anno accademico.

Dai 60 anni dalla nascita dell’Europa che per la Boldrini andavano celebrati in maniera solenne, perché “in fondo – dice – nessuno ci avrebbe mai scommesso che saremmo arrivati a questo punto, garantendo 60 anni ininterrotti di pace, nonostante fossimo messi a dura prova da muri, fili spinati e dalla Brexit. Eppure – prosegue – ce l’abbiamo fatta, ed è proprio nell’importanza dell’Europa che bisogna tornare a credere per guardare al futuro”. La presidente non nega nemmeno come l’Italia sia stata, però, messa a dura prova dalla crisi economica e dal forte tasso di disoccupazione, ancora troppo alto rispetto a quello medio europeo.

“In questi anni abbiamo visto persone perdere il lavoro, artigiani abbassare le saracinesche e troppi giovani perdere la speranza nel futuro”. Ma proprio loro devono ritrovare quella fiducia e hanno diritto a tutte quelle cose, come ad esempio la concessione di un mutuo, che solo il lavoro può garantire.

Per la Boldrini la flessibilità del mercato del lavoro non ha rappresentato, infatti, la soluzione. E allora, proprio in un periodo di crisi non si può continuare a tagliare, ma è necessario iniziare a investire, guardando anche al mondo in cui il lavoro cambierà nel futuro. Ripartire dal patrimonio culturale, ma anche dalla messa in sicurezza del territorio, dalla green economy e, soprattutto, dalle infrastrutture, sia materiali che immateriali, come la banda larga, diventa la priorità.

La Boldrini torna anche sulla questione delle aree periferiche, e sulla salvaguardia dei patrimoni dei “nostri borghi, custodi di storia e bellezza”, accogliendo le basi gettate dagli interventi del sindaco, Antonio Battista e del presidente del Molise, Paolo Di Laura Frattura. Il primo con un discorso concentrato sulle tante difficoltà degli amministratori che devono far quadrare i conti, anche e soprattutto a fronte dei tagli da parte del Governo, il secondo con l’incitare i giovani “a restare in una periferia che può contenere il centro”. E sempre la Boldrini si riallaccia alle parole di Battista che aveva evidenziato come “sia compito della politica ridare la fiducia ai giovani”.

“Proprio in un momento di rabbia come quella che sta attraversando il Paese è importante non lasciarsi sopraffare dalla demagogia e dal populismo”, dice la presidente che evidenzia poi come anche le amministrazioni debbano risparmiare, in un contesto di sacrifici equamente ripartiti, così come gli investimenti che sempre di più possono trovare spazio in quel denaro che ogni anno lo Stato recupera dall’evasione fiscale e dalla corruzione. Risorse economiche queste, che devono finanziare la cultura e la formazione.

“La crisi – evidenzia ancora la Boldrini ha sfidato il futuro dei nostri figli, ma non ci arrendiamo, perché abbiamo una serie di battaglie da vincere per il domani”

“Chi dice che non bisogna studiare fa un torto ai giovani, perché la cultura e la formazione saranno le cassette degli attrezzi per il domani”, conclude poi la presidente della Camera, citando la frase di Eleanor Roosevelt che recita “il futuro appartiene a coloro che credono nella bellezza dei propri  sogni”.

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