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Lupi, la partita del futuro si gioca sul fronte societario: troppe le spese a cui far fronte. Perrucci potrebbe cedere lo scettro a imprenditori di fuori regione

Un calcio d'angolo per i lupi contro la Fermana

Un calcio d’angolo per i lupi contro la Fermana

È un periodo importante per il calcio a Campobasso. La squadra, con la salvezza ormai conquistata, domenica 2 aprile non sarà in campo, in quanto è in programma il turno di riposo, causato dal ritiro dal campionato del Chieti. Il team di mister Silva, che ha dato un’anima al gruppo, torna ad allenarsi in giornata, mentre domani, giovedì 30, è in programma un test amichevole. I lupi torneranno a giocare domenica 9 aprile contro il Matelica.

Se la squadra sta portando a termine il torneo con le ultime sei giornate di campionato, è dal punto di vista societario che si giocherà la partita del futuro.

Sembra che il presidente Giulio Perrucci, a quattro anni dalla rinascita del calcio rossoblù, sia propenso a gettare la spugna. Troppe le spese da affrontare per potersi iscrivere al prossimo torneo di serie D: dal pagamento delle vertenze della passata stagione, al saldo degli stipendi dei calciatori dell’attuale campionato, dei fornitori. Spese che si aggiungerebbero tra tre mesi a tutte le spese per ripartire per la stagione 2017/2018: l’iscrizione e l’organizzazione del ritiro precampionato su tutti.

Nemmeno la capolista ha riportato il pubblico delle grandi occasioni allo stadio ‘Nuovo Romagnoli’: contro la Fermana sono stati staccati 769 biglietti, dei quali quasi duecento quelli acquistati dai tifosi marchigiani.

Tra coloro che si sono mostrati interessati al Campobasso, ci sarebbero tre cordate: una che farebbe riferimento agli ex soci rossoblù Pugliese e Audiello, la seconda all’avvocato foggiano Todaro, già patron della Gioventù Calcio Dauna e la terza a Niutta.

Si prospetta un’estate rovente dal punto di vista calcistico, perché se non si trova una soluzione si correrà davvero il rischio di dover ripartire dai campionati regionali. Forse. C’è sempre l’ipotesi, infatti, che in caso di nuovo default del calcio rossoblù, nessuno riaccenderà i motori dello sport nazionale nel capoluogo molisano. E lo stadio ‘Nuovo Romagnoli’ potrebbe restare chiuso come successe nel 2003.

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