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L’assessore Ramundo con il senatore Ruta al fianco di Emiliano, ma “nessuna strumentalizzazione”. Le primarie del Pd scaldano i motori della politica regionale

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Un momento della conferenza stampa a Palazzo San Giorgio

Degli eletti a Palazzo San Giorgio tra le fila del Partito Democratico a sostenere la candidatura dell’attuale governatore della Regione Puglia, Michele Emiliano, in corsa per la segreteria nazionale del PD, ci sono il capogruppo Giose Trivisonno, l’assessore Alessandra Salvatore e i consiglieri Antonio Molinari e Francesco Sanginario.

Assente, ma solo per motivi istituzionali e per impegni a Palazzo Magno il consigliere Giuseppe D’Elia.

La vera sorpresa è quella di vedere al loro fianco, durante al conferenza stampa convocata per tirare la volata dell’ex sindaco di Bari,  anche l’assessore Stefano Ramundo, vicino al governatore Frattura.

Gli esponenti di Palazzo San Giorgio si concentrano su questioni nazionali, ma inutile dire come i risvolti degli equilibri del Partito influenzeranno anche la politica locale, in vista delle elezioni regionali e di una legislatura comunale che si avvia alla sua fase conclusiva.

“Due anni fa ho conosciuto Emiliano e non vorrei che la mia presenza qui venga strumentalizzata. Di Emiliano condivido soprattutto quel ‘tocco meridionale’ in un momento il cui il Sud ha bisogno di ripartire”, specifica Ramundo che subito dopo chiosa come un giorno le primarie regionali potranno anche portare “chi è seduto con me a questo tavolo a prendere strade differenti”.

L’esponente dell’esecutivo con la delega all’Ambiente non ci sta, dunque, su una differenziazione molto netta, né tantomeno su una scelta che potrà influire sullo schieramento su scala regionale.

Di questo avviso anche gli altri presenti che sul tema non si sbilanciano in alcun modo. “Il nostro – dice, infatti, Trivisonno – non è un partito litigioso ma democratico nel vero senso del termine, ecco perché le primarie sono sempre un modo per riflettere sui contenuti, sui programmi e sulle persone. È questa la forza del Pd, rispetto agli altri partiti”. Dello stesso parere anche l’assessore Salvatore che preferisce non esporsi, nonostante pochi giorni fa il suo nome sia comparso, insieme a quello del senatore Ruta, tra i firmatari della richiesta dell’assemblea regionale del Partito Democratico, chiamata a votare l’ordine del giorno sulla richiesta delle primarie per la scelta del candidato Presidente della Giunta regionale del Molise del centrosinistra.

“Sarà in sede di assemblea che valuteremo l’operato dei cinque anni del governo regionale, per aprire il dibattito e mettere a confronto idee e proposte”, è l’unica cosa che, sulla questione, si lascia sfuggire Trivisonno.

Con Emiliano si torna a parlare di proposte e di una visione lontana dall’eccessiva personalizzazione e autoreferenzialità degli ultimi tempi”, sostiene poi la Salvatore spostando l’attenzione sul piano nazionale e riferendosi all’ex premier Matteo Renzi.

Ma Emiliano, uomo del Sud, convince anche Molinari e Sanginario che mettono in risalto soprattutto la sua dichiarazione che lo vedrebbe rifiutare una sua possibile candidatura a premier, in caso di vittoria delle primarie.

All’appello mancano ora le posizioni degli altri eletti a Palazzo San Giorgio tra le fila del Pd. Si tratta della renziana Bibiana Chierchia, assessore all’Urbanistica, e dei consiglieri Giuseppe Libertucci, Giovanna Viola, Ferdinando Massarella, Carlo Landolfi e, ovviamente, la posizione del primo cittadino, Antonio Battista, ‘rutiano’ da sempre.

Nonostante la poca propensione degli inquilini di Palazzo San Giorgio a svelare le carte su possibili accordi e schieramenti locali, è inutile dire come le primarie del Pd stiano riscaldando i motori della politica regionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, dalle regionali al rinnovo dell’assise civica di Campobasso nel 2019.

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