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Ex Ariston, il Consiglio di Stato conferma la sentenza del Tar e dà appuntamento per il merito a novembre. De Benedittis: “Ci preme una soluzione per i cittadini”

L'ex cinema Ariston di Campobasso

L’ex cinema Ariston di Campobasso

Cine-Teatro Ariston. Nuovo capitolo. Il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del Tar Molise dello scorso 13 agosto. Comune di Campobasso, Codacons e Ministero per i beni e le attività culturali, infatti, avevano chiesto ai giudici di Palazzo Spada la sospensiva della sentenza del Tar Molise, la cui decisione aveva dato l’ok per la riqualificazione dell’ex Ariston, secondo quanto concordato dalla famiglia De Benedittis, proprietaria dell’ex cinema, con la GPE Group Srl.

Il supremo organo della giustizia amministrativa, inoltre, ha fissato l’udienza per la discussione del merito della vicenda giudiziaria al prossimo novembre 2017, con l’impegno delle parti in causa, su richiesta del Presidente, di non porre in essere alcuna tipologia di intervento, messa in sicurezza dello stabile compresa, fino all’udienza di discussione.

In sostanza, comunque, sullo stabile vige l’impossibilità di porre interventi, per via di del provvedimento di autotutela posto in essere dal Comune di Campobasso, rispetto al quale, come affermato dall’avvocato Di Pardo, si chiederà l’annullamento al Tar Molise.

“Ciò che ci preme di più – si legge nella nota stampasono le conseguenze che si riverbereranno sui cittadini di Campobasso. Il Consiglio di Stato, infatti, ha posto il divieto di poter mettere in sicurezza, l’impianto, con tutti i rischi del caso, considerando che in questo momento storico stiamo assistendo a molteplici eventi sismici e a forti intemperanze meteorologiche. L’impossibilità, per la famiglia De Benedittis, di mettere in sicurezza lo stabile, infatti, espone a gravi rischi tutta la cittadinanza, senza considerare che in pieno centro cittadino – spiegano i De Benedittis e la GPE Groupdovrà continuare a far ‘bella mostra di sé’ un palazzo ormai fatiscente e, soprattutto, inutilizzabile nella sua veste originaria, in quanto non conforme, tra l’altro, alle normative antisismiche, né idoneo ad accogliere qualsivoglia manifestazione pubblica”.

“Che dire delle pressioni dei residenti e dei commercianti della zona – proseguono – che vedono di buon occhio il nostro progetto, finalizzato a realizzare una nuova struttura al posto dell’ormai vetusto Cinema-Teatro Ariston? Chi vive in quell’area spera che venga realizzato al più presto un progetto di riqualificazione della zona, dal punto di vista urbanistico, commerciale e dei servizi”.

“Le vicende giudiziarie, nate della forte opposizione del Comune di Campobasso e della Soprintendenza ai Beni Culturali, stanno creando – rimarcano i diretti interessati gravi danni alla famiglia De Benedittis e alla GPE Group Srl e non di meno all’intera popolazione locale, sia per i rischi legati all’incolumità pubblica, sia per il mancato processo di riqualificazione della zona”.

“Di chi saranno le responsabilità – si chiedono i De Benedittis e GPE Group Srl – se dovesse accadere qualche spiacevole episodio, come il crollo di parte della struttura, a causa dei recenti eventi sismici e meteorologici?  E chi giustificherà ai cittadini l’esborso economico che dovrà essere sostenuto per risarcire tutti i danni subiti e subendi dalla famiglia De Benedittis e dalla GPE Group Srl. Il Comune, il Ministero o entrambi? E, soprattutto, quali sono le alternative fino ad oggi prospettate, rispetto al progetto della GPE Group?”.

“Il Codacons – sottolinea la notanel corso dell’udienza odierna, ha depositato un progetto che prevede la trasformazione dell’ex cinema Ariston, in un pub-birreria con libreria annessa. Lo spessore culturale – si legge è davvero indubbio. Non sarebbe più opportuno consentire a chi vuole investire sul territorio, con le proprie risorse economiche, senza aiuti pubblici di alcun tipo, di poter lavorare, nel pieno rispetto della legalità?”.

“La famiglia De Benedittis e GPE Group Srl – concludono – auspicano che la cittadinanza e le istituzioni prendano coscienza della gravità della situazione, nei fatti e nella realtà, non sui social network, dove è semplice lasciarsi andare ai ricordi, senza considerare le gravi conseguenze di un mancato intervento sullo stabile che ospitava il Cinema Teatro Ariston, a parole tanto amato”.

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