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Emergenza neve, nei piccoli centri del Molise non solo disagi ma anche opportunità per riaprire le porte alla gentilezza

neve_fossalto_1LUDOVICA COLANGELO

Vedere il luogo nel quale si abita ricoperto da tanta neve è sempre un momento magico, in grado di incantare adulti e bambini. Ben presto, però, si devono fare i conti con i disagi. Problematiche che i molisani hanno imparato, a loro spese, a conoscere bene ogni volta che la coltre bianca si riversa, insieme alle temperature in picchiata, sulla piccola regione.

Numerosi i centri che in queste ore risultano isolati, nonostante gli sforzi della macchina dell’emergenza, in moto dall’inizio di quella che è stata definita una “nevicata straordinaria”. L’impegno maggiore soprattutto nei piccoli paesini, il cui territorio ricopre anche diverse contrade e zone di campagna. A soffrire non sono solo le parti più alte del Molise, ma anche i centri più collinari, come ad esempio Fossalto.

“La neve che ha colpito in questi due giorni la regione, in un paese di collina, come quello da me amministrato, ha raggiunto, in dei punti, tre metri di altezza. Stiamo cercando il più possibile di risolvere tutte le difficoltà, soprattutto le più critiche”, sono state le parole del sindaco di Fossalto, Nicola Manocchio.

Per fortuna, però, che in simili occasioni è nei piccoli centri della regione che si riscopre la solidarietà tra parenti, amici, vicini di casa, ma anche tra semplici conoscenti.

Proprio in piccole realtà come Fossalto basta alle volte  citofonare al vicino di casa per rendere lo sgombro di un auto più semplice e divertente. Così, pala alla mano, se qualcuno deve liberare un vettura dalla neve, finisce che per strada trovi altri concittadini e le auto da liberare diventino due, tre o magari molte di più. “Stiamo andando a chiamare altri ragazzi per riuscire a spostare alcune macchine, sepolte dal maltempo”, dicevano infatti alcuni giovani di Fossalto ieri pomeriggio, sabato 7 gennaio, tra le strade del paese.

In circostanze di emergenza, come quella che il Molise sta vivendo dai giorno dell’Epifania, anche chiedere aiuto al primo passante che si nota, per riuscire ad attraversare delle zone ricoperte di ghiaccio è un’azione di routine. “Vivo da sola ed oggi, dopo tre giorni di reclusione in casa, ho deciso di farmi una passeggiata. La neve è tanta ed anche il ghiaccio che si è creato. Stavo rischiando di cadere ma, appena un gruppo di ragazzi si è reso conto della situazione, mi ha raggiunta e accompagnata fino a casa”. È la testimonianza di una cinquantenne di Fossalto.

L’attenzione, infatti, spesso è rivolta soprattutto a chi vive da solo, agli anziani lontani dai figli. “I miei vicini di casa sono giovani,  questa mattina mi hanno chiesto se avevo bisogno di qualcosa e così hanno preso la legna per accendere il fuoco in una cantina vicino  l’ abitazione. Io non riesco a camminare sulla tanta neve che si è formata”. In questo modo parla un ottantenne di Oratino.

L’aiuto dei compaesani, lì dove è necessario e per quanto è possibile, giunge tempestivamente anche nelle situazioni peggiori.

Ore di grandi disagi e forti agitazioni sì, ma anche momenti in cui una buona parte di molisani sta riassaporando la bellezza della condivisione, dello scambiare due chiacchiere con i propri compaesani, di sostare dinanzi al bar del paese per scambiare qualche battuta ed esperienza con l’emigrante di turno che, proprio a causa della neve, è rimasto bloccato nel luogo in cui è nato.

Insomma, di sicuro giorni di difficoltà da affrontare, ma anche istanti in cui si aprono le porte alla gentilezza, che non è mai scontata.

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