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Donna segregata a Sepino, quattro anni e sei mesi al suo “aguzzino”

L'uomo arrestato dalla Polizia

L’uomo arrestato dalla Polizia

Quattro anni e sei mesi di reclusione per Luca Martino, l’uomo che, dal mese di gennaio e fino allo scorso 17 marzo, ha segregato la sua compagna in un monolocale a Sepino. Questa la sentenza di primo grado, la cui pena patteggiata, sarà scontata da Martino ai domiciliari, in Provincia di Isernia.

Stando a quanto emerso dalle indagini degli inquirenti all’epoca dei fatti, l’uomo pretendeva che la sua compagna tagliasse i ponti con il passato, con le sue due figlie e si purificasseattraverso una sorta di decalogo.

Lui, parrucchiere ed ex titolare di un negozio a Campobasso e uno a Petrella, era appassionato di musica tanto da esibirsi nella cover di Zucchero, il cantante che il giovane quasi imitava nel suo modo di vestire. Era novembre del 2015 quando il ragazzo conosce in chat la donna, una 56enne del capoluogo separata e con due figlie maggiorenni. Poco tempo di frequentazione e, nel mese di gennaio, i due si trasferiscono in una casa a Sepino da dove la donna fino al mese di marzo scorso non potrà uscire se non accompagnata da lui, che nel frattempo alla sua amata le ha fatto tagliare i ponti con tutta la sua famiglia.

Durante i mesi di prigionia della 56enne, il giovane continua però ad avere una vita normale all’esterno. Mentre la sua vittima è rinchiusa a Sepino, lui esce proseguendo la sua relazione con la compagna dalla quale è legato da ben otto anni.

La donna, per la quale ha letteralmente perso la testa in chat, invece, no. Lei deve amarlo fino ad annullarsi, tanto da lasciare il lavoro e vivere segregata e, soprattutto, a ogni sua distrazione o negligenza deve purificarsi “attraverso un decalogo”, illustrato dal dirigente della Mobile, Raffaele Iasi, nel corso della conferenza stampa che fece seguito all’arresto.

Sarà un bigliettino fatto recapitare a una persona di fiducia a salvare la 56enne. Proprio da quel piccolo pezzo di carta arrivato nelle mani degli inquirenti partirono le indagini che lo scorso 17 marzo portarono all’arresto dell’uomo e alla liberazione della donna, sul cui corpo erano presenti una serie di lividi, simbolo delle violenze fisiche che quotidianamente doveva subire.

L’ex parrucchiere, all’apparenza con una vita normale, venne fermato mentre da Sepino stava per recarsi a Petrella e con sé, in macchina, trasportava anche un’arma clandestina e proiettili da guerra.

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